Quanto guadagna un Oss? Stipendio netto e lordo degli Operatori socio sanitari

Emanuele Di Baldo

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Lo stipendio degli Oss, dopo il rinnovo del contratto 2022-2024 e in attesa della firma definitiva di quello 2025-2027, parte da poco più di 21.500 euro lordi l’anno di tabellare.

Quanto guadagna un Oss? Stipendio netto e lordo degli Operatori socio sanitari

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Quanto guadagna un Oss (Operatore socio sanitario)? La domanda riguarda una delle figure fondamentali del sistema di cura e assistenza italiano, e nel 2026 la risposta è cambiata grazie al rinnovo del contratto della Sanità pubblica.

Presente in ospedali, strutture residenziali e a domicilio, l’OSS si occupa del benessere fisico e psicologico del paziente, con interventi mirati a supportare le persone non autosufficienti nei gesti quotidiani. Non è un operatore sanitario in senso stretto come l’infermiere, ma lavora in stretta sinergia con il personale medico e infermieristico, garantendo una presenza costante e attenta accanto ai pazienti più fragili.

La qualifica di OSS si ottiene con un corso di formazione professionale riconosciuto dalle Regioni, tra teoria e tirocinio (qui il percorso completo), e apre le porte di ospedali pubblici e privati, Rsa, cliniche, cooperative sociali o del lavoro autonomo a domicilio. Non a caso l’Oss è oggi tra le professioni più richieste.

La retribuzione di un Oss dipende da tipo di contratto, settore pubblico o privato, turni, reparto e, in alcuni casi, Regione. Il punto di partenza è il Ccnl del comparto Sanità 2022-2024, firmato in via definitiva il 27 ottobre 2025 senza Fp Cgil e Uil Fpl: riguarda oltre 581.000 dipendenti del Servizio sanitario nazionale e riconosce un aumento medio di comparto di 172 euro al mese per 13 mensilità, con arretrati pagati da novembre 2025.

Il 29 luglio 2026 tutte le sigle rappresentative hanno poi siglato l’ipotesi di Ccnl 2025-2027, che prevede un ulteriore incremento medio a regime di 209 euro lordi mensili (+7,76%, comprese le risorse stanziate per legge) e arretrati medi stimati in 1.226 euro al 31 ottobre 2026. Fino alla certificazione e alla firma definitiva, però, questi aumenti restano sulla carta.

Vediamo quindi quanto guadagna un Oss oggi, tra lordo, netto e differenze tra impiego pubblico, privato e autonomo.

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Stipendio lordo Oss

Nella Sanità pubblica gli Oss fanno parte dell’area degli operatori del nuovo ordinamento professionale, in cui sono confluiti i vecchi livelli da Bs a Bs5. Con il Ccnl 2022-2024 lo stipendio tabellare di quest’area è stato rideterminato, con decorrenza 1° gennaio 2024, in 21.545,34 euro lordi annui, calcolati su 12 mensilità a cui si aggiunge la tredicesima. In concreto si tratta di 1.795,45 euro lordi al mese per 13 mensilità, 120 euro in più rispetto ai 20.105,34 euro annui (1.675,45 euro mensili) del contratto precedente. I 172 euro indicati dall’Aran sono infatti una media riferita all’intero comparto, che varia in base all’area di inquadramento.

A questo si aggiunge:

  • indennità tutela del malato e promozione della salute, che spetta all’Oss per 12 mensilità: rideterminata in 38,00 euro dal 1° gennaio 2024 e in 43,51 euro lordi mensili dal 1° gennaio 2025 (in precedenza era di 35,46 euro);
  • indennità di qualificazione professionale: pari a 9,55 euro lordi mensili, per 13 mensilità.

Va precisato che l’indennità di specificità infermieristica prevista per l’area degli operatori (73,41 euro dal 2025) non spetta all’Oss, ma ai profili infermieristici ancora presenti in quest’area, come infermiere generico, infermiere psichiatrico con un anno di corso e puericultrice.

Sommando le voci fisse, in un mese ordinario la busta paga lorda di un Oss del Servizio sanitario nazionale arriva a 1.848,51 euro. Su base annua, tenendo conto delle diverse mensilità di ciascuna voce (21.545,34 euro di tabellare, 1.795,45 euro di tredicesima, 522,12 euro di indennità tutela del malato su 12 mesi e 124,15 euro di indennità di qualificazione su 13 mesi), il totale è di 23.987,06 euro lordi.

Si tratta però della sola parte fissa. A questa si sommano le indennità per turni, servizio notturno e festivo, oltre a quella per le particolari unità operative. Quest’ultima vale 5 euro per ogni giornata di effettiva presenza, ma spetta solo a chi è assegnato ai servizi indicati dal contratto: terapie intensive e sub-intensive, gruppi operatori, malattie infettive, nefrologia e dialisi, emergenza-urgenza, assistenza domiciliare e servizi per le dipendenze.

Il Ccnl 2022-2024 ha inoltre istituito il nuovo profilo dell’assistente infermiere, già definito da un Accordo Stato-Regioni, che si colloca come livello intermedio tra l’area degli operatori e quella dei professionisti della salute: una possibile strada di crescita, anche economica, per chi già lavora come Oss.

Gli aumenti in arrivo con il Ccnl 2025-2027

Se l’ipotesi firmata a luglio 2026 diventerà definitiva, lo stipendio tabellare dell’area degli operatori crescerà in tre tappe, con effetto retroattivo:

  • dal 1° gennaio 2025: +43,70 euro mensili, per un tabellare annuo di 22.069,74 euro;
  • dal 1° gennaio 2026: +87,40 euro mensili, per un tabellare annuo di 22.594,14 euro;
  • dal 1° gennaio 2027: +112,60 euro mensili, per un tabellare annuo di 22.896,54 euro.

Ancora più consistente il ritocco dell’indennità tutela del malato, che per l’area degli operatori sale di 58,50 euro e passa a 102,01 euro lordi mensili dal 1° gennaio 2026.

A regime, quindi, la parte fissa della busta paga di un Oss salirebbe a 2.019,61 euro lordi in un mese ordinario: 1.908,05 euro di tabellare, 102,01 euro di indennità tutela del malato e 9,55 euro di indennità di qualificazione professionale. Rispetto a oggi si tratta di 171,10 euro in più al mese, meno dei 209 euro indicati dall’Aran, che rappresentano una media dell’intero comparto comprensiva anche delle risorse aggiuntive stanziate per legge. Su base annua, con le stesse regole sulle mensilità, il totale delle voci fisse arriverebbe a 26.152,86 euro lordi.

Due novità riguardano poi da vicino chi lavora su turni. La prima è la conferma dell’indennità per le particolari unità operative a 5 euro al giorno, importo che la contrattazione integrativa potrà comunque modificare in base alle risorse disponibili. La seconda è l’indennità ferie, che debutta dal 1° gennaio 2027: per ogni giornata di ferie sarà riconosciuta una somma calcolata sulla media delle indennità di turno, notturno, festivo, pronto soccorso e particolari unità operative percepite nei sei mesi precedenti, a condizione che raggiunga almeno 3 euro al giorno. In questo modo non si perderà più una parte della retribuzione proprio nel periodo di riposo.

Stipendio netto di un Oss

Passando al netto, l’importo effettivo dipende dalla situazione personale del lavoratore: addizionali regionali e comunali, eventuali familiari a carico, voci accessorie. È però possibile ricostruire una stima partendo dai 23.987,06 euro lordi annui delle sole voci fisse, senza indennità di turno, applicando:

  • contributi previdenziali a carico del dipendente pari a circa il 9,15%, che riducono l’imponibile fiscale a circa 21.790 euro;
  • Irpef con aliquota del 23%, pari a circa 5.010 euro;
  • detrazione per lavoro dipendente di circa 2.480 euro e ulteriore detrazione di 1.000 euro prevista dal taglio del cuneo fiscale per i redditi tra 20.000 e 32.000 euro, che portano l’Irpef netta intorno ai 1.530 euro;
  • addizionali regionale e comunale ipotizzate complessivamente al 2%, circa 435 euro.

Il risultato è un netto annuo di circa 19.820 euro, cioè uno stipendio netto di circa 1.500 euro al mese per 13 mensilità. Con turni notturni, festivi e servizio in reparti disagiati la cifra cresce, anche in modo sensibile.

Ripetendo lo stesso calcolo sui 26.152,86 euro lordi previsti a regime dal Ccnl 2025-2027, e a parità di regole fiscali, il netto salirebbe a circa 1.600 euro al mese, con un aumento stimato intorno ai 100 euro mensili, a cui andranno aggiunti gli arretrati.

Stipendio Oss nella sanità privata e nelle cooperative

Più bassi gli stipendi nelle strutture private, a cominciare da quelle che applicano i contratti Aiop e Aris, fermi da anni.

Nel settore privato il Contratto Sanità di Aris/Aiop per il personale non medico fissa per l’Oss una retribuzione lorda all’ingresso di 1.669,36 euro (livello B2, per 13 mensilità, quindi 21.701,68 euro annui) che dopo 3 anni, e il passaggio al livello contrattuale B3, sale a 1.697,76 euro al mese, quindi 22.070,88 euro annui lordi comprensivi di tredicesima. Sono gli stessi importi in vigore da luglio 2020: il contratto è scaduto il 31 dicembre 2018 e si applica in regime di ultrattività. Aiop e Aris hanno subordinato l’avvio della trattativa per il rinnovo alla garanzia di risorse certe da parte di Governo e Regioni. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato per il 17 aprile 2026 uno sciopero nazionale in tutte le strutture che applicano i contratti Aiop/Aris Sanità privata, Aiop Rsa e Aris Rsa. A ottobre 2026 il tavolo per il Ccnl Aiop Rsa ha fatto passi avanti sulla parte normativa, ma resta aperto il nodo economico.

Per quanto riguarda gli Oss impiegati con contratto Cooperative Sociali, il rinnovo firmato il 26 gennaio 2024 e perfezionato il 5 marzo 2024 ha previsto tre tranche di aumenti, a febbraio 2024, ottobre 2024 e ottobre 2025. L’Oss è di norma inquadrato al livello C2, che da ottobre 2025 prevede un minimo contrattuale di 1.591,06 euro lordi mensili. Per i livelli superiori la retribuzione base è di 1.637,57 euro per un C3-D1 (erano 1.511,25 euro prima del rinnovo) e di 1.727,83 euro per un D2 (erano 1.594,15 euro).

Lo stesso rinnovo ha introdotto dal 1° gennaio 2025 una quattordicesima mensilità aggiuntiva, pari alla metà della retribuzione mensile, pagata a giugno e a regime da giugno 2026. Per un C2 vale 795,53 euro l’anno: sommando 13 mensilità e quattordicesima, il minimo contrattuale annuo arriva così a circa 21.479 euro lordi.

Anche questo contratto è però scaduto il 31 dicembre 2025 e resta in vigore in attesa del nuovo accordo, per il quale i sindacati hanno presentato la piattaforma unitaria a marzo 2026.

Il divario con il pubblico resta evidente anche su base annua, tenendo conto delle mensilità aggiuntive: a fronte dei 23.340,79 euro di tabellare annuo con tredicesima di un Oss del Servizio sanitario nazionale (23.987,06 euro con le indennità fisse), nel privato Aiop/Aris si parte da 21.701,68 euro e in cooperativa da circa 21.479 euro.

Si tratta in entrambi i casi di minimi contrattuali, ai quali possono aggiungersi indennità e voci previste dai singoli contratti e dalla contrattazione aziendale.

Compensi Oss con Partita Iva

L’Operatore socio sanitario in qualità di professionista può anche lavorare come privato, persino presso il domicilio della persona da assistere, previa però apertura della Partita Iva (con iscrizione alla Gestione Separata Inps).

In tal caso è il professionista a fissare la propria tariffa, solitamente calcolata a ore.

Non c’è un vero e proprio tariffario che definisce quanto guadagna l’Oss che lavora a domicilio, ma solitamente per ogni ora di servizio viene richiesto un compenso che va da un minimo di 14 euro a un massimo di 20 euro. Tutto, ovviamente, al lordo di tasse e contributi previdenziali, con un netto quindi che a seconda del regime fiscale, dei contributi e dei costi sostenuti può essere tra gli 8 e i 12 euro l’ora.

Confronto: Oss vs Infermiere, chi guadagna di più?

Fare il confronto tra lo stipendio dell’Oss e quello dell’infermiere è utile per comprendere quanto incida la differenza di formazione, responsabilità e inquadramento contrattuale. L’Oss svolge mansioni di supporto e assistenza diretta alla persona, ma non ha competenze sanitarie autonome: non può ad esempio somministrare farmaci in autonomia (può solo aiutare il paziente nella corretta assunzione di quelli prescritti), come pure gli è preclusa la gestione dei piani terapeutici e l’esecuzione di prestazioni invasive.

L’infermiere, invece, è un professionista sanitario con laurea triennale, che assume responsabilità dirette nei confronti del paziente e agisce su indicazione medica o in autonomia secondo protocolli.

Dal punto di vista retributivo, le differenze si notano già all’ingresso. Nella Sanità pubblica l’infermiere fa parte dell’area dei professionisti della salute e dei funzionari, il cui stipendio tabellare dal 1° gennaio 2024 è di 24.918,93 euro lordi annui su 12 mensilità più tredicesima, cioè 2.076,58 euro al mese. A questo si aggiunge l’indennità di specificità infermieristica, pari a 87,79 euro mensili dal 2025 per 12 mensilità. In un mese ordinario la parte fissa arriva così a 2.164,37 euro lordi: circa 316 euro in più rispetto all’Oss, prima delle voci legate a turni, anzianità e incarichi.

Nella sanità privata, le cifre sono più variabili, ma tendenzialmente inferiori: con il contratto Aiop/Aris il personale infermieristico parte da 1.953,87 euro lordi mensili (livello D).

Il distacco è destinato ad allargarsi con il Ccnl 2025-2027, per il quale l’Aran indica per gli infermieri un aumento medio a regime di 240 euro lordi mensili, comprensivo delle risorse aggiuntive stanziate per legge. Considerando solo le voci fisse, dal 2027 il tabellare dell’area salirebbe a 26.481,33 euro annui (+130,20 euro al mese) e l’indennità di specificità infermieristica a 181,14 euro mensili (+93,35 euro) già dal 1° gennaio 2026, per un aumento di 223,55 euro. La parte fissa del mese ordinario arriverebbe così a 2.387,92 euro lordi, circa 368 euro in più rispetto ai 2.019,61 euro previsti a regime per l’Oss.

Diventare Oss, quindi, conviene ma solo se si cerca una professione rapida da acquisire e molto richiesta. Diventare infermiere è invece più conveniente sul piano economico e di crescita professionale, ma l’iter è più lungo e complicato.

Articolo revisionato da Emanuele Di Baldo il

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Ma chi scrive questi articoli e da dove prendono questi dati ? Completamente inventati

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