La Cina ha appena completato i test dell’aerostato S4000, un dispositivo trasportabile in grado di produrre energia elettrica a 4.000 metri di altezza
Un parco eolico in aria. La Cina, primo emettitore mondiale di anidride carbonica in valore assoluto, punta a scrollarsi di dosso quel primato e si conferma all’avanguardia nel campo delle energie rinnovabili e della sperimentazione.
Ad agosto è stata testata con successo l’infrastruttura S4000, un sistema eolico aviotrasportato in grado di generare elettricità a 4.000 metri di quota.
Come funziona S4000
Il test si è svolto in una base del nord-ovest della Cina ed è stato reso noto dall’emittente statale CCTV il 22 agosto. Il sistema ha completato l’intero ciclo operativo: ascesa, mantenimento della posizione, produzione di energia e recupero controllato. Secondo quanto riportato, tutti i parametri principali hanno rispettato gli standard richiesti.
È un passo avanti significativo verso l’applicazione industriale della tecnologia. L’S4000 è di classe megawatt, è progettato per collegarsi direttamente alle reti elettriche principali e ha una vita utile stimata in vent’anni.
Lungo quanto un Boeing 747, ricorda da vicino un dirigibile: resta in quota grazie all’elio e produce elettricità con le turbine montate ai lati dell’involucro.
Il vantaggio sta nella quota. Salendo, il vento diventa più forte e più costante rispetto a quello che incontrano le pale installate sulle torri, dove l’attrito con la superficie terrestre rallenta le correnti e gli ostacoli ne rendono il flusso più irregolare. Più in alto, tra i 9.000 e i 12.000 metri, si trovano le correnti a getto che gli aerei di linea usano come «autostrade» per volare più velocemente: è verso quelle altitudini che punta la ricerca sull’eolico d’alta quota.
Il secondo punto di forza è la trasportabilità. Le pale eoliche tradizionali richiedono torri, fondazioni e superfici estese, mentre l’S4000 lavora in aria e ha bisogno soltanto di un cavo per inviare a terra l’elettricità generata. Un sistema che può essere spostato da un luogo all’altro e che potrebbe rivelarsi prezioso per portare energia in zone impervie come deserti, altopiani e isole remote, oltre che per alimentare avamposti isolati.
La Cina vuole diventare il leader mondiale della transizione ecologica
L’S4000 è il «fratello maggiore» dell’S2000, il modello progettato per operare intorno ai 2.000 metri che durante i test aveva generato 385 kWh. Insieme al precedente S1500 aveva già raccolto ordini per 500 milioni di yuan, pari a circa 74,3 milioni di dollari.
L’innovazione non si ferma qui. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, il gruppo di lavoro che ha sviluppato il dirigibile eolico sta già lavorando al modello S6000, destinato a superare i 6.000 metri di quota per sfruttare correnti ancora più intense.
Il progetto SAWES, acronimo di Stratosphere Airborne Wind Energy System, non è un episodio isolato ma si inserisce nel 15° Piano quinquennale 2026-2030, che fissa un obiettivo preciso: portare al 50% la quota di elettricità prodotta da fonti non fossili entro il 2030, contro il 42,3% indicato per il 2025. Il solo contributo di eolico e solare dovrà salire al 30% della produzione elettrica complessiva.
Qualche risultato è già arrivato. Nella prima metà del 2026 il carbone ha coperto il 49,7% della produzione elettrica cinese: è la prima volta che la sua quota scende sotto la soglia del 50%.