Composta da circa 60 elementi costretti a uno sforzo immane in 5 serate. Ecco quanto guadagnano.
Via alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio. Alla conduzione c’è Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini e da altri co-conduttori che si alterneranno nelle cinque serate.
Come annunciato dallo stesso Conti, questa dovrebbe essere la sua ultima edizione alla guida del Festival: dal prossimo anno dovrebbe lasciare spazio ad altri. Anche se non c’è ancora alcuna ufficialità, tra i nomi più accreditati per il 2027 circola quello di Stefano De Martino.
Intanto, però, la kermesse è pronta a partire con 30 artisti in gara, ai quali si aggiungono 4 cantanti nella sezione Nuove Proposte. Elemento portante del Festival è senza dubbio l’orchestra: ciò che distingue la manifestazione da molte altre gare canore è proprio l’esecuzione rigorosamente dal vivo, accompagnata da musicisti di altissimo livello.
Sono circa 60 gli orchestrali impegnati a Sanremo: 30 provenienti dall’Orchestra Sinfonica di Sanremo e altri 30 selezionati tra professionisti esterni. Suonare al Festival rappresenta un motivo di grande orgoglio e responsabilità, e solo musicisti di comprovata esperienza possono accedere a questo incarico. Si tratta, però, di un impegno notevole: ore e ore di prove prima dell’inizio della manifestazione, poi lunghe serate in cui restano seduti a suonare per oltre quattro ore consecutive. Si finisce a tarda notte e il mattino seguente si riprende presto con nuove prove, perché lo spettacolo deve essere impeccabile.
È quindi evidente che per gli orchestrali il Festival rappresenti anche una dura prova di resistenza fisica e mentale. Ma il compenso è adeguato all’impegno richiesto? Non esistono dati ufficiali sui cachet dei componenti dell’orchestra del Festival di Sanremo. Nel corso degli anni, tuttavia, sono emerse alcune indiscrezioni secondo cui i musicisti sarebbero sottopagati rispetto al numero effettivo di ore lavorate.
Quanto guadagna l’orchestra del Festival di Sanremo 2026
A parlarne, nel 2020, fu Livio Emanueli, ex presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, che indicò un compenso forfettario di circa 1.900 euro. Anche il maestro Beppe Vessicchio, storico direttore d’orchestra del Festival scomparso pochi mesi fa, aveva affrontato l’argomento in passato, parlando di una cifra intorno ai 2.000 euro netti per circa cinque settimane di lavoro complessivo. In precedenza era emersa anche una polemica secondo cui gli orchestrali avrebbero percepito circa 50 euro al giorno. Ad oggi, però, mancano conferme ufficiali e ci si basa soltanto su queste indiscrezioni.
Diverso è invece il discorso per i direttori d’orchestra, scelti liberamente dai singoli artisti in gara: è infatti il cantante a decidere chi portare con sé sostenendone direttamente il compenso. Quest’anno l’edizione sarà particolare anche per l’assenza del maestro Beppe Vessicchio, volto simbolo del Festival per decenni. Al suo posto, però, ci saranno numerosi altri professionisti pronti a dirigere l’orchestra per i 30 brani in gara.
Sanremo 2026, l’elenco dei direttori d’orchestra
Ecco l’elenco completo dei direttori d’orchestra per le canzoni in competizione:
- Fabio Barnaba – Raf
- Giuseppe Barbera – Arisa
- Nicole Brancale – Serena Brancale
- Enrico Brun – Enrico Nigiotti, Mara Sattei
- Carolina Bubbico – Ditonellapiaga
- Diego Calvetti – Ermal Meta
- Enzo Campagnoli – Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini, Samurai Jay
- Valeriano Chiaravalle – Eddie Brock, Sal Da Vinci, Francesco Renga, Angelica Bove, Fedez & Masini
- Fausto Cigarini – Chiello
- Francesco D’Alessio – LDA & Aka 7even
- Enrico Melozzi – Bambole di Pezza, Leo Gassmann, Blind, El Ma & Soniko
- Giovanni Pallotti – Sayf, Tredici Pietro
- Alterisio Paoletti – Michele Bravi
- Pietro Paroletti – Fulminacci
- Daniele Parziani – Malika Ayane
- Carmelo Patti – J-Ax, Tommaso Paradiso, Nicolò Filippucci, Maria Antonietta & Colombre
- Adriano Pennino – Luchè
- Valter Sivilotti – Patty Pravo
- Alessandro Trabace – Levante
- Riccardo Zangirolami – Nayt, Mazzariello
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