Nel panorama degli investimenti, gli ETF (Exchange Traded Funds) hanno guadagnato popolarità grazie alla loro capacità di offrire un’esposizione diversificata a diversi mercati e strategie. Tra questi, una particolare tipologia di ETF ha attirato l’attenzione degli investitori per il suo alto rendimento da dividendi: si tratta degli ETF Buy-Write, detti anche «covered call».
Un esempio emblematico è il PBP, l’Invesco S&P 500 BuyWrite ETF, noto per offrire un dividend yield che si avvicina al 15%. Ma cosa sono i «covered call» ETF e come comportarsi con questo genere di strumenti finanziari?
Cos’è un ETF Buy-Write?
Un ETF Buy-Write è un tipo di fondo passivo che utilizza una strategia specifica: combina l’acquisto di un portafoglio di azioni con la vendita di opzioni call coperte su quelle stesse azioni. L’obiettivo principale è generare un reddito costante attraverso i premi raccolti dalla vendita delle opzioni call, oltre ai dividendi pagati dalle azioni sottostanti. Questa strategia, sebbene possa limitare il potenziale di apprezzamento del capitale, offre una fonte di reddito stabile e può proteggere parzialmente il portafoglio dalle fluttuazioni di mercato.
Cos’è una strategia «covered call»?
Per comprendere meglio il funzionamento di un ETF Buy-Write è utile analizzare le due componenti principali della strategia:
- Acquisto di Azioni (Buy): L’ETF, usando come esempio il PBP, detiene un portafoglio di azioni che replica l’indice S&P 500. Questo significa che l’ETF offre un’esposizione alle 500 principali società americane, coprendo una vasta gamma di settori e industrie.
- Vendita di Opzioni Call (Write): Su queste azioni, il PBP vende opzioni call . Una call è un’opzione che dà al compratore il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare l’azione sottostante a un prezzo prefissato (strike price) entro una certa data. Il PBP, essendo il venditore dell’opzione, riceve un premio che contribuisce al rendimento totale dell’ETF. Se il prezzo dell’azione supera lo strike price, il fondo deve vendere l’azione al prezzo prefissato, limitando così il guadagno potenziale in un mercato rialzista.
Da cosa deriva il dividendo di questi ETF?
Uno dei principali punti di forza del PBP è il suo elevato rendimento da dividendi, che si avvicina al 15%. Questo rendimento deriva dalla combinazione dei dividendi pagati dalle azioni S&P 500 e dai premi raccolti dalla vendita di opzioni call. In un contesto di tassi d’interesse bassi, un rendimento da dividendi così elevato è particolarmente attraente per gli investitori in cerca di reddito.
Uno sguardo a uno dei primi «buy write» ETF: il PBP
L’Invesco S&P 500 BuyWrite ETF (PBP) è stato lanciato nel 2007, poco prima della crisi finanziaria globale. Questo lo rende uno dei più antichi ETF Buy-Write sul mercato, e da allora ha accumulato una significativa esperienza nella gestione della strategia.
Il PBP replica l’indice CBOE S&P 500 BuyWrite, che segue una strategia buy-write applicata all’S&P 500. Il fondo detiene un portafoglio di azioni S&P 500 e vende opzioni call mensili su tutto il portafoglio. Questa vendita regolare di opzioni genera un flusso costante di premi, che vengono distribuiti agli investitori sotto forma di dividendi.
Analizzando la performance del PBP negli ultimi dieci anni, si osserva che il fondo non ha raggiunto la stessa crescita in conto capitale dell’indice S&P 500. Questo è in parte dovuto alla natura della strategia buy-write, che limita il potenziale di apprezzamento in un mercato rialzista. Quando le azioni sottostanti superano il prezzo di esercizio delle opzioni call vendute, il fondo è obbligato a vendere le azioni a un prezzo prefissato, perdendo così la possibilità di guadagni superiori. Ecco perché dal lancio ha generato una perdita in conto capitale del 12%.
Tuttavia, questa limitazione del potenziale di crescita è bilanciata dall’elevato rendimento da dividendi, che rappresenta una componente significativa del rendimento totale dell’ETF.
Uno sguardo al divided yield del PBP ETF
Uno degli aspetti più attraenti del PBP è il suo elevato dividend yield, attualmente vicino al 15%. Questo rendimento è significativamente superiore rispetto al rendimento medio dell’S&P 500, rendendolo un’opzione interessante per gli investitori che cercano reddito.
Tuttavia, un dividend yield così elevato comporta anche dei rischi. Il rendimento può variare in base a diversi fattori, tra cui la volatilità del mercato, i tassi d’interesse, e la performance delle azioni sottostanti. Inoltre, in un mercato fortemente rialzista, il potenziale di crescita del capitale potrebbe essere limitato, e quasi sicuramente inferiore rispetto a quello generato dall’S&P500, e i dati storici lo dimostrano.
Come potrebbe comportarsi il PBP in un contesto di mercato ribassista
In un contesto di mercato ribassista o volatile, l’Invesco S&P 500 BuyWrite ETF (PBP) può diventare particolarmente interessante. La strategia buy-write può aiutare a limitare le perdite, poiché i premi raccolti dalla vendita di opzioni call forniscono un flusso di cassa costante che può compensare parzialmente le perdite in conto capitale.
Ad esempio, se gli investitori si aspettano una fase di correzione dell’S&P 500 o una prolungata stagnazione dei prezzi delle azioni, un ETF Buy-Write come il PBP potrebbe offrire una soluzione per generare reddito pur limitando l’esposizione al ribasso. In un mercato laterale, dove i prezzi delle azioni non variano molto, la strategia buy-write potrebbe addirittura sovraperformare rispetto a un semplice investimento passivo nell’S&P 500. Sebbene questa sia l’opinione popolare, il PBP, considerando il flusso dei dividendi, durante la crisi del 2008, ha avuto una deviazione stanard simile a quella dell’S&P500, e lo spread fra le performance dei due ETF ha raggiunto al massimo un 10%; quindi non si è dimostrato uno strumento utile a una corretta diversificazione di portafoglio.