Perché il mercato energetico europeo dipende sempre più dalla Francia?

Redazione Money Premium

19 Febbraio 2025 - 06:47

La Francia ha iniziato il 2025 con un output elettrico mensile record di 75.577 GWh, il più alto degli ultimi tre anni e del 37% superiore alla media 2022-2024, secondo dati LSEG.

Perché il mercato energetico europeo dipende sempre più dalla Francia?

La Francia è il principale esportatore di elettricità pulita in Europa e ha svolto un ruolo essenziale nel calmierare i costi dell’energia negli ultimi anni, grazie a volumi record di esportazione.

La sua importanza potrebbe crescere ulteriormente, soprattutto dopo la recente crisi politica in Norvegia, altro grande fornitore di energia per il continente.

La Norvegia ha visto la dissoluzione della coalizione di governo a causa di disaccordi sulle politiche energetiche dell’Unione Europea.

Il Partito di Centro, euroscettico, ha abbandonato l’esecutivo, lasciando il Partito Laburista a governare in solitaria fino alle elezioni di settembre. Questo potrebbe tradursi in una riduzione dell’export di energia norvegese, rendendo ancora più indispensabili le forniture francesi.

Dalla crisi energetica del 2022, dovuta alla guerra in Ucraina e alla riduzione del flusso di gas russo, la domanda di importazioni elettriche in Europa è aumentata drasticamente. Molti consumatori e aziende sono passati dal gas all’elettricità, mentre la crescente elettrificazione dell’industria e dei trasporti ha ulteriormente spinto la domanda.

Secondo energy-charts.info, nel 2024 la Germania ha importato sei volte più elettricità rispetto alla media annuale 2015-2021. L’Italia, da sempre il maggiore importatore europeo, ha incrementato del 20% i volumi rispetto allo stesso periodo, raggiungendo un nuovo record. Anche il Regno Unito ha visto un aumento del 100% nelle importazioni rispetto alla media 2015-2021.

Nel 2024 la Francia è stata il principale fornitore di elettricità per il Regno Unito e la Germania, oltre a essere il secondo più importante per l’Italia dopo la Svizzera. La Norvegia, che fino a oggi era il secondo fornitore per il Regno Unito e il quarto per la Germania, potrebbe ridurre il suo contributo, aumentando la dipendenza da Parigi.

La Francia ha avviato il 2025 con un output elettrico mensile record di 75.577 GWh, il più alto degli ultimi tre anni e del 37% superiore alla media 2022-2024, secondo dati LSEG. L’aumento è stato guidato dal nucleare, che ha visto una crescita dell’8% su base annua grazie al completamento di manutenzioni e all’entrata in funzione di un nuovo reattore.

Tuttavia, alcuni rischi potrebbero compromettere la stabilità di questa produzione. La corrosione negli impianti nucleari più datati potrebbe ridurre la produzione nel corso del 2025. Temperature estive elevate potrebbero limitare la disponibilità d’acqua per il raffreddamento delle centrali nucleari.

Possibili cali nella produzione idroelettrica in Svizzera e Austria, paesi che nel 2024 hanno aumentato le esportazioni grazie a precipitazioni record, ma che ora si trovano con nevicate sotto la media. Bassa produzione eolica in Nord Europa, che ha già ridotto del 20% la generazione in Danimarca a gennaio 2025 rispetto all’anno precedente.

Se la Norvegia ridurrà le sue esportazioni e se la produzione idroelettrica e eolica non compenserà, la pressione sulla Francia per mantenere alti livelli di produzione sarà enorme. Un eventuale calo nell’output francese potrebbe mettere in difficoltà Germania, Italia e Regno Unito, aumentando i costi dell’energia e riducendo la sicurezza energetica della regione. In questo scenario, il futuro dell’elettricità in Europa dipenderà sempre più dalla capacità della Francia di mantenere stabile e affidabile la sua produzione.