Questo grafico svela perché questa azione di Piazza Affari salirà ancora, potenzialmente fino al 25%, dopo un balzo del 6% nella seduta di oggi. Il taglio dei tassi in arrivo negli Stati Uniti potrebbe rimescolare le carte anche in Borsa italiana. E un titolo in particolare, oggi sottovalutato dal mercato, è pronto a beneficiarne più di altri. Ma non è uno dei soliti nomi del Ftse Mib.
Il primo taglio dei tassi da parte della Federal Reserve è atteso a settembre, con una probabilità superiore al 90% secondo i future sui Fed Funds. Se confermato, questo evento potrebbe innescare un meccanismo ben conosciuto da chi studia i cicli di mercato: la rotazione degli investimenti verso le mid-cap e verso le azioni con fondamentali solidi ma finora trascurate.
E a Piazza Affari ce n’è una che già si sta muovendo in anticipo, con un segnale grafico da manuale.
La semestrale di Interpump convince (più del previsto)
Il titolo in questione è Interpump, che dopo i conti è salito di oltre il 6% a Piazza Affari. In un solo mese, l’azione ha guadagnato oltre il 13%, segno che qualcosa si è acceso nel radar degli investitori.
Il rally non parte tutto dalla semestrale appena pubblicata. I numeri, a una prima lettura, non sembrano entusiasmanti, ma convincono: ricavi in calo dell’1,7% su base annua, utile netto in flessione a causa dell’aumento degli oneri finanziari. Eppure, basta andare oltre i titoli per leggere un quadro diverso.
L’EBITDA è praticamente stabile a 249,5 milioni, con una marginalità in aumento al 23,2%. La posizione finanziaria netta migliora, con il debito sceso a 396,9 milioni. Soprattutto, nel secondo trimestre i ricavi tornano a crescere (+1%), con un balzo dell’EBITDA del 6% e una marginalità al 23,8%.
Dopo lo scivolone subito a marzo, Interpump ha reagito con forza ed ora è in piena fase di stabilizzazione operativa, con margini robusti anche a fronte di una domanda ancora non pienamente ripartita.
Certo, l’utile netto è sceso. Ma il motivo non è operativo: sono gli interessi passivi, aumentati per via dell’era dei tassi alti. Ed è proprio questo il punto chiave per il futuro.
Perché il titolo può salire ancora (e cosa guarda il mercato)
Grafico azioni Interpump
Fonte Tradingview
C’è un dato che più di altri racconta dove potrebbe andare il titolo: la marginalità in aumento nonostante il calo dei ricavi. Un segnale che Interpump ha contenuto i costi, mantenuto efficienza e rafforzato pricing power, anche in uno scenario di domanda incerta. È questo che i gestori premiano oggi: solidità e flessibilità, in attesa di una ripresa della domanda industriale.
In parallelo, l’indebitamento netto è sceso a 396,9 milioni, segno che il gruppo continua a generare cassa, pur avendo mantenuto attivi i piani di acquisizione (62,5 milioni di euro di impegni nel semestre). In altre parole: Interpump sta costruendo valore, anche in mezzo alle turbolenze.
E il mercato inizia ad accorgersene. L’ultimo rating di Berenberg, aggiornato a luglio, ha mantenuto la raccomandazione “buy”, con target price a 49 euro. Nonostante un taglio rispetto alla precedente stima, si tratta comunque di un potenziale upside del 25% dai livelli attuali.
Ma la vera spinta potrebbe arrivare da un fattore esogeno: il taglio dei tassi Fed previsto per settembre. Se davvero il costo del denaro inizierà a scendere, le mid-cap industriali come Interpump torneranno nel mirino degli investitori internazionali, a caccia di rendimento e di aziende con modelli solidi in grado di moltiplicare i benefici di un allentamento monetario.
C’è poi un segnale grafico che conferma l’interesse del mercato. Con la rottura di area 39, pari al 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del ribasso partito a inizio anno, il titolo sta dimostrando forza e potrebbe puntare al test di target in area 43 se non addirittura a 48 euro, sui massimi del 2024. In tal caso l’upside potenziale arriva al 20%.
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