Negli ultimi tre mesi, Bitcoin ha mostrato un comportamento piuttosto stagnante dopo aver iniziato il 2024 con slancio.
Dopo aver registrato una crescita del 45% nella prima metà dell’anno, in gran parte grazie al lancio di fondi negoziati in borsa (ETF) negli Stati Uniti che seguono il prezzo spot della criptovaluta, Bitcoin ha oscillato tra i 56.000 e i 63.000 dollari nella seconda metà dell’anno. Questo scenario rappresenta un netto contrasto con la vivacità osservata nei primi sei mesi del 2024.
Con l’avvicinarsi della fine dell’anno e l’inizio del 2025, gli operatori del mercato si interrogano su quali potrebbero essere i nuovi fattori di spinta per il mondo delle criptovalute, oltre agli eventi macroeconomici più ampi come le variazioni dei tassi di interesse negli Stati Uniti e le elezioni presidenziali americane.
Un punto di grande attenzione per gli investitori è l’imminente lancio di opzioni sull’ETF di BlackRock basato sul prezzo spot di Bitcoin, recentemente approvato dalla Securities and Exchange Commission (SEC). Questo nuovo prodotto potrebbe attrarre maggiormente il denaro dei piccoli investitori americani. Tuttavia, la piena implementazione di queste opzioni potrebbe richiedere l’approvazione della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l’ente che regola i derivati sulle materie prime, visto che Bitcoin è considerato una commodity.
Se le opzioni sugli ETF avranno successo, potrebbero migliorare la sofisticazione del mercato di Bitcoin, incrementando sia la volatilità che l’interesse da parte degli investitori istituzionali e retail. Questo porterebbe a un maggiore coinvolgimento di diversi attori del mercato, aumentando la complessità delle operazioni su Bitcoin.
L’anticipazione e l’approvazione degli ETF negli Stati Uniti hanno avuto un impatto significativo sul mercato globale delle criptovalute. Secondo i dati di CoinGecko, ééil valore complessivo del mercato è passato da 8,3 miliardi di dollari all’inizio del 2023 a 2,2 trilioni di dollari a ottobre 2024. Questa crescita straordinaria è stata accompagnata da un aumento delle attività istituzionali e di trading, con una forte domanda di piattaforme e servizi che rispecchiano le strutture finanziarie tradizionali.
Tuttavia, nonostante l’espansione del mercato e il crescente coinvolgimento degli investitori istituzionali, Bitcoin continua a mostrare una certa volatilità. I dati di Deutsche Bank indicano che la volatilità a 90 giorni di Bitcoin è scesa al 42% quest’anno, rispetto al 67% di metà 2020. Anche se questa riduzione della volatilità potrebbe suggerire una maggiore stabilità, gli analisti avvertono che Bitcoin rimane fortemente correlato ad altre criptovalute e potrebbe essere uno dei primi asset venduti dagli investitori in caso di incertezza o aumento del rischio. Un esempio recente è stato il calo del 5% di Bitcoin a seguito di un nuovo aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Uno degli aspetti più interessanti del mercato delle criptovalute è la crescente adozione nei paesi in via di sviluppo. Il Global Adoption Inde di Chainalysis, che monitora l’uso delle criptovalute in 151 paesi considerando vari indicatori come trading e pagamenti, ha registrato un livello di adozione superiore rispetto al picco del mercato toro delle criptovalute nel 2021, tra il quarto trimestre del 2023 e il primo trimestre del 2024.
L’adozione delle criptovalute è particolarmente forte nei paesi a basso reddito, dove i sistemi finanziari tradizionali sono meno sviluppati o accessibili. India e Nigeria occupano i primi due posti nel ranking di Chainalysis, seguite da altri sette mercati emergenti asiatici, tra cui Indonesia, Vietnam e Filippine. Gli appassionati di criptovalute spesso sottolineano come, in paesi con alti livelli di inflazione e svalutazione della valuta, come Turchia e Argentina, le criptovalute rappresentino un’alternativa concreta e utile.
Anche in regioni come l’Africa subsahariana, l’America Latina e l’Europa orientale si è registrato un aumento significativo delle attività legate alla finanza decentralizzata (DeFi) e alle stablecoin. La domanda di stablecoin in queste aree rimane forte, poiché la maggior parte dei paesi emergenti preferisce gestire i propri fondi in dollari, ma senza necessariamente fidarsi delle banche locali.
Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato per volumi di transazioni in criptovaluta, seguiti dall’India. Tuttavia, l’adozione globale delle criptovalute è sempre più trainata dai paesi emergenti, dove il bisogno di alternative ai sistemi finanziari tradizionali è particolarmente acuto. Con lo sviluppo di nuovi prodotti finanziari, come le opzioni sugli ETF di Bitcoin, e il continuo coinvolgimento degli investitori istituzionali, le criptovalute sembrano destinate a giocare un ruolo sempre più importante non solo nei mercati emergenti, ma anche nelle economie sviluppate.
Nel 2025, l’attenzione sarà rivolta non solo all’andamento del prezzo di Bitcoin e agli sviluppi regolamentari, ma anche al modo in cui le criptovalute continueranno a influenzare e trasformare i sistemi finanziari globali, offrendo nuove opportunità e sfide per gli investitori e gli operatori del mercato.
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