Mentre il 2025 prende forma, l’Europa si trova ad affrontare un contesto economico e finanziario sempre più complesso.
Le borse europee potrebbero trovarsi di fronte a una nuova fase di instabilità, influenzate da un rallentamento industriale, un aumento dei costi energetici, tensioni geopolitiche e una concorrenza globale sempre più aggressiva.
Si può parlare di crisi finanziaria? Nel caso, cosa ha senso aspettarsi dalle borse europee, in particolare dall’indice Euro Stoxx 50?
Il contesto economico in Europa nel 2024
Negli ultimi anni, il panorama economico europeo ha subito trasformazioni significative. La Cina ha accelerato la propria autosufficienza tecnologica, riducendo la dipendenza da aziende occidentali.
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Aziende come Apple hanno registrato un calo delle vendite nel mercato cinese a favore di competitor locali come Huawei, mentre aziende come ASML si sono scontrate con restrizioni imposte dalle sanzioni statunitensi, limitando la loro capacità di operare in mercati chiave.
Un forte peggioramento dal punto di vista fondamentale c’è stato nell’industria automobilistica europea, che ha visto crescere la pressione della concorrenza cinese nel settore dei veicoli elettrici. Volkswagen ha annunciato il taglio di 35.000 posti di lavoro in Germania, segnalando le difficoltà di un settore in trasformazione. In sostanza, un primo punto su cui riflettere, che fa da ombra al 2024, è il cambiamento nelle abitudini di acquisto dei consumatori cinesi.
I principali fattori di rischio per l’Europa nel 2025
Il 2025 presenta degli indubbi rischi. Innanzitutto, il costo dell’energia è uno dei problemi più urgenti. La transizione ecologica, seppur necessaria, ha portato a una riduzione della produzione energetica da fonti tradizionali, rendendo il continente più vulnerabile agli shock di mercato.
La guerra in Ucraina ha aggravato la situazione, aumentando i costi di approvvigionamento. I prezzi dell’energia per le imprese sono cresciuti più del 20% tra il 2021 e il 2024, con effetti diretti sulla competitività delle aziende europee. Non a caso, il livello di stoccaggio del gas naturale nell’ultimo trimestre del 2024 è sceso di oltre il 10%, aumentando il rischio di una nuova impennata dei prezzi.
Con l’avanzata dei governi di destra e l’arrivo di un repubblicano alla guida della principale economia mondiale, gli Stati Uniti, potremmo assistere a un progressivo abbandono delle energie rinnovabili e a un ritorno ai combustibili tradizionali. Tuttavia, invertire questo processo sarà difficile, soprattutto in Europa, che probabilmente dovrà continuare a fare i conti con un’impennata dei prezzi energetici rispetto ai suoi competitor globali.
Un secondo fattore su cui riflettere è il fattore Cina, più importante di quanto si creda: se le tensioni con la Cina crescono, a causa di misure protezionistiche nel settore automobilistico e tecnologico, per l’Europa la situazione potrebbe aggravarsi. In aggiunta, gli Stati Uniti, con la nuova amministrazione, potrebbero introdurre tariffe sulle auto europee, mettendo ulteriormente sotto pressione le case automobilistiche dell’UE.
Il quadro tecnico delle borse europee
L’indice EURO STOXX 50 ha mostrato segni di debolezza negli ultimi mesi. Dopo aver toccato un massimo di $5100 nel primo semestre del 2024, è sceso sotto i $5000, segnalando un deterioramento del sentiment di mercato.
Il trend discendente è guidato da una trendline ribassista, che sembra continuare a influenzare il mercato anche all’inizio del 2025. Gli indicatori tecnici indicano una fase ribassista persistente, con il prezzo dell’indice che resta al di sotto della media mobile a 200 giorni. L’oscillatore RSI continua a muoversi alternando fasi di apparente espansione a fasi di decisa contrazione, segnalando un forte interesse del mercato a vendere sui massimi.
Il settore industriale è tra i più colpiti, mentre il comparto energetico ha mostrato maggiore resistenza, favorito dall’aumento dei prezzi del gas naturale. Anche il comparto tech sembra reggere relativamente bene il ribasso generale del mercato, sebbene, secondo molti esperti, la contrazione europea sia legata proprio a questo settore.
A differenza dell’information technology sull’S&P 500, il comparto tecnologico europeo non ha un peso significativo sull’EU50, rendendo il boom dell’AI meno impattante sul mercato europeo. Allo stesso modo, i titoli del mercato europeo, prevalentemente bancari, automobilistici e consumer discretionary, non hanno potuto beneficiare dell’incremento degli EPS e delle relative aspettative registrate nel 2024 grazie all’evoluzione del settore dell’AI.
Strategie per affrontare un mercato in difficoltà
Il passaggio verso settori più prudenti segnala quindi forti timori da parte degli investitori. Il settore energetico e delle materie prime sta emergendo come un’area di rifugio, con aziende come Shell ed Equinor che beneficiano di un mercato caratterizzato da prezzi elevati del gas e del petrolio.
In particolare, Shell ed Equinor sembrano aver rallentato il trend discendente, lasciando spazio a una fase di relativa stabilità. I titoli bancari, tecnologici e healthcare, che hanno guidato la risalita del 2023 e del primo semestre del 2024, stanno subendo l’effetto combinato di un rallentamento della crescita e di un aumento del costo del credito.
Un futuro incerto per i mercati europei
L’Europa sta attraversando una fase delicata, in cui la combinazione di crisi energetica, debolezza industriale e tensioni geopolitiche rende i mercati vulnerabili a nuovi shock. Se le condizioni attuali non miglioreranno, il rischio di un’ulteriore contrazione delle borse europee nel 2025 diventerà sempre più concreto.
Tuttavia, è importante sottolineare che queste flessioni hanno significativamente abbassato il P/E del mercato azionario europeo, rendendolo più economico rispetto a quello statunitense. Attualmente, l’indice EU50 ha un P/E di 15x, pari alla metà di quello dell’S&P500, che si attesta a 30x. In sostanza, un investitore che nutra fiducia nel futuro del vecchio continente potrebbe trovare opportunità di acquisto a valutazioni significativamente più vantaggiose rispetto al passato.