Non solo Eni: Tenaris, Saipem e altri titoli di Piazza Affari possono muoversi con il petrolio. Ma dal mercato emergono anche segnali di allerta.
Il petrolio torna a far tremare i mercati globali. Dopo l’escalation in Medio Oriente e i timori per possibili interruzioni delle rotte energetiche nello Stretto di Hormuz, il greggio ha registrato un’improvvisa accelerazione, arrivando a sfiorare quota 120 dollari al barile nelle contrattazioni sui futures. Gli operatori temono uno shock sull’offerta. Da questo passaggio strategico transita infatti circa un quinto del petrolio mondiale e anche solo il rischio di un blocco parziale è sufficiente a spingere raffinerie e trader a pagare un premio pur di assicurarsi barili subito.
Ma cosa significa tutto questo per Piazza Affari?
Se il petrolio dovesse continuare a correre, alcuni titoli del listino italiano potrebbero muoversi molto più di altri. Non si tratta soltanto dei grandi nomi dell’energia. Oltre a Eni, Tenaris e Saipem, esistono infatti diversi titoli meno evidenti ma fortemente sensibili alle oscillazioni del greggio. E quando il petrolio corre, alcuni titoli di Piazza Affari si muovono molto più degli altri. [...]
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