Prezzo gas naturale da record, fino a dove può arrivare? Le previsioni degli analisti

Claudia Cervi

23 Gennaio 2026 - 16:27

Prezzo del gas naturale ai massimi per il gelo record negli USA. Il rally può continuare o è solo un picco temporaneo? Le previsioni degli analisti e cosa aspettarsi nei prossimi giorni.

Prezzo gas naturale da record, fino a dove può arrivare? Le previsioni degli analisti

Il gas naturale corre come non faceva da anni e lo fa nel modo più scomodo possibile, tutto insieme e nel cuore dell’inverno. A gennaio il mercato americano si è risvegliato dentro una tempesta perfetta, fatta di gelo estremo, reti sotto stress e prezzi che hanno smesso di rispettare qualsiasi gradualità. L’Henry Hub spot è schizzato oltre gli 8 dollari per MMBtu, con un balzo di circa il 150% dall’inizio dell’anno, mentre in alcune aree degli Stati Uniti, dal Midwest al New England, il gas ha raggiunto livelli che ricordano più un blackout energetico che un normale mercato delle commodity.

È la settimana più fredda dell’era dello shale gas, dicono gli analisti, e non è una frase ad effetto. Nel Nord-Est degli Stati Uniti le temperature hanno toccato i meno 15 gradi, la domanda per il riscaldamento è esplosa e i colli di bottiglia infrastrutturali hanno fatto il resto. Chicago ha visto prezzi sopra i 20 dollari, il New England ha sfiorato quota 30. Numeri che fanno impressione e che alimentano una domanda inevitabile, soprattutto tra investitori e risparmiatori, fino a dove può arrivare il prezzo del gas naturale e, soprattutto, quanto può durare questa corsa.

Il gas naturale vola sui massimi, ma il mercato crede a un picco temporaneo

Grafico future Natural Gas Grafico future Natural Gas Fonte Tradingview

Il primo elemento che emerge guardando dentro il rally è la sua natura. Non siamo di fronte a un deficit strutturale di offerta, né a un’improvvisa crisi produttiva. Secondo le analisi di Goldman Sachs e di EBW Analytics, il movimento è figlio di una combinazione esplosiva tra meteo estremo e dinamiche tecniche. Il superamento dei massimi di dicembre sui futures NYMEX ha innescato una chiusura a catena delle posizioni ribassiste, il classico short covering che amplifica i movimenti nel breve periodo. Una spinta potente, ma per definizione destinata ad attenuarsi una volta esaurita la pressione meccanica.

Il segnale più interessante arriva dal disallineamento tra mercato spot e futures. Mentre il gas fisico viaggia sopra gli 8 dollari, i contratti di febbraio restano intorno ai 5. È un messaggio chiaro. Il mercato sta dicendo che il picco è reale, ma anche che è transitorio.

Questa lettura è coerente con il quadro dell’offerta. La produzione americana resta abbondante e pronta a reagire non appena le condizioni meteo lo consentiranno. E soprattutto incombe l’effetto LNG. La nuova ondata di capacità di gas naturale liquefatto, in larga parte proveniente dal Nord America, sta cambiando gli equilibri globali. Secondo l’ultimo Gas Market Report dell’International Energy Agency, l’offerta globale di LNG è cresciuta di quasi il 7% nel 2025 e accelererà ancora nel 2026, con gli Stati Uniti protagonisti assoluti. Più gas sul mercato significa più liquidità e, nel medio periodo, una pressione strutturale al ribasso sui prezzi.

Fino a dove può arrivare il prezzo del gas e cosa aspettarsi nelle prossime settimane

La vera partita, ora, si gioca sul tempo. Nel brevissimo termine il rischio di ulteriori strappi non è escluso. Finché il freddo resta intenso e la rete sotto stress, i prezzi possono ancora mostrare picchi locali, soprattutto sul mercato spot.

Gli analisti stimano che entro la fine di gennaio il gas possa oscillare tra i 5,5 e i 6 dollari sui futures, con una volatilità che resta ai massimi dal 2023. Ma già a febbraio lo scenario cambia. Il graduale rialzo delle temperature e la normalizzazione dei flussi dovrebbero riportare il mercato su livelli più coerenti con i fondamentali.

Guardando oltre l’inverno, le previsioni convergono verso un rientro deciso. Entro la fine del primo trimestre il gas potrebbe tornare nell’area 4-4,5 dollari, per poi scendere sotto quota 3 nel secondo trimestre del 2026. È il range che gli analisti considerano strutturale in un mondo in cui l’offerta di LNG continua a crescere e i mercati regionali sono sempre più interconnessi. Non a caso la curva forward sconta già oggi prezzi sotto i 3 dollari tra maggio e giugno. Il rischio di volatilità resta alto, soprattutto sul breve periodo, ma il mercato sta già guardando oltre l’inverno.

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