Uno spazzolino elettrico con telecamera ma anche un idropulsore e un filo interdentale spara (micro) getti. Ma quanto costa? Ecco il nuovo gioiello dell’universo Dyson
Aspirapolvere senza sacco, asciugacapelli che non bruciano, ventole senza pale: da oltre trent’anni Dyson vive della stessa ossessione, vale a dire prendere un oggetto che sembra già “risolto” e smontarlo fino a reinventarlo. Stavolta il bersaglio è il lavandino del bagno. L’azienda britannica sbarca per la prima volta nel mercato dell’igiene orale con CameraJet, uno spazzolino elettrico che di «normale» non ha quasi nulla: dentro il manico convivono una microcamera, algoritmi di machine learning e una pompa capace di sparare un getto di collutorio esattamente nello spazio tra un dente e l’altro.
Non è soltanto uno spazzolino: nelle intenzioni di Dyson tiene insieme, in un solo gesto, spazzolamento, filo interdentale e idropulsore. Presentato oggi a Parigi dopo sei anni di sviluppo, 661 ingegneri e 38 brevetti depositati, arriva in Italia a un prezzo che farà discutere: 479 euro. Un salto in una categoria completamente nuova, con un dispositivo che promette di cambiare il modo in cui laviamo i denti. Ma cosa fa davvero, quanto costa e come si colloca rispetto alla concorrenza? Ecco cosa sappiamo.
Ecco tutto quello che fa CameraJet, super spazzolino elettrico e non solo
Il cuore di CameraJet è una tecnologia battezzata Gap Optical Targeting. In cima al manico, sotto la testina, Dyson ha incastonato una microcamera da 100.000 pixel con lente macro che, mentre spazzoliamo, acquisisce 28 immagini al secondo. Un algoritmo di machine learning - allenato, dice l’azienda, su circa 470.000 immagini di denti e forte di 16 milioni di righe di codice - riconosce in tempo reale gli spazi interdentali e ne prevede la posizione.
Nel momento esatto in cui individua una fessura, entro 100 millisecondi (con un obiettivo tecnico intorno ai 70), attiva la pompa e spara un getto di collutorio. E il riconoscimento avviene a bordo del dispositivo: non serve collegare lo spazzolino al telefono perché funzioni.
Il getto, poi, non è quello sottile e aggressivo dei classici idropulsori: Dyson lo ha progettato ampio e conico, così da rimuovere la placca lavorando a pressione più bassa e risultando più delicato su gengive e smalto. Per studiarlo l’azienda ha messo a punto una placca artificiale in cinque anni di collaborazione con la Facoltà di Odontoiatria dell’Università Nazionale di Singapore.
C’è poi la parte «spazzolino» vera e propria: testina a doppia setola - più rigide all’interno per le macchie di superficie, più morbide sul bordo gengivale - e oscillazione sonica variabile, che cambia continuamente angolo per evitare che le setole restino ferme contro il dente. Il risultato dichiarato è una rimozione fino al 69% di placca in più nelle zone difficili rispetto agli spazzolini elettrici premium concorrenti. Un serbatoio antigravità da 12,5 ml alimenta il getto in qualsiasi posizione, un tag RFID nella testina avvisa quando è ora di sostituirla e l’app MyDyson mostra in diretta l’interno della bocca. Le immagini, precisa Dyson, non vengono registrate né conservate nel cloud.
Quanto costa?
Qui arriva il numero che fa sobbalzare: il Dyson Dental System costa 479 euro. Nella confezione, oltre allo spazzolino CameraJet, ci sono la base di ricarica 3-in-1 (che ricarica il dispositivo e riempie il serbatoio in circa tre secondi), la custodia da viaggio e un dentifricio e un collutorio Dyson. È in vendita dal 1° settembre 2026 nei Dyson Demo Store e presso rivenditori selezionati, in due colorazioni: Ceramic Ultra Blue e Ceramic Pink.
All’estero il prezzo racconta qualcosa di interessante: nel Regno Unito CameraJet parte da 419,99 sterline, negli Stati Uniti da 499 dollari (fino a 568 a seconda del bundle). Tradotto: l’Italia paga il listino pieno della fascia altissima.
A pesare c’è anche la garanzia: per un prodotto così ambizioso, Dyson copre CameraJet con la sua garanzia limitata di 2 anni, in linea con il resto del catalogo ma niente di più. E poi c’è il capitolo dei costi ricorrenti, vero marchio di fabbrica dell’ecosistema Dyson: le testine di ricambio costano circa 30 euro a confezione (da due), mentre dentifricio e collutorio dedicati viaggiano tra i 10 e i 12 euro. Consumabili proprietari e testine tracciate via RFID: una spesa da mettere in conto, oltre ai 479 euro di partenza.
Dyson vs resto del mondo: ecco cosa offre il mercato degli spazzolini elettrici
Per capire quanto sia aggressivo il posizionamento di CameraJet basta guardare chi sta in cima al mercato. Il rivale più diretto per prezzo è l’Oral-B iO Series 10, top di gamma della casa targata Procter & Gamble: listino ufficiale da 499 euro, anche se online si trova comunemente tra i 260 e i 310 euro. Sull’altro fronte c’è Philips, con il Sonicare 9900 Prestige DiamondClean: prezzo consigliato di 349,99 euro sul sito ufficiale, ma di fatto spesso sotto i 250 euro nei negozi.
Entrambi sono spazzolini smart evoluti - sensori di pressione, app, decine di modalità - ma nessuno dei due, così come i modelli di marchi come Oclean o Feno, monta una videocamera in grado di guardare dentro la bocca. Ed è qui che Dyson prova a smarcarsi: non compete tanto sul singolo spazzolino, quanto sull’idea di sostituire tre dispositivi con uno solo.
Perché il confronto sia onesto, però, va aggiunto l’idropulsore, che con Oral-B e Philips resta un apparecchio separato: un Philips Sonicare Power Flosser, per esempio, parte da circa 75-120 euro. Sommando spazzolino top di gamma e idropulsore a parte, la distanza dai 479 euro di CameraJet si assottiglia parecchio.
Resta la domanda di sempre, la stessa che accompagna ogni prodotto Dyson: tutta questa ingegneria vale davvero il prezzo? La risposta, in questo caso, dipende da quanto detestate passare il filo interdentale.