La febbre degli investitori per l’oro non solo non è scesa ma è ulteriormente salita, fino a portare i prezzi del metallo giallo a stracciare nelle ultime ore gli ultimi record messi a segno, volando a un nuovo massimo storico oltre quota $4.900 l’oncia.
La soglia dei $4.900 è stata superata dalle quotazioni del bene rifugio per eccellenza per la prima volta nella sua storia, sulla scia delle tensioni gepolitiche che, pur stemperate dalla decisione del Presidente americano Donald Trump di ritirare le minacce di nuovi dazi contro alcuni Paesi europei, rimangono elevate. Altri fattori che stanno alimentando la corsa all’oro sono la debolezza del dollaro USA e le aspettative di una Fed pronta a tagliare ancora i tassi USA.
Il contratto spot sul bene prezioso è così volato fino al nuovo record, pari a $4.917,65, puntando dritto alla soglia più ambìta e già prevista dagli investitori bullish, che da un po’ stimano un balzo fino a 5.000 dollari. Record anche per i futures sull’oro con scadenza a febbraio, balzati ieri fino a $4.913,4 l’oncia, a fronte di un dollaro USA che ieri ha registrato una nuova flessione.
Perché l’oro continua a inanellare nuovi record. La view di Goldman Sachs sui prezzi
Nel commentare il boom inarrestabile dell’oro Peter Grant, vice direttore generale e strategist senior della divisione di metalli di Zaner Metals, ha confermato che “le tensioni geopolitiche, il dollaro in generale debole, le attese di un (ulteriore) allentamento dei tassi sono tutti elementi che fanno parte del trend macroeconomico di dedollarizzazione e che stanno esercitando tuttora un impatto sulla domanda (di oro) ”.
In questa situazione, le previsioni per il trend dell’oro rimangono bullish, nonostante le quotazioni abbiano raggiunto e continuino a raggiungere valori record.
Tra quelle che si mettono in evidenza, sicuramente quelle che sono state stilate dalla divisione di ricerca di Goldman Sachs, che ha definito l’oro il suo investimento “highest-conviction”, nei confronti del quale ripone dunque la convinzione più alta, motivando la propria fiducia con chi sta acquistando il metallo, ovvero le banche centrali.
Daan Struyven, co-responsabile della divisione di ricerca globale sulle commodities di Goldman Sachs, ha sfornato così uno scenario di base o di lungo termine che mette nel mirino un target (entro il 2026) di $4.900. Quello che tuttavia l’oro ha appena superato, testando un nuovo massimo storico anche se sarà necessario vedere, ovviamente, fino a che punto questo rialzo si rivelerà sostenibile.
Oltre che con la domanda da parte delle banche centrali, Struyven ha motivato il suo outlook con le richieste che arrivano dal settore privato: “Gli investitori privati stanno iniziando a diversificare (i loro portafogli) puntando sull’oro, attraverso canali diversi”, ha detto, nel riferirsi ai flussi in entrata negli ETF sull’oro sebbene, ha precisato, sia difficile separare i flussi degli investitori retail da quelli degli investitori istituzionali.
Detto questo, secondo Goldman Sachs la domanda per l’oro arriva soprattutto dai gestori dei fondi, dagli hedge fund e dai fondi pensione, dunque da attori istituzionali.
La previsione per i prezzi dell’oro più stellare. Oltre quota $7.000 l’oncia
C’è poi la previsione di Nicky Shiels, responsabile della strategia sui metalli di MKS PAMP che, nel sottolineare che a suo avviso i buy sull’oro non hanno una natura speculativa, ha detto alla CNBC di stimare prezzi fino a quota $5,400 l’oncia entro la fine di quest’anno.
Shiels ha definito quanto accaduto nel corso del 2025 qualcosa di “storico”, confermato da un balzo delle quotazioni pari a +60%, facendo notare come livelli pari a $5.400 rappresenterebbero per il 2026 un altro anno brillante, caratterizzato da “un aumento solido pari a +30% su base annua”, e puntualizzando che siamo in presenza di “un rally sostenuto e duraturo, non una bolla speculativa dell’oro”.
Ma la previsione più spettacolare per i prezzi dell’oro, stando a quanto rivelato in questi ultimi giorni, è sicuramente quella presentata da Julia Du, strategist senior delle materie prime di ICBC Standard Bank, che ha annunciato un best case scenario per le quotazioni fino a $7.150.
Du ha affermato che quella dell’oro rimane “la storia principale dopo i record continui del 2025”.
In generale, stando al rapporto dedicato alle previsioni per quest’anno, “Il 2026 LBMA Annual Precious Metals Forecast Survey”, le previsioni sono di un balzo dei prezzi del bene rifugio a un valore superiore del 38% rispetto ai livelli dello scorso anno.
L’outlook più bullish è proprio quello formulato da Julia Du (ICBC Standard Bank), che punta in media a prezzi pari a $6,050.00, all’interno di un range compreso tra $4.100 e $7.150 l’oncia. Il worst case scenario è stato stilato invece da
Robin Bhar (RBMC), che prevede in media prezzi a $4.000, tra un worst case scenario di $3.500 e un best case scenario di $5.000 l’oncia.
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