Bitcoin in calo da un mese, ma i segnali si contraddicono. Crollo imminente o occasione nascosta? Il 2022 torna a fare paura, il futuro resta aperto.
Bitcoin chiude il quarto venerdì consecutivo in territorio negativo, e qualcosa nel pattern ricorda da vicino ciò che accadde prima del grande crollo del 2022. I mercati delle criptovalute non vivono nel vuoto: reagiscono alla liquidità globale, ai tassi reali e all’appetito per il rischio che in questo momento sembrerebbe sotto pressione su più fronti.Chi ha vissuto il 2022 sa che i segnali arrivano sempre con anticipo, ma vengono spesso ignorati fino a quando il danno è già fatto.
Da oltre un mese, Bitcoin non riesce a chiudere una settimana in positivo. Ogni rimbalzo infrasettimanale viene venduto, ogni tentativo di recupero si esaurisce prima di raggiungere i massimi precedenti. Questo schema, nel gergo dei mercati, si chiama sequenza di massimi decrescenti e minimi decrescenti, e rappresenta la definizione stessa di tendenza ribassista nel breve periodo.
Una sequenza che a molti ricorda uno degli episodi più dolorosi della storia recente delle criptovalute: il 2022. In quell’anno, fra fallimenti a cascata e crolli sistemici, sembrava davvero che il mercato non avesse un pavimento. Il prezzo di Bitcoin continuò a scendere per mesi, fino a che non invertì rotta in modo improvviso e quasi incomprensibile per chi seguiva solo il sentiment del momento. [...]
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