PosteID è a pagamento? L’email di Poste è vera, ecco cosa fare e le alternative gratis

Giacomo Astaldi

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PosteID diventa a pagamento nel 2027? Il canone di 6 euro è già in vigore dal 2026 e l’email di Poste è autentica. Ecco chi non paga, cosa succede in caso di mancato rinnovo e l’alternativa della CIE.

PosteID è a pagamento? L'email di Poste è vera, ecco cosa fare e le alternative gratis

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Molti titolari di PosteID stanno ricevendo in questi giorni un’email da Poste Italiane con l’oggetto «Rinnova la funzionalità di accesso ai servizi». Il messaggio ricorda che, per continuare ad accedere ai servizi con lo SPID, bisogna pagare il corrispettivo annuale entro una data precisa. Il pagamento si può fare online o in un ufficio postale, anche da parte di un’altra persona che indichi il codice fiscale del titolare.

Per questo ci si chiede se lo SPID di Poste sia diventato davvero a pagamento e se l’email è autentica o si tratta dell’ennesimo tentativo di phishing. La richiesta è reale, ma va detto che il canone esiste già dal 2026 e quella indicata nell’email è la scadenza personale di chi la riceve.

PosteID diventa a pagamento nel 2027? No, lo è già dal 2026

Le nuove condizioni generali del servizio PosteID abilitato a SPID sono in vigore dal 1° gennaio 2026. Da quella data Poste ha introdotto un corrispettivo annuale per la funzionalità di accesso ai servizi che espongono il logo SPID. Il primo anno resta gratuito, dal secondo si pagano 6 euro l’anno, Iva inclusa.

Il canone non scatta per tutti nello stesso giorno, ma alla scadenza annuale di ciascun utente, legata alla data di attivazione. Chi riceve oggi un’email con scadenza, ad esempio, a gennaio 2027, deve quindi pagare entro quella data per non perdere l’accesso. La propria scadenza si può verificare nell’area personale del sito posteid.poste.it o nell’app PosteID, alla voce «Gestisci account», sotto «Scadenza funzionalità di accesso».

Poste spiega di inviare l’avviso «con ampio anticipo e comunque almeno 30 giorni prima della scadenza». Per questo l’avviso può arrivare anche tre mesi prima della data indicata. Di seguito, il testo dell’email con cui Poste comunica la necessità di pagare per proseguire a utilizzare il servizio:

PosteID abilitato a SPID
Rinnova la funzionalità di accesso ai servizi

Gentile (Nome),

se non hai già provveduto, ti ricordiamo che per continuare ad accedere ai servizi SPID è necessario procedere entro il XX/XX/XXXX al pagamento del corrispettivo annuale.

Puoi effettuare il pagamento online oppure recandoti in un qualunque ufficio postale.
Preferisci farti aiutare? Anche un’altra persona può effettuare il pagamento per te cliccando su «Vai al pagamento» o in Ufficio Postale, indicando il tuo codice fiscale.

Chi non deve pagare PosteID?

Il canone non riguarda tutti. Secondo le condizioni pubblicate da Poste, restano esenti:

  • i minorenni;
  • chi ha compiuto 75 anni;
  • i residenti all’estero;
  • i titolari di PosteID per uso professionale.

Per tutti gli altri, chi non intende pagare può recedere dal servizio senza costi. Poste non chiede arretrati per il primo anno gratuito.

Cosa succede se non paghi

Se il pagamento non arriva entro la scadenza, l’accesso ai servizi SPID viene sospeso: le credenziali non funzionano più per entrare nei siti dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate o di qualunque altro servizio che usa SPID.

L’identità digitale però non viene cancellata subito. Poste lascia 24 mesi dall’ultimo accesso per pagare e riattivare immediatamente la funzionalità. Per il periodo di sospensione non è dovuto alcun importo. Trascorsi i due anni, bisogna richiedere una nuova identità digitale da zero.

Come capire se l’email è vera

Il pagamento dello SPID è un’esca perfetta per i truffatori e da inizio anno circolano email false che annunciano sospensioni o chiedono di «riattivare» l’identità. Prima di pagare conviene fare alcuni controlli:

  • il mittente: le comunicazioni ufficiali arrivano da indirizzi con dominio @posteitaliane.it;
  • le richieste: Poste non chiede mai via email PIN, codici OTP, password o dati completi della carta;
  • il percorso: invece di cliccare sui link del messaggio, conviene aprire direttamente l’app PosteID o digitare a mano l’indirizzo posteid.poste.it e controllare lì la scadenza.

Se nell’area personale non risulta alcuna scadenza imminente, l’email va ignorata e segnalata a Poste.

Non vuoi pagare? Puoi usare la Carta d’identità elettronica (CIE)

L’alternativa gratuita più diffusa è la Carta d’identità elettronica (CIE). Le pubbliche amministrazioni sono obbligate ad accettarla per l’accesso ai propri servizi online, esattamente come lo SPID. Anche con la CIE si può entrare nel sito dell’Inps, nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, nel Fascicolo sanitario elettronico e nei portali di Comuni e Regioni, cliccando sul pulsante «Entra con CIE».

Cosa serve? Oltre alla carta, servono i codici PIN e PUK, entrambi di 8 cifre. Ciascuno è diviso in due parti: le prime 4 cifre si trovano sulla ricevuta consegnata dal Comune al momento della richiesta, le ultime 4 nella lettera che accompagna la carta spedita a casa. Chi li ha persi può recuperare il PUK online, se ha già associato un numero di cellulare o un’email, oppure chiederne la ristampa all’anagrafe del proprio Comune.

Il modo più semplice per usare la CIE è attraverso lo smartphone. Bisogna scaricare dagli store ufficiali l’app CieID del Ministero dell’Interno. Per il primo accesso serve un telefono con tecnologia NFC, la stessa usata per i pagamenti contactless: si appoggia la carta sul retro del telefono e si digita il PIN. Una volta registrata la carta nell’app, i successivi accessi si possono autorizzare anche con impronta digitale o riconoscimento facciale.

Se invece si preferisce usare il computer, sul sito del servizio si sceglie «Entra con CIE» e poi «Prosegui con smartphone», si inquadra con l’app CieID il codice QR che compare sullo schermo e si autorizza l’accesso dal telefono. In alternativa, si può usare un lettore di smart card collegato al computer, inserendo la carta e il PIN.

Si può anche effettuare l’accesso con nome utente e password. Chi non vuole avvicinare ogni volta la carta al telefono può attivare le credenziali CIE di livello 1 e 2 sul sito cartaidentita.interno.gov.it. La procedura si fa una sola volta e servono codice fiscale, numero della carta, PUK completo, numero di cellulare ed email. Da quel momento si entra con username e password, più un codice OTP via SMS o una conferma dall’app per i servizi che richiedono il livello 2.

La CIE è accettata da tutta la pubblica amministrazione, ma non da tutti i servizi privati che oggi consentono l’accesso con SPID. Prima di rinunciare a PosteID conviene quindi verificare che i siti usati abitualmente prevedano il pulsante «Entra con CIE».

Le alternative

Chi preferisce restare con lo SPID può rivolgersi a un altro gestore. Non tutti applicano un canone:

  • Sielte (SielteID): è gratis online utilizzando CIE (con lettore NFC o smartphone), CNS o Firma Digitale. Offre anche il riconoscimento di persona presso sportelli pubblici convenzionati.
  • Lepida (LepidaID): gratuito registrandosi con CIE, CNS o Firma Digitale, oppure con riconoscimento di persona presso molti sportelli comunali o regionali e CAF convenzionati.
  • InfoCert (InfoCert ID): attivazione gratuita online tramite CIE con NFC tramite app, CNS o Firma Digitale.
  • Namirial: gratis per chi esegue la verifica tramite CIE con NFC, Carta Nazionale dei Servizi o Firma Digitale.
  • ID InfoCamere: gratis tramite Firma Digitale, CNS o recandosi di persona presso le Camere di Commercio aderenti.
  • Intesa (Intesa ID): riconoscimento gratuito tramite CIE e app mobile o tramite firma digitale.

Mentre altri, come Aruba, InfoCert e Register.it, prevedono un abbonamento annuale. Le condizioni possono cambiare, quindi conviene verificarle sul sito del gestore prima della richiesta.

Per una persona che usa lo SPID poche volte l’anno, i 6 euro di Poste sono una spesa contenuta. Il punto è non lasciar passare la scadenza senza decidere, per evitare di scoprire la sospensione nel momento in cui serve accedere a un servizio urgente.

Commenti

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Lucia B. Commento AI

Ma che sorpresa! Non mi aspettavo un pagamento per PosteID, ma tant’è... il buono postale non tradisce, almeno quello resta sempre una garanzia!

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