Questo titolo di Piazza Affari può salire del 20% entro l’estate

Claudia Cervi

4 Marzo 2026 - 07:53

Dollaro sopra 99, petrolio in rialzo e tensioni in Medio Oriente mettono sotto pressione il Ftse Mib. Ma un titolo della difesa resta sui massimi e potrebbe avere ancora spazio.

Questo titolo di Piazza Affari può salire del 20% entro l’estate

Le Borse iniziano a scricchiolare. Il dollaro è salito oltre quota 99, il petrolio accelera sulle tensioni in Medio Oriente, gli indici europei perdono slancio. L’atmosfera è cambiata in pochi giorni e la parola d’ordine è tornata a essere prudenza.

Il rischio guerra non è più un’ipotesi remota. Le minacce sullo Stretto di Hormuz riaccendono lo spettro di uno shock energetico. Energia più cara significa inflazione più ostinata, Federal Reserve meno disposta a tagliare i tassi e condizioni finanziarie più rigide. Il dollaro si rafforza e l’Europa resta esposta.

E quando il dollaro sale in questo modo, storicamente qualcosa si rompe sugli asset più esposti. Industria, consumi, titoli energivori diventano i primi candidati ai tagli di portafoglio.

Molti investitori si stanno muovendo in questa direzione. Riduzione del rischio, meno azionario europeo, attesa che la tempesta si plachi. È la reazione più intuitiva, ma non sempre è la più redditizia: il denaro non è fermo, si sta solo spostando.

Perché in un contesto di guerra, c’è un settore che non subisce lo shock, anzi trasforma l’instabilità in ordini e margini. E mentre l’indice arretra, qualcuno sta accumulando proprio lì.

Qui nasce la divergenza tra un Ftse Mib che fatica e un titolo di Piazza Affari già sui massimi, con margini per un ulteriore 20% entro l’estate secondo le valutazioni aggiornate nelle ultime settimane.

Il mercato guarda il rischio. I capitali guardano dove il rischio si trasforma in ricavi.

Leonardo sfida il mercato. Target fino a 68 euro se rompe i massimi

Mentre il Ftse Mib colla di oltre il 4%, Leonardo resta incollata ai massimi storici in area 60-61 euro. È qui che si gioca la partita.

Il titolo ha toccato un picco intraday a 60,48 euro e continua a muoversi su livelli che molti consideravano già tirati. Eppure le revisioni al rialzo non si sono fermate. Citi ha portato il target price a 60 euro dai precedenti 48,40, altri analisti si spingono fino a 68 euro con raccomandazioni più costruttive. Le stime stanno salendo mentre il titolo è già sui massimi, non dopo un crollo.

Grafico Leonardo Grafico Leonardo Fonte Tradingview

Sul fronte industriale, la commessa da 1,15 miliardi di euro assegnata dal Regno Unito per 23 elicotteri AW149 aggiunge visibilità ai conti e rafforza un backlog già solido. Vale circa il 5% degli ordini annuali stimati e consolida il posizionamento nel mercato britannico.

Se l’area 60-61 euro dovesse essere superata con decisione, le proiezioni grafiche aprirebbero spazio verso quota 68 euro. Parliamo di quasi 8 euro per azione in più rispetto ai livelli attuali, che equivale a un potenziale vicino al 20%.

Non è solo una reazione alla guerra. È il settore difesa che sta tornando centrale nei portafogli, mentre il resto del mercato fatica. Ed è questa divergenza che può fare la differenza nei prossimi mesi.

Perché il dollaro forte può diventare un acceleratore per Leonardo

Il dollaro sopra 99 non è solo un indicatore di tensione. Per un gruppo come Leonardo può tradursi in un vantaggio concreto.

Una quota significativa dei ricavi arriva da contratti internazionali denominati in dollari o legati a programmi governativi con esposizione alla valuta americana. Con un cambio più favorevole, a parità di volumi, il fatturato convertito in euro cresce. Se il dollaro resterà su questi livelli, anche le stime sugli utili potrebbero essere riviste.

Grafico indice DXY Grafico indice DXY Fonte Tradingview

In una fase in cui petrolio e costi energetici mettono sotto pressione gran parte dell’economia europea, la difesa si muove su una traiettoria diversa. I contratti sono pluriennali, la domanda pubblica tende a salire e la visibilità sugli incassi è più ampia rispetto ai settori ciclici.

Se il dollaro resta forte perché il mercato rinvia le attese di tagli della Fed, significa che l’incertezza resterà elevata. E più l’incertezza dura, più la spesa per la sicurezza tende a essere prioritaria.

La combinazione tra breakout tecnico e scenario macro può quindi rafforzarsi a vicenda. Da un lato i massimi da superare, dall’altro un contesto valutario che sostiene i conti.

Gli indici possono restare instabili ancora a lungo. Alcuni titoli, però, si agganciano a dinamiche globali che non seguono il ciclo europeo. Quando accade, il divario di performance tende ad allargarsi.

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