Permessi donazione sangue: quanti giorni spettano, importi e durata preavviso

Donazione del sangue: in caso di prelievo superiore ai 250 grammi spetta un permesso retribuito di 24 ore. Ecco tutto quello che c’è da sapere in merito.

Permessi donazione sangue: quanti giorni spettano, importi e durata preavviso

Al lavoratore spetta un permesso per la donazione del sangue della durata di 24 ore qualora abbia donato il sangue per almeno 250 grammi.

Donare il sangue è un gesto concreto di solidarietà, oltre ad essere un dovere civico dal momento che la disponibilità di sangue rappresenta un patrimonio per la collettività; per questo motivo oltre alle diverse campagne di sensibilizzazione in merito all’importanza della donazione del sangue, è stato introdotto un permesso retribuito per coloro che decidono di donare.

Tra le motivazioni che danno diritto ad assentarsi dal lavoro beneficiando di un permesso retribuito (come ad esempio in caso di lutto oppure quando si necessita di tempo per studiare per un’esame) c’è quindi anche la donazione del sangue.

Per ogni tipologia di permesso retribuito solitamente è il CCNL a disciplinare termini e condizioni, tuttavia compete alla legge stabilire le linee guida generali.

Sono proprio quest’ultime che approfondiremo nel prosieguo dell’articolo, mentre per maggiori approfondimenti vi consigliamo di consultare il vostro contratto collettivo che potrebbe prevedere delle regole leggermente differenti per questa materia.

Una cosa però è certa: il CCNL non può derogare a quanto riconosciuto dalle norme del diritto del lavoro. Quindi il giorno di permesso deve essere sempre concesso - qualora ne sussistano determinate condizioni - al lavoratore dipendente pubblico o privato che ha deciso di donare il sangue.

Condizioni per richiedere il permesso

Come anticipato, affinché i donatori di sangue possano richiedere il giorno di permesso - senza perdere la retribuzione - devono sussistere alcune condizioni.

Ad esempio, il diritto quantitativo minimo della donazione deve essere pari ad almeno 250 grammi, mentre il prelievo deve essere effettuato necessariamente presso un centro di raccolta riconosciuto dal Ministero della Sanità, sia mobile che fisso.

Inoltre, il lavoratore prima di beneficiare del permesso deve comunicare in anticipo al datore di lavoro la data in cui intende donare il sangue; i termini del preavviso sono indicati nei singoli CCNL.

Dopo aver beneficiato del giorno di permesso il dipendente deve presentare al suo datore di lavoro il certificato medico con tutte le informazioni sulla donazione del sangue: dati anagrafici dell’interessato, giorno e orario del prelievo, quantità di sangue che è stato prelevato e sede in cui è stato effettuata.

Indennità

Il lavoratore in caso di donazione ha diritto a 24 ore di riposo che decorrono dal momento in cui questo si assenta dal lavoro, oppure - a seconda dei casi - dal momento in cui questa viene effettuata.

Nel giorno di permesso il dipendente manterrà l’intera retribuzione che sarà pagata dal datore di lavoro. Sarà questo poi a rivolgersi all’INPS di competenza - entro la fine del mese successivo a quello in cui il lavoratore ha donato il sangue - per richiedere il rimborso.

Per fare la richiesta è necessario presentare una dichiarazione del donatore in cui questo afferma di aver donato il sangue in maniera totalmente gratuita e di aver beneficiato del giorno di riposo e della correlata retribuzione. Alla dichiarazione del lavoratore va affiancato il suddetto certificato medico.

Tuttavia il rimborso non può essere richiesto da alcuni datori di lavoro, come ad esempio quelli che non sono tenuti alla denuncia contributiva o agli artigiani che si occupano esclusivamente di apprendisti.

Rimborso per inidoneità

Potrebbe succedere però che nel giorno in cui è fissato il prelievo questo non venga effettuato per inidoneità del lavoratore.

Ad esempio, ci potrebbe essere un esclusione per motivi sanitari (il donatore è influenzato) oppure dopo aver accertato la mancata decorrenza dei tempi di sospensione (variabili a seconda dell’età, del sesso e del peso del donatore) tra una donazione e quella successiva.

In tal caso il donatore ha comunque diritto alla normale retribuzione, ma solamente per il tempo necessario per l’accertamento dell’inidoneità e delle procedure successive.

Permessi per donazione di midollo osseo

Anche chi dona il midollo osseo ha diritto a dei giorni di permesso regolarmente retribuiti. Si può beneficiare del permesso per tutto il periodo necessario a:

  • individuare i dati genetici del possibile donatore;
  • prelievi necessari per accertare in maniera approfondita l’effettiva compatibilità tra donatore e paziente in attesa di trapianto;
  • accertamento dell’idoneità alla donazione.

I giorni di permesso solitamente sono indicati nel certificato medico e comprendono sia le giornate in cui viene effettivamente la donazione di midollo osseo che quelle successive, così da permettere al donatore di ristabilirsi completamente dopo una procedura particolarmente debilitante.

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