Nel 2024, il Portogallo ha raggiunto un traguardo notevole nella produzione di energia elettrica, riducendo la quota di produzione da combustibili fossili al solo 10%, superando la vicina Spagna e affermandosi come il secondo settore energetico più pulito dell’Europa occidentale, subito dietro alla Francia.
Secondo i dati del think tank energetico Ember, nei primi sette mesi del 2024, la produzione totale di energia elettrica pulita è aumentata del 32% rispetto allo stesso periodo del 2023, raggiungendo un record di 21,76 terawattora (TWh).
L’incremento nella produzione di energia rinnovabile è stato alimentato principalmente dalla crescita della produzione di energia solare ed eolica, insieme a un aumento significativo della produzione idroelettrica, la più alta dal 2016. Questo ha permesso ai produttori di energia di ridurre del 60% la produzione di energia da gas naturale rispetto al periodo gennaio-luglio 2023.
Il Portogallo ha anche aumentato la produzione totale di energia elettrica del 7%, raggiungendo il livello più alto dal 2021. Questo dimostra che un approccio multiplo per incrementare la produzione di energia pulita può portare a progressi rapidi verso gli obiettivi di transizione energetica.
L’entrata in funzione di alcuni dei più grandi impianti idroelettrici e solari d’Europa è stata fondamentale per accelerare la riduzione dell’uso di combustibili fossili nel mix energetico portoghese. Tra questi, il nuovo impianto idroelettrico di Tamega, con una capacità di 1.158 megawatt (MW), e il parco solare Cerca, con una capacità di 202 MW, hanno giocato un ruolo chiave. Grazie a queste nuove installazioni, la produzione di energia elettrica da combustibili fossili è scesa a soli 2,53 TWh nei primi sette mesi del 2024, un calo del 59% rispetto allo stesso periodo del 2023, segnando un nuovo minimo storico.
Questo calo ha portato anche a una significativa riduzione delle emissioni del settore energetico, scese a 2,12 milioni di tonnellate metriche di anidride carbonica nei primi sette mesi, il 45% in meno rispetto allo stesso periodo del 2023, stabilendo un nuovo record.
Il nuovo impianto di Tamega e l’aumento delle precipitazioni hanno contribuito a incrementare la produzione idroelettrica in Portogallo nel 2024. Nei primi sette mesi dell’anno, la produzione di energia da impianti di accumulo è aumentata del 67%, mentre quella da impianti fluviali è cresciuta del 70%. Complessivamente, l’energia idroelettrica ha rappresentato il 35,3% del mix di produzione elettrica del paese, rispetto al 20,7% nello stesso periodo del 2023.
Anche le fonti di energia solare ed eolica hanno visto aumentare la loro quota nel mix di produzione. L’energia solare ha generato il 13,3% dell’elettricità del Portogallo nei primi sette mesi del 2024, rispetto al 10,6% del 2023, mentre l’energia eolica ha contribuito con il 33,1%, in leggero aumento rispetto al 32,6% del 2023.
Il Portogallo sembra destinato a continuare a crescere come leader nella transizione energetica, grazie alle nuove proposte del governo per aumentare il peso delle energie rinnovabili nella produzione di energia elettrica. Nell’ambito degli obiettivi per diventare carbon neutral entro il 2045, le rinnovabili dovranno generare il 51% del fabbisogno energetico finale del paese entro il 2030.
Progetti innovativi come il parco solare galleggiante di Alqueva, che integra energia idroelettrica, solare e stoccaggio di batterie, e un nuovo parco eolico da 274 MW previsto nel progetto della diga di Tamega, dimostrano l’impegno del paese verso un futuro energetico sostenibile.
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