Pensioni sotto i 1.000 euro, di quanto aumentano da gennaio 2027

Simone Micocci

Pensioni più basse di 1.000 euro: guida al prossimo aumento in arrivo a gennaio 2027.

Pensioni sotto i 1.000 euro, di quanto aumentano da gennaio 2027

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A gennaio 2027 aumentano le pensioni: una buona notizia per tutti i pensionati, ma a maggior ragione per coloro che sono titolari di una prestazione di importo ridotto, visto che perlomeno quanto percepito verrà adeguato al costo della vita.

Merito della rivalutazione e probabilmente di null’altro: secondo le ultime notizie sulla legge di Bilancio 2027, infatti, non dovrebbe esserci un aumento straordinario delle pensioni, come invece era stato auspicato da Forza Italia. Le risorse per la manovra sono limitate e tra le ragioni c’è anche il fatto che la stessa rivalutazione costerà al governo qualcosa come 10 miliardi di euro.

Un aumento considerevole che vincolerà il governo, ma dal quale lo stesso non potrà esimersi: ricordiamo, infatti, che la rivalutazione delle pensioni è prevista dalla legge, con la possibilità per gli esecutivi di rivederla solamente in caso di evidenti difficoltà economiche.

Ma, al netto delle decisioni che verranno prese, chi prende meno di 1.000 euro di pensione non deve preoccuparsi: questi pensionati godranno dell’intera rivalutazione che, secondo le anticipazioni, dovrebbe essere pari al 2,9%. È questo, infatti, il valore medio dell’indice FOI senza tabacchi stimato per il 2026, che verrà utilizzato per assicurare che l’importo percepito venga perlomeno adeguato al costo della vita, contrastandone pertanto la svalutazione.

Un meccanismo che andrà a tutelare anche coloro che godono di prestazioni assistenziali, come l’integrazione al trattamento minimo e l’assegno sociale, che beneficeranno dello stesso tipo di aumento.

Di quanto aumentano a gennaio le pensioni di importo inferiore a 1.000 euro

Gran parte dei trattamenti previdenziali oggi erogati in Italia sono sotto la soglia dei 1.000 euro, almeno secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Inps, nel quale tuttavia non si tiene conto del fatto che ci sono persone che percepiscono più di un trattamento: si pensi, ad esempio, a chi prende la pensione di reversibilità insieme a quella personale.

Ebbene, questi pensionati, essendo abbondantemente sotto la soglia delle quattro volte il valore del trattamento minimo, entro la quale la rivalutazione avviene pienamente secondo il valore del tasso, godranno di un aumento del 2,9% laddove le stime dovessero essere confermate.

Fare il calcolo relativo all’aumento è molto semplice: basta prendere il valore lordo della pensione percepita, indicato nel cedolino, e applicarvi il 2,9%. Per comodità, vi basterà moltiplicarlo per 0,029.

Semplicemente, quindi, una pensione di 1.000 euro godrà di un aumento di 29 euro al mese, lordi. Va detto che in questo caso l’importo della prestazione è vicino alla soglia della no tax area, pari a 8.500 euro annui, pertanto le imposte applicate sono contenute. Quindi non c’è molta differenza tra il valore lordo dell’aumento e quello netto: possiamo dire, indicativamente, che siamo nell’ordine dei 25 euro netti di aumento.

Più si scende e più, essendo un calcolo percentuale, il valore dell’aumento diminuisce: ad esempio, chi prende 800 euro di pensione avrà un aumento di 23,20 euro lordi al mese, mentre chi ne prende solamente 600 avrà un aumento di 17,40 euro al mese.

In caso di pensione più bassa, al netto della possibilità di godere o meno dell’integrazione al trattamento minimo, si parla di cifre ancora più contenute: 14,50 euro al mese con 500 euro di pensione e 8,70 euro con 300 euro.

L’aumento delle misure assistenziali

Spesso chi prende poco di pensione gode anche di misure assistenziali, come l’integrazione al trattamento minimo oppure l’assegno sociale, che spetta anche a coloro che alla pensione non arrivano neppure per mancanza del requisito contributivo.

Nel primo caso, il trattamento minimo, talvolta chiamato impropriamente “pensione sociale”, che tuttavia si riferisce a uno strumento differente, oggi ha un importo pari a 611,77 euro. Considerando l’aumento suddetto, nel 2027 arriverà a 629,51 euro: se aggiungiamo l’incremento al milione per coloro che ne hanno diritto, pari a 135 euro più i 20 euro introdotti dalla legge di Bilancio 2027, per un totale di 155 euro, si arriva a circa 785 euro come valore massimo a cui può arrivare una pensione minima integrata dallo Stato.

Nel caso dell’assegno sociale, invece, si passerà da 538,69 a 554,31 euro, ricordando che, al compimento dei 70 anni di età e al soddisfacimento degli altri requisiti previsti, anche su questa prestazione spetta l’incremento al milione, arrivando così a circa 785 euro.

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