Prysmian è il titolo migliore di Piazza Affari in questa mattinata del 29 ottobre. Alle 11:59 il prezzo è salito a 112,65 euro, un rialzo del +4,55% sulla chiusura di ieri a 107,75 euro. In giornata il titolo ha toccato un massimo di 112,85 euro e un minimo di 107,20. Il resto del listino si muove su variazioni ben più contenute: il balzo di Prysmian non è un effetto di mercato generale, ma la reazione a una notizia societaria precisa.
Una trimestrale da record
A muovere il titolo sono i risultati del terzo trimestre 2026, diffusi questa mattina alle 6:45 nel comunicato ufficiale di Prysmian. I ricavi del trimestre sono saliti a 6.417 milioni di euro, il 13,1% in più a parità di perimetro rispetto ai 5.030 milioni dello stesso periodo 2025. L’EBITDA rettificato è cresciuto ancora di più: +32,1% a 851 milioni, con un margine che passa dal 14,8% al 16,8%. Anche sui nove mesi il quadro è simile, ricavi a 17,66 miliardi (+9,2% organico) ed EBITDA rettificato a 2,18 miliardi.
Resta indietro un solo numero, l’utile netto dei nove mesi, sceso a 998 milioni da 1.036 milioni. Il calo però è solo apparente: nel 2025 pesava una plusvalenza straordinaria legata alla cessione della quota in YOFC, che quest’anno non si ripete. A raccontare davvero la solidità del trimestre è semmai la cassa. Il free cash flow degli ultimi dodici mesi è salito a 1,43 miliardi dagli 859 milioni di un anno fa, mentre il debito finanziario netto si è ridotto a 2,86 miliardi da 4,32 miliardi.
Per inquadrare il momento delle trimestrali a Piazza Affari, vale la pena guardare anche a come il mercato ha premiato un’altra big italiana reduce dai conti del terzo trimestre.
Risultati così hanno spinto il gruppo ad alzare la guidance 2026 per la terza volta nell’anno: l’EBITDA rettificato atteso passa a un intervallo di 3.075-3.125 milioni, dai precedenti 2.800-2.900 milioni, mentre il free cash flow sale a 1.750-1.850 milioni. A colpire di più gli analisti, però, è stato un altro aspetto: Prysmian prevede di centrare i target di EBITDA e cassa fissati per il 2028 con due anni di anticipo. «Questo è stato il miglior trimestre di sempre per Prysmian», ha commentato l’amministratore delegato Massimo Battaini, «e la qualità di questi risultati ci dà fiducia per alzare ancora la guidance sull’intero anno».
Non è la prima volta quest’anno che gli analisti rivedono al rialzo le stime su Prysmian: già a settembre era arrivato un aumento di target price e rating.
Data center e Nord America fanno il mestiere
Scomposto per segmento, il trimestre racconta una crescita trainata soprattutto da Transmission, margine al 20% e +23,1% organico, e da Digital Solutions, margine al 25% e +17,3%, quest’ultimo sostenuto dalla domanda dei data center. Bene anche Industrial & Construction, con il contributo di Encore Wire e la crescita del Nord America nel trimestre.
A questo si aggiunge l’acquisizione di Atkore, chiusa lo scorso 19 ottobre e già in grado di contribuire alla guidance del gruppo. Il consiglio di amministrazione ha inoltre approvato un secondo laminatoio di rame e l’ampliamento del sito Encore Wire in Texas: segnali di una crescita che guarda oltre il trimestre appena chiuso. Il titolo, va ricordato, era già stato tra i protagonisti di Piazza Affari in altre sedute di questo mese, non solo in quelle negative.
Il quadro tecnico, però, resta debole
Il rimbalzo di oggi arriva dopo settimane complicate. Il 22 ottobre il titolo aveva perso il 7,45% in una sola seduta, la peggiore di Piazza Affari di quella giornata, e prima ancora era stato travolto dal sell-off di metà ottobre che aveva coinvolto anche STMicroelectronics. Il titolo resta infatti sotto tutte le principali medie mobili - quella a 20 sedute è a 114,65 euro, la 200 sedute a 121,69 - e proprio il 22 ottobre si è formato un death cross fra la media a 50 e quella a 200 giorni: un incrocio ribassista fra le due medie che gli analisti tecnici leggono di solito come un segnale di debolezza di medio periodo.
Il prezzo attuale ha comunque già superato la prima resistenza indicata per la seduta, a 110,03 euro, e sfiora la seconda, a 112,32. Due segnali vanno nella stessa direzione: l’RSI, l’indicatore che misura su una scala da 0 a 100 la forza relativa di un titolo, risale verso l’area neutra; l’ADX, che segnala quanto un trend sia marcato indipendentemente dalla sua direzione, resta sopra 28, anche se fino a ieri la direzione prevalente era quella ribassista. Sull’anno il titolo è comunque ancora in guadagno di oltre il 17%, a conferma di una volatilità elevata: il beta, che misura quanto il titolo si muove rispetto al mercato, è di 1,57 rispetto al FTSE MIB, segno di un’azione più nervosa della media del listino.
Chi guarda al titolo in un’ottica di più lungo periodo può confrontare questi numeri con la simulazione di Money.it su un investimento pluriennale in Prysmian.
I conti di oggi non cancellano da soli un mese difficile per il titolo, ma danno al mercato un argomento concreto per rivedere, almeno in parte, le attese sul 2026 e sul 2027 di Prysmian.
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