Il petrolio è collassato sui minimi del 1999

Il prezzo del petrolio è crollato sui minimi del 1999. Cosa sta succedendo? Occhi sulla quotazione del WTI

Il petrolio è collassato sui minimi del 1999

Ancora una volta, il prezzo del petrolio ha lasciato il mercato intero senza fiato ed è letteralmente crollato sui minimi del 1999.

Ad attirare l’attenzione nella mattinata odierna è stata soprattutto la quotazione del WTI, quella più esposta all’ultima, devastante ondata di vendite. I futures statunitensi sui contratti di maggio hanno registrato perdite a doppia cifra percentuale e sono crollati intorno ai $14 al barile, in altre parole sui minimi di 21 anni.

Diversi i motivi che hanno nuovamente affondato il prezzo del petrolio. La scadenza dei contratti del mese prossimo è solo uno di questi.

Prezzo del petrolio: che succede?

I futures sul greggio hanno imboccato la via del ribasso nella mattinata odierna, con quelli statunitensi a toccare livelli mai più visti dal 1999. Il prezzo del petrolio è dunque tornato a scambiare in preda a una palese debolezza, nonostante l’accordo OPEC+ trovato qualche giorno fa.

A pesare sulla quotazione del WTI e su quella del Brent le preoccupazioni riguardanti il crollo della domanda e l’incremento delle scorte USA, destinate a crescere ancora nel pieno della pandemia da coronavirus. Si pensi soltanto agli ultimi dati giunti da Cushing, in Oklahoma, il punto di consegna per il contratto texano, dove le giacenze stanno aumentando mentre l’attività delle raffinerie sta rallentando a causa della minor domanda.

Le scorte di greggio lì sono balzate del 48% a circa 55 milioni di barili dalla fine di febbraio (dati EIA). Quell’hub ha una capacità complessiva di 76 milioni di barili.

“Non è stata ancora raggiunta la piena capacità, ma il timore è che ciò accadrà presto”,

ha dichiarato Michael McCarthy, chief market strategist di CMC Markets Sydney, secondo cui una volta che questa situazione si verificherà i produttori dovranno iniziare a tagliare.

Neanche l’ultimo accordo raggiunto dall’OPEC+ si rivelerà probabilmente sufficiente a frenare il tracollo del prezzo del petrolio. La riduzione di 10 milioni di barili di greggio al giorno (che entrerà in vigore a maggio) dovrà comunque confrontarsi con una domanda crollata di circa 20 milioni di barili giornalieri.

Ad attirare l’attenzione del mercato oggi è stata in particolar modo la quotazione del WTI. I future statunitensi hanno registrato perdite a doppia cifra percentuale, tanto imponenti da riportare il prezzo sui $14 al barile.

Come dichiarato da Daniel Hynes di ANZ alla CNBC, in questo caso l’affondo potrebbe essere stato causato dalla scadenza dei contratti di maggio, che avverrà proprio questo martedì. I prezzi sui contratti di giugno, infatti, sono scesi soltanto di un più contenuto 5% intorno ai $23.

Secondo i più pessimisti, comunque, il mercato tornerà ad essere equilibrato soltanto quando il prezzo del petrolio crollerà sotto i $10 al barile.

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Petrolio WTI

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