Prysmian crolla in Borsa: i timori sull’AI frenano il rally dei conti record

Ufficio Studi Money.it

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Il titolo cede fino al 5% a 109 euro, travolto dalle vendite sui titoli esposti ai data center dopo le trimestrali Big Tech USA: si sgonfia così il rally che due giorni fa aveva premiato i conti record del gruppo.

Prysmian crolla in Borsa: i timori sull'AI frenano il rally dei conti record

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Prysmian cede fino al 5% in mattinata, scendendo a 109,15 euro, dopo la chiusura di ieri a 114,90. Il titolo ha toccato un massimo di 112,90 e un minimo di 109,10, peggiorando progressivamente nel corso della seduta.

Il calo arriva due giorni dopo un rally eccezionale: mercoledì 29 ottobre, giorno della trimestrale, Prysmian era salita del 6,64%, portando il guadagno della settimana al 14,8% contro il 3,3% del FTSE MIB.

Oggi, però, il vento è girato per un motivo preciso: a Piazza Affari sono in rosso i titoli più esposti al tema dell’intelligenza artificiale e dei data center, sulla scia dei dubbi - emersi dopo le ultime trimestrali delle big tech statunitensi - che la spesa monstre in infrastrutture AI riesca davvero a generare ritorni adeguati. Prysmian, insieme a STMicroelectronics e Technoprobe, è tra i titoli più colpiti dall’ondata di vendite, proprio per la sua esposizione al business dei cavi per data center.

Il tema non è nuovo: lo aveva segnalato Citigroup già il 26 ottobre, riprendendo la copertura su Prysmian con giudizio Buy e un target price di 136 euro, ma avvertendo che il clima di nervosismo attorno agli investimenti in intelligenza artificiale e data center avrebbe pesato sul titolo nel breve termine - pur considerando il calo delle valutazioni un punto di ingresso.

Due giorni fa Prysmian era volata in Borsa dopo la trimestrale: nel comunicato ufficiale di Prysmian sui risultati del terzo trimestre, il gruppo ha indicato ricavi trimestrali per 6,4 miliardi di euro, in crescita organica del 13,1%, e un ebitda adjusted di 851 milioni, in aumento del 32,1%, con il margine salito dal 14,8% al 16,8%.

La nuova guidance 2026 prevede un ebitda adjusted tra 3,075 e 3,125 miliardi di euro, sopra il consenso degli analisti fermo a 2,92 miliardi: livelli che il gruppo considera già in linea con gli obiettivi fissati per il 2028, con due anni di anticipo. L’amministratore delegato Massimo Battaini ha definito il trimestre «il migliore di sempre» e ha escluso rallentamenti sul fronte data center: «Non vediamo alcun segnale di rallentamento, ritardi critici o, peggio ancora, cancellazioni».

La stessa seduta debole ha coinvolto altri titoli di Piazza Affari: lo abbiamo raccontato anche a proposito di Stellantis, scesa oggi senza una notizia societaria specifica, in un mercato nel complesso debole.

Difficile dire quanto della discesa sia dovuto al tema AI e quanto a una fisiologica presa di beneficio dopo un rialzo così rapido: nell’ultima settimana, prima del calo odierno, il titolo guadagnava comunque il 14,8% contro il 3,3% del FTSE MIB - un differenziale ampio, che di norma espone a prese di profitto.

Il quadro tecnico

Il titolo si muove oggi sotto il primo supporto indicato per la seduta, a 109,52 euro; il riferimento successivo è a 104,13. Sopra, le resistenze restano a 117,97 e 121,03 euro.

Le medie mobili raccontano una struttura ancora debole nel medio periodo: il prezzo è sotto quelle a 50, 100 e 200 sedute (rispettivamente 119,39, 126,52 e 121,79 euro), con un death cross - l’incrocio ribassista tra le medie a 50 e 200 sedute, comparso cinque sedute fa - che segnala debolezza strutturale. Gli oscillatori di breve restano invece meno negativi: l’RSI a 14 sedute è a 51, valore intermedio, e lo stocastico mostra ancora tracce del rimbalzo di mercoledì.

Il quadro di medio periodo

Su un anno il titolo resta comunque in guadagno del 30,5%, nonostante un ribasso massimo dai picchi del periodo arrivato al 36,9%. Il titolo oscilla tra il minimo delle 52 settimane, a 79,16 euro, e il massimo, a 157,25 euro, con un’oscillazione media giornaliera del 3,49% nelle ultime 20 sedute.

Il nome di Prysmian, insieme a quello di STMicroelectronics, non è nuovo a cali innescati dai timori sull’intelligenza artificiale: era già successo a metà ottobre.

Il titolo torna così a scontare, con il resto del listino, la stessa domanda che si pongono i mercati da qualche settimana: quanto può ancora correre la spesa in infrastrutture AI prima che gli investitori pretendano di vederne i ritorni.

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