Tra le azioni italiane quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, ce n’è una in particolare che, secondo la divisione di ricerca di Barclays, ha spazio per salire di più dell’11% nei prossimi 12 mesi, complice il recente upgrade del target price.
Il giudizio arriva in un momento positivo per la borsa di Milano, con l’indice benchmark Ftse Mib che viaggia al di sopra della soglia di 40.600 punti punti, ai massimi dal 2007. Dopo la sberla dei dazi reciproci di Trump che ha affossato l’azionario globale nel mese di aprile, il recupero delle borse è evidente.
L’indice Ftse Mib ha guadagnato più del 3% degli ultimi cinque giorni di contrattazioni e più del 13% nell’arco dell’ultimo mese. Il trend a tre mesi è di un rally di oltre il 7%, mentre dall’inizio dell’anno la performance è di uno scatto del 19% circa. Su base annua, il valore del listino è aumentato del 15% circa.
Il nuovo target price sulle azioni UniCredit implica un margine di rialzo di oltre +11%
In generale, tra le azioni scambiate sul Ftse Mib, sono quelle delle banche italiane che continuano a riscuotere grande attenzione, sia da parte degli operatori di mercato che da parte della comunità degli analisti, in un contesto di tassi di interesse in discesa, a causa dei tagli decisi dalla Banca centrale europea.
I fari sono puntati anche a causa delle varie operazioni di M&A che sono state annnunciate e che, in caso di successo, rivoluzioneranno il settore bancario italiano.
In evidenza le azioni UniCredit, sotto i riflettori in attesa di capire l’evoluzione delle doppia partita aperta sulla rivale di casa Banco BPM e sulla seconda banca tedesca Commerzbank.
Entrambe le banche hanno mandato chiari messaggi al CEO di Piazza Gae Aulenti, invitandolo a desistere.
Nella giornata di ieri, i dipendenti di Commerzbank hanno organizzato perfino una marcia in stile NEIN a UniCredit. Non va tanto meglio in Italia, dove il governo Meloni ha deciso di applicare il golden power all’OPS promossa dal gruppo sul Banco.
Occhio al titolo UniCredit che segna oggi un lieve rialzo sull’indice Ftse Mib, viaggiando poco al di sopra di quota 56 euro.
A fronte di tutte le sfide a cui fa fronte la banca, gli analisti di Barclays guidati da Paola Sabbione hanno comunque confermato il loro ottimismo sul trend delle azioni dopo l’incontro che si è tenuto ieri al Ministero dell’Economia e delle Finanze tra il responsabile M&A Giacomo Marino e la responsabile degli affari legali Rita Izzo da un lato, e i funzionari del Tesoro dall’altro.
I bastoni che il governo Meloni sta continuando a mettere tra le ruote di UniCredit non preoccupano gli esperti di Barclays, che hanno confermato la valutazione overweight sulle azioni UCG, a fronte di un target price a 12 mesi di 62,50 euro, che implica un margine di rialzo pari a +11,5% rispetto al valore a cui i titoli hanno chiuso la sessione di ieri sul Ftse Mib di Piazza Affari, a quota 56,06 euro.
Il target price sulle azioni di UniCredit era stato aumentato già qualche giorno fa da Barclays, rispetto ai precedenti 56,3 euro.
Gli esperti avevano in quella occasione motivato l’upgrade con i risultati positivi emersi dalla pubblicazione della trimestrale da parte della banca - che hanno messo in evidenza di nuovo utili che hanno fatto la storia - con alcuni fattori, tra cui la solidità del CET 1 ratio e la generazione di capitale superiore alle attese.
In un nuovo report pubblicato oggi, Barclays ha rimarcato il rating e il target price evidenziando nel feedback “On the road with management” gli esiti del roadshow che ha visto gli analisti incontrare Orcel e il CFO di UniCredit.
L’incontro, si legge nella nota, ha ribadito l’intenzione dei vertici di continuare a rimanere concentrati sulle operazioni di M&A ed eventualmente a portare avanti sviluppi strategici a esse legate, a fronte anche della fiducia di continuare a soddisfare gli azionisti anche su base stand alone.
“ Nel caso in cui l’OPS su Banco BPM venisse ritirata, il management di UCG ha indicato che valuterà altre opportunità nel corso del tempo e non sarà sotto pressione per procedere immediatamente con opzioni alternative di M&A”.
Riguardo alla scalata sulla banca tedesca, UniCredit ha confermato a Barclays di avere tempo fino al 2027 per prendere una decisione sulla possibilità di lanciare una offerta pubblica di scambio sul gruppo. Per ora, hanno indicato i vertici di UniCredit, “la prossima decisione di rilievo che sarà presa su Commerzbank nel corso di questo trimestre riguarderà la possibile conversione della posizione accumulata dalla banca nel capitale del gruppo teutonico in azioni fisiche”. Cosa che finora Orcel, secondo alcune indiscrezioni stampa, avrebbe deciso di non fare per non irritare il nuovo governo di Friedrich Merz, anch’esso a quanto pare contrario all’ipotesi che una banca straniera facogiti il gioiello Commerzbank, in una Germania in cui il caso UniCredit ha fatto saltare i nervi già a diversi cittadini e paladini del DNA teutonico.
Negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione della trimestrale di Piazza Gae Aulenti, altri analisti hanno promosso le azioni UCG.
Non solo Barclays, promozione di UniCredit anche da altri analisti, mentre OPS su Banco BPM va avanti
Tra questi, oltre a Barclays, che ha appunto migliorato il target price, anche Morgan Stanley, che ha rivisto al rialzo il target price a 58 euro dai precedenti 55 euro attesi. Grande fiducia anche da parte degli analisti di HSBC, che hanno migliorato il prezzo obiettivo da 54 euro a 65,5 euro.
Intanto, nuovi aggiornamenti sono arrivati in merito alle adesioni che gli azionisti di Banco BPM hanno dato all’OPS di UniCredit che, annunciata in data 25 novembre 2024, è partita ufficialmente il 28 aprile scorso.
Nella giornata di ieri, giovedì 15 maggio 2025, le richieste di adesione che sono state presentate dai soci del Banco sono state pari a 17.308 unità, portando quelle complessive a quota 237.674, pari al 0,015686% delle azioni oggetto dell’offerta.
L’OPS, vale la pena di ricordare, terminerà il 23 giugno. Borsa Italiana a tal proposito ha precisato che le azioni ordinarie di BAMI che saranno acquistate nelle sedute dei prossimi 20 e 23 giugno 2025 non potranno essere apportate in adesione all’OPS. Nel frattempo, occhio anche alle previsioni che, sempre gli analisti di Barclays, hanno formulato sul trend delle azioni della preda di UniCredit, ovvero di Banco BPM.