Quali Regioni in zona arancione, zona rossa e gialla dal 17 gennaio

Giacomo Astaldi - Laura Pellegrini

15/01/2021

15/01/2021 - 23:41

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3 Regioni in zona rossa, 12 Regioni in zona arancione con l’ordinanza del Ministro Speranza. Ecco quali sono e cosa cambia da domenica 17 gennaio.

Quali Regioni in zona arancione, zona rossa e gialla dal 17 gennaio

A partire da domenica 17 gennaio 9 Regioni finiscono in zona arancione, per un totale di 12; 3 Regioni in zona rossa. Così l’ordinanza a firma del Ministro della Salute Roberto Speranza ridisegna la cartina dell’Italia. La conferma arriva dopo la diffusione dei dati relativi all’ultimo report di monitoraggio dell’Iss.

Arriva così la temuta nuova stretta sulla classificazione delle Regioni, anche alla luce del nuovo Dpcm.

Fino al 15 gennaio sono 5 le Regioni inserite in fascia arancione: Lombardia, Calabria, Sicilia, Veneto ed Emilia Romagna. Da domenica, con l’entrata in vigore dei nuovi DL e Dpcm dal 16 gennaio e l’ordinanza del ministero della Salute ormai prossima ad essere firmata, le cose cambiano: 3 Regioni passano in zona rossa e 9 Regioni in zona arancione (per un totale di 12 Regioni in zona arancione).

Venerdì 15 gennaio è stato diffuso il report sui contagi elaborato dall’Iss, che di fatto stabilisce le nuove zone gialle, arancioni e rosse, tenendo anche conto della revisione dei parametri richiesta dagli esperti.

Vediamo quali sono le Regioni in zona rossa, arancione e gialla e cosa cambia da domenica 17 gennaio.

Regioni in zona rossa, arancione e gialla dal 17 gennaio

Quali sono le Regioni in zona arancione dal 17 gennaio

Il Ministro Roberto Speranza ha presentato in Parlamento le misure in arrivo con il nuovo DPCM del 16 gennaio, oltre a ribadire come l’indice Rt nazionale abbia superato l’1, in segno che “l’epidemia è ancora in fase espansiva”.

Per questo motivo, già da domenica 17 gennaio con l’ordinanza del Ministero le Regioni in zona arancione sono:

  • Abruzzo,
  • Friuli Venezia Giulia,
  • Lazio,
  • Liguria,
  • Marche,
  • Piemonte,
  • Puglia,
  • Umbria,
  • Valle D’Aosta,
  • Calabria,
  • Emilia-Romagna,
  • Veneto.

C’è un drammatico mutamento dell’indice di rischio attribuito alle singole regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato, di cui 2 in progressione a rischio alto nelle prossime settimane, e una sola regione è in questo momento a rischio basso”, ha spiegato Speranza nell’informativa alle Camere.

Quali sono le Regioni in zona rossa dal 17 gennaio

I nuovi parametri di classificazione costringono la Lombardia a passare nella zona rossa (in quanto il suo indice Rt è pari a 1,24) dal 17 gennaio, insieme Bolzano e Sicilia. La scampa invece la Calabria, inserita per il momento in zona arancione.

Riassumendo, le Regioni in zona rossa dal 17 gennaio sono:

  • Lombardia,
  • Provincia di Bolzano,
  • Sicilia.

Quali sono le Regioni in zona gialla

Invariato lo stato delle seguenti Regioni, che rimangono in zona gialla:

  • Basilicata,
  • Campania,
  • Molise,
  • Provincia di Trento,
  • Sardegna,
  • Toscana.

Stato di emergenza: perché va prorogato fino a luglio

Il Comitato Tecnico Scientifico ha valutato l’andamento epidemiologico italiano e ha inviato un parere al Governo nel quale invita a prorogare lo stato di emergenza fino a luglio anziché fino al 30 aprile 2021 (come l’Esecutivo ha invece approvato).

Una prima considerazione riguarda proprio l’andamento della curva che denota i nuovi contagi nelle diverse Regioni: 13 di queste hanno quasi esaurito i posti letto in terapia intensiva e in area medica. Un ulteriore fatto importante sono gli altri Paesi europei: in molti Stato dell’Unione i contagi continuano e crescere e la situazione non volge in miglioramento. Inoltre, terzo elemento da considerare è la considerazione del fatto che - soprattutto in questo periodo - si sta verificando la sovrapposizione tra l’influenza stagionale e il Covid 19.

Infine il Cts ha invitato il Governo a riflettere sull’attuale campagna vaccinale, “che non può essere messa in pericolo con un aumento esponenziale dei contagi”. La decisione definitiva dovrebbe arrivare al massimo entro venerdì.

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