La recente nomina di Laurent Freixe come nuovo amministratore delegato di Nestlé ha portato alla luce sfide significative per il colosso alimentare da 279 miliardi di dollari. Freixe eredita una situazione delicata, con una crescita delle entrate rallentata e la necessità di recuperare quote di mercato perse in settori chiave, come quello delle acque imbottigliate. La sua strategia potrebbe richiedere sacrifici, in particolare a livello di profittabilità, per riposizionare l’azienda e aumentare la domanda.
Uno degli strumenti a disposizione di Freixe è la partecipazione di Nestlé in L’Oréal, che potrebbe essere una fonte di liquidità per finanziare azioni volte a rilanciare le vendite. Nestlé detiene il 20,1% del capitale di L’Oréal, una partecipazione che risale al 1974, quando la famiglia Bettencourt, fondatrice del marchio francese, scelse di coinvolgere Nestlé per proteggersi da eventuali scalate ostili. Da allora, l’investimento si è rivelato estremamente redditizio per Nestlé: L’Oréal ha registrato un ritorno totale per gli azionisti che ha superato di cinque volte quello della stessa Nestlé nello stesso periodo.
Tuttavia, questa partecipazione non è strettamente funzionale alle attività principali di Nestlé, e vendere parte delle azioni di L’Oréal potrebbe rappresentare una soluzione per finanziare nuovi investimenti in pubblicità e marketing. Tali azioni sono necessarie per stimolare la domanda, ma potrebbero compromettere i margini operativi di Nestlé, che nel 2023 si attestavano su un solido 17%. Sebbene tale mossa possa generare malcontento tra gli investitori, che hanno già spinto il multiplo prezzo-utili di Nestlé a 18, inferiore alla media decennale di 22, la vendita di parte della partecipazione in L’Oréal potrebbe alleviare questa pressione.
Il valore della quota di Nestlé in L’Oréal è stimato intorno ai 47 miliardi di dollari, e la vendita di una porzione significativa potrebbe offrire a Freixe i fondi necessari per i suoi piani di rilancio. Inoltre, un riacquisto di azioni da parte di Nestlé potrebbe rivelarsi una scelta finanziariamente vantaggiosa, considerando il basso valore attuale del titolo. Tuttavia, vendere una quota rilevante in un’unica soluzione potrebbe far crollare il valore delle azioni di L’Oréal. Una soluzione alternativa sarebbe quella di vendere gradualmente le azioni, oppure negoziare un riacquisto diretto da parte di L’Oréal, che rafforzerebbe il controllo della famiglia Bettencourt sul gruppo.
Nonostante la potenziale efficacia di questa strategia, Freixe potrebbe anche decidere di trovare altre fonti di riduzione dei costi all’interno del gruppo per compensare gli investimenti nel marketing, sebbene questa strada richiederebbe più tempo per produrre risultati. D’altra parte, gli azionisti frustrati potrebbero preferire una soluzione più rapida, come la vendita delle azioni di L’Oréal.
L’opzione di un riacquisto diretto è stata recentemente menzionata anche dall’amministratore delegato di L’Oréal, Jean-Paul Agon, che ha affermato che il gruppo cosmetico dispone delle risorse finanziarie necessarie per acquistare la quota di Nestlé. Questa possibilità ha suscitato grande interesse tra gli investitori, tanto che le azioni di L’Oréal hanno registrato un incremento fino al 6%, con il valore di mercato del gruppo che ha raggiunto i 77,2 miliardi di euro. Tuttavia, Agon ha chiarito che la sua dichiarazione è stata travisata. Durante una conferenza stampa, ha specificato che L’Oréal non ha necessariamente intenzione di riacquistare la quota di Nestlé, ma che la società dispone di un significativo flusso di cassa positivo e di una partecipazione del 9% in Sanofi, una delle più grandi aziende farmaceutiche francesi, con una capitalizzazione di mercato vicina ai 100 miliardi di euro.
Agon ha sottolineato che la partecipazione in Sanofi è di natura finanziaria e non strategica, il che significa che potrebbe essere venduta per finanziare eventuali acquisizioni future. L’Oréal dispone di una liquidità di 572 milioni di euro alla fine di giugno, e la vendita delle azioni Sanofi potrebbe rappresentare una fonte di finanziamento aggiuntiva per eventuali opportunità di crescita.
Nel frattempo, L’Oréal ha continuato a ottenere risultati positivi. Nei primi sei mesi dell’anno, il gruppo ha visto un miglioramento dei margini operativi e un aumento del 8% dei profitti operativi. Questo rafforza la posizione dell’azienda in un settore altamente competitivo, dimostrando la sua capacità di generare valore per gli azionisti, anche senza la necessità immediata di riacquistare la quota di Nestlé.