La catena irlandese accelera il piano di crescita nel nostro Paese con nuovi negozi, un hub logistico in Piemonte e un rafforzamento dell’occupazione.
A dieci anni dal debutto sul mercato italiano, Primark rilancia la propria strategia di espansione con un nuovo piano di investimenti da 62 milioni di euro. La catena irlandese del fast fashion punta ad ampliare ulteriormente la presenza nella Penisola attraverso l’apertura di otto nuovi punti vendita e la realizzazione di una piattaforma logistica nell’area di Alessandria. Il progetto porterà anche alla creazione di circa mille nuovi posti di lavoro, consolidando il ruolo dell’Italia all’interno della strategia europea del gruppo.
Le nuove aperture interesseranno diverse città italiane: due store saranno inaugurati a Napoli, mentre Roma, Parma, Perugia, Gorizia, Cremona e Ancona ospiteranno un nuovo punto vendita ciascuna. Con questo piano, entro la fine dell’anno Primark arriverà a quota 28 negozi sul territorio nazionale e supererà i 6.000 dipendenti complessivi.
“Negli ultimi dieci anni Primark ha investito oltre 200 milioni in Italia”, ha dichiarato Luca Ciuffreda, direttore di Primark Italia, sottolineando come il mercato italiano rappresenti uno dei più dinamici per la crescita del gruppo.
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Primark in Italia: il polo logistico di Alessandria al centro della strategia
Uno degli elementi chiave del piano riguarda la costruzione di un nuovo hub logistico nei pressi di Alessandria, in una posizione strategica vicina ai collegamenti con il porto di Genova e alle principali direttrici del Nord Italia. Il centro dovrebbe entrare in funzione all’inizio del prossimo anno, mentre il completamento dei lavori edilizi è previsto entro novembre.
Nel sito lavoreranno oltre 200 persone e la struttura avrà il compito di supportare la rete distributiva italiana, migliorando efficienza e rapidità delle forniture ai negozi. Non si tratta solo di un investimento operativo: il nuovo polo conferma infatti il crescente peso logistico dell’Italia nelle strategie delle multinazionali della distribuzione e del retail.
La scelta si inserisce in un contesto più ampio in cui il Paese sta attirando investimenti infrastrutturali sempre più rilevanti. La domanda crescente legata a digitalizzazione, elettrificazione e sviluppo dei data center sta infatti trasformando l’Italia in un hub strategico europeo per logistica ed energia, favorendo nuovi progetti industriali e operazioni di espansione.
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Fatturato verso il miliardo e nuovi format di negozio
Il gruppo guarda con fiducia ai prossimi anni nonostante un contesto economico ancora segnato dall’inflazione e dall’aumento dei costi operativi. Secondo le previsioni, il fatturato italiano potrebbe avvicinarsi al miliardo di euro dopo i circa 754 milioni registrati nel 2025, in crescita rispetto ai quasi 730 milioni dell’anno precedente.
“La situazione delle vendite è un po’ incerta a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi. Nonostante tutto continuiamo a investire”, ha spiegato ancora Ciuffreda.
Per sostenere la crescita, Primark sta anche diversificando il formato dei propri negozi. Accanto ai grandi store già presenti nei principali centri commerciali, la società punta ora anche su superfici più compatte, come dimostrano le recenti aperture di Livorno e Biella. L’obiettivo è ampliare la copertura territoriale e intercettare nuove fasce di clientela.
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Occupazione e inclusione sociale
Le nuove assunzioni previste dal piano riguarderanno principalmente il personale di vendita e la logistica. Laura Finocchiaro, responsabile delle Risorse umane di Primark Italia, ha spiegato che molti ingressi avvengono inizialmente tramite contratti part time o a tempo determinato, con possibilità di stabilizzazione successiva in base alle esigenze organizzative dei punti vendita.
Parallelamente, il gruppo continua a sviluppare progetti legati all’inclusione lavorativa. In Italia collabora già con associazioni e organizzazioni impegnate nell’inserimento professionale di rifugiati, detenuti ed ex detenuti e persone con disabilità intellettiva. Un approccio che si affianca alle attività di controllo della filiera produttiva internazionale e al rafforzamento del ruolo della sede italiana come base operativa per l’espansione verso altri mercati, tra cui Slovenia, Qatar e Dubai.
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