Il mercato valutario sta attraversando un momento tecnico particolarmente difficile da interpretare, a causa dell’incongruenza fra le politiche monetarie delle banche centrali globali. I recenti rialzi del dollaro, da cosa derivano? Ha senso aspettarsi una prosecuzione di questa tendenza?
Un primo elemento su cui discutere potrebbe arrivare dal Giappone, nello specifico dalla Banca del Giappone, che dopo quasi due decenni ha dichiarato la sua intenzione di alzare i tassi d’interesse. Questo rappresenta un forte punto d’interruzione rispetto alla politica monetaria a cui ognuno di noi si era abituato da parte del Giappone e segnerebbe la fine dell’eclettica strategia del controllo della curva dei rendimenti, che ha reso la Banca del Giappone un vero e proprio caso di studio. Lo yen ha iniziato a deprezzarsi, lasciando spazio al dollaro di avanzare. In Cina, è interessante notare da un punto di vista tecnico che il dollaro è salito al di sopra del limite di 7,20 CNY che ha funzionato da resistenza quest’anno.
La Svizzera invece si muove in contropiede rispetto al resto del mondo e, con una mossa inaspettata, ha tagliato il livello dei tassi. È stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno, una saetta che spezza in due le aspettative e che fa riflettere sulle future scelte di politica monetaria dei colleghi Europa e Stati Uniti, essendo stata la prima banca centrale del G10 a tagliare i tassi d’interesse.
Non è chiaro cosa faranno le banche centrali dei Paesi occidentali, Europa e Stati Uniti, anche se Powell ha previsto dei tagli nel 2024 e nel 2025, e l’Europa, solitamente, ha seguito le scelte degli Stati Uniti, seppur con una certa latenza. La mossa della banca centrale svizzera, in realtà emulata anche in Sud America, dal Messico e dalla Colombia, non dovrebbe indurre in inganno, in quanto le strutture economiche di questi Paesi sono ben diverse. Non a caso negli USA la previsione di disoccupazione è stata ridotta e il deflatore PCE principale, la misura a cui si mira, è rimasto invariato al 2,4, quindi si tratta di un contesto economico tutto fuorché in contrazione.
Indice del dollaro, ha senso aspettarsi nuovi rialzi?
Il DXY, l’indice del dollaro, rappresentativo del valore del biglietto verde rispetto a un paniere di valute, sembra quindi ben posizionato per proseguire i rialzi registrati nella scorsa settimana. Ha senso concentrarsi su una forte incongruenza tecnica: il valore del dollaro cresce mentre Powell, a ogni conferenza, continua a ribadire la possibilità di ulteriori tagli nel livello dei tassi. A livello teorico, un abbassamento nel livello dei tassi dovrebbe comportare una fuga dei capitali in direzione di economie altresì pronte ad aumentarli. Ciò che però continua ad attirare capitali negli Stati Uniti è proprio il fatto che questi tagli dei tassi, tanto chiamati, sembrano non arrivare, e il mercato è tornato nuovamente a riscontrare apprezzamenti nel livello dei rendimenti dei Treasury USA.
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Grafico a candele settimanali dell'indice del dollaro (DXY). Fonte: baha.com