Perché l’IPO di Aramco sarà diversa dalle altre?

Perché l’IPO Aramco sarà diversa dalle altre? Analizziamo alcuni aspetti del debutto in Borsa della società saudita, il più atteso della storia.

Perché l'IPO di Aramco sarà diversa dalle altre?

L’IPO Aramco si preannuncia come il debutto in Borsa più importante ed atteso degli ultimi tempi. Probabilmente sarà la più grande offerta pubblica azionaria della storia e quella con maggiori particolarità ed implicazioni. Perché?

La società saudita ha confermato l’intenzione di lanciare a dicembre il debutto azionario, in linea con la visione del principe ereditario Mohammed bin Salman di rimodellare l’economia del regno.

L’IPO di Saudi Aramco, però, potrebbe non rivelarsi una vendita ordinaria di azioni societarie. Per quale motivo? Analizziamo alcuni punti chiave dell’operazione spiegati da un resoconto di Bloomberg.

Quanto vale Aramco?

L’IPO di Aramco è stata posticipata a pochi giorni dal previsto lancio di ottobre, dopo che sono emersi nuovi dubbi sulla valutazione, pari a 2.000 miliardi di dollari, del colosso dell’energia. Una cifra, questa, che aveva già suscitato una certa sorpresa quando era stato annunciato il piano di debutto in Borsa nel 2016 (visto che darebbe a Saudi Aramco un valore quasi doppio di Apple Inc.).

Secondo le ultime indiscrezioni provenienti da ambienti vicini al principe saudita, il regno sarebbe ora pronto ad accettare una valutazione tra i 1.600 e i 1.800 miliardi di dollari.

L’IPO di Aramco sarà un record mondiale?

Il piano originale dell’IPO era di vendere il 5% della società sui mercati internazionali e su quello nazionale. Ciò avrebbe comportato una capitalizzazione tra 50 e 100 miliardi di dollari (decisamente superiore rispetto ai 25 miliardi raccolti da Alibaba nel 2014).

Ma la proposta è stata ridotta e adesso si prospetta l’offerta del 2% del valore societario solo sulla sola Borsa di Riyadh. In seguito potrebbe essere aggiunta un’ulteriore percentuale di offerta su altre borse. Una vendita del 2% rappresenterebbe, comunque, un record mondiale, considerando l’obiettivo di 2.000 miliardi di dollari del principe ereditario.

Cosa c’è di diverso in questa IPO?

L’Arabia Saudita sta cercando di fare pressing su sostenitori di rilievo. Nello specifico, sta puntando sulle famiglie benestanti del regno (in alcune delle quali ci sono membri accusati di corruzione dal governo due anni fa) incoraggiandole ad investire. L’intento è di portare anche i fondi sovrani all’interno dell’affare.

Come incentivo, agli investitori retail sauditi verrà concesso il diritto di ricevere una azione ogni 10 se le manterranno per almeno 180 giorni dalla data della quotazione sulla Borsa nazionale. 

Perché non è prevista alcuna quotazione all’estero?

Una vendita internazionale delle azioni potrebbe esserci, sebbene sia questa una prospettiva piena di difficoltà. New York, per esempio, è un mercato limitato a causa di una legge degli Stati Uniti che consente alle vittime del terrorismo di citare in giudizio governi stranieri collegati ad attacchi.

Anche i listini di altri Paesi d’oltremare restano difficili visto che prevedono controlli intensi nei confronti di società come Saudi Aramco.

Il vantaggio di una quotazione solo sull’indice Tadawul All Share è quello di aiutare la borsa a diventare un punto di ingresso degli investimenti stranieri nel regno.

Quale ruolo ha il mercato del petrolio?

Saudi Aramco estrae attualmente circa il 10% del petrolio mondiale, ma i prezzi del greggio sono diminuiti del 16% negli ultimi 12 mesi e le prospettive di crescita globale suggeriscono che potrebbero scendere ulteriormente.

L’attacco compiuto ai danni del più grande impianto di lavorazione di Aramco a metà settembre, inoltre, ha distrutto metà della capacità produttiva dell’azienda, evidenziando la sua vulnerabilità e la crescita delle tensioni geopolitiche della regione.

Quanto è attraente l’IPO?

Saudi Aramco guadagna più denaro di qualsiasi altra società, ma gli investitori potrebbero rifiutare di acquistare le azioni societarie in vista dell’IPO se la valutazione fosse considerata troppo alta.

Per attirare gli investitori, le autorità saudite stanno rimodellando le finanze dei produttori di petrolio (la maggior parte delle entrate vanno a tasse e royalties governative) e formulando promettenti dividendi parziali. Ad esempio, la royalty versata se i prezzi del greggio Brent sono inferiori a 70 dollari al barile scende dal 20% al ​​15%.

Il dividendo base nel 2020 sarà di 75 miliardi di dollari, molto più grande di quello che pagano le altre più importanti società petrolifere, ma di minore entità in termini di rendimento. Saudi Aramco sta quindi considerando di aumentare i dividendi a 80 miliardi di euro per favorire la domanda.

Gli investitori esteri compreranno?

Secondo fonti vicine all’IPO di Aramco, sono stati avvicinati potenziali investitori stranieri considerati cruciali, come il malese Petroliam Nasional Bhd, il gruppo cinese Sinopec e il China National Petroleum Corp.

A seguito dell’IPO, inoltre, i gestori di fondi esteri che seguono l’indice MSCI Emerging Markets potrebbero essere costretti ad acquistare azioni societarie. Essi sono già grandi possessori di titoli sauditi, dei quali Aramco diventerà il più grande.

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