Pensioni, cosa cambia da gennaio 2027. Tutte le novità della riforma

Simone Micocci

0 Commenta

Pensioni, quante novità dal prossimo anno: dal nuovo sistema di calcolo da lordo al netto al cambio dei requisiti. Ecco una guida su tutti i cambiamenti in programma.

Pensioni, cosa cambia da gennaio 2027. Tutte le novità della riforma

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Tanto per andare in pensione quanto per il calcolo dell’assegno: dal 1° gennaio 2027 ci saranno molte novità, alcune delle quali aggiunte proprio dal disegno di legge di Bilancio, il cui testo in questi giorni è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato.

Mai come quest’anno restare al passo con le novità sulle pensioni non è semplice, visto l’alto numero di cambiamenti in arrivo, alcuni dei quali ancora in fase di discussione.

Tra le tante novità sul tema previdenziale previste dalla legge di Bilancio 2027, infatti, manca ancora una definizione della pensione a 64 anni, obiettivo della Lega che adesso dovrà trovare un modo per far quadrare i conti e farsi bastare gli 850 milioni di euro annui stanziati per il 2027, il 2028 e il 2029 a sostegno dell’uscita dal mercato del lavoro.

Al netto di questo, le nuove regole per l’età pensionabile sono quelle già annunciate un anno fa: come anticipato, infatti, la manovra non è riuscita, almeno per adesso, a bloccare l’adeguamento alla speranza di vita. Ragion per cui, come vedremo di seguito, da gennaio 2027 sarà richiesto un mese in più per maturare i requisiti.

Partiamo proprio da questa novità per spiegare tutti i cambiamenti sulle pensioni attesi da gennaio 2027, distinguendo quelli già definiti dalle misure della manovra ancora in attesa di approvazione.

Nuova età pensionabile

Come anticipato nella parte introduttiva, dal prossimo anno la pensione si raggiungerà con un mese di ritardo. Cambiano quindi i requisiti per la pensione di vecchiaia e per quella anticipata. Nel dettaglio:

PensioneRequisito nel 2027
Vecchiaia ordinaria 67 anni e 1 mese
Vecchiaia contributiva 71 anni
Anticipata ordinaria, uomini 42 anni e 11 mesi di contributi
Anticipata ordinaria, donne 41 anni e 11 mesi di contributi
Anticipata contributiva 64 anni e 1 mese

Ma c’è un’eccezione: per gli addetti ai lavori usuranti e gravosi che hanno prestato per almeno 7 anni negli ultimi 10 questo tipo di attività, oppure per almeno metà della vita lavorativa, o anche per almeno 6 anni negli ultimi 7, l’adeguamento non si applica.

Prorogata l’Ape sociale

La buona notizia è che tra le novità non figura l’addio all’Ape sociale: l’anticipo pensionistico rivolto a disoccupati, invalidi civili, caregiver e addetti ai lavori gravosi proseguirà anche nel 2027, secondo quanto previsto dalla manovra.

Nel testo della legge di Bilancio l’età di accesso viene portata a 63 anni e 6 mesi: restano poi gli almeno 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi civili, che salgono a 36 per gli addetti ai lavori gravosi. Per alcune categorie, come gli operai edili e i ceramisti individuati dalla normativa, sono invece sufficienti 32 anni; per le donne è prevista una riduzione di un anno per figlio, fino a un massimo di due anni.

Pensione a 64 anni

Per il momento non sappiamo ancora chi potrà andare in pensione a 64 anni attraverso la nuova misura, oltre ovviamente a coloro che già possono accedere al pensionamento anticipato contributivo nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge.

Nella legge di Bilancio 2027, infatti, ci si limita a prevedere un apposito fondo con una dotazione complessiva di 2,55 miliardi di euro, ossia 850 milioni per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029, con il quale finanziare nuove misure di supporto all’uscita dal mercato del lavoro, le cui regole dovranno essere definite con un successivo provvedimento legislativo.

Incentivo al pensionamento ritardato

Tra le proroghe della manovra è confermato anche l’incentivo rivolto a coloro che al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata scelgono di restare al lavoro. In tal caso è possibile scegliere di rinunciare a versare la quota di contributi a proprio carico, pari al 9,19% dell’imponibile, e riceverlo direttamente in busta paga.

Gli importi delle pensioni

A cambiare saranno anche gli importi delle pensioni, grazie a una rivalutazione che, secondo le stime, potrebbe essere pari al 2,9%, in attesa del decreto che ne ufficializzerà la misura.

Per l’aumento verranno utilizzate, se confermate, le nuove regole contenute nella legge di Bilancio 2027, attraverso un meccanismo che prevede sei fasce. Nel dettaglio:

Importo lordo mensile complessivo*Rivalutazione riconosciutaAumento con inflazione al 2,9%
Fino a 2.447,40 euro 100% 2,900%
Oltre 2.447,40 e fino a 3.059,25 euro 85% 2,465%
Oltre 3.059,25 e fino a 3.671,10 euro 53% 1,537%
Oltre 3.671,10 e fino a 4.894,80 euro 47% 1,363%
Oltre 4.894,80 e fino a 6.118,50 euro 37% 1,073%
Oltre 6.118,50 euro 32% 0,928%

Ad esempio, se dovesse essere confermata una rivalutazione del 2,9%, una pensione di 1.000 euro lordi salirebbe a 1.029 euro, una di 2.000 euro a 2.058 euro, mentre una di 3.000 euro arriverebbe a 3.073,95 euro. Il trattamento minimo ordinario passerebbe invece da 611,85 a circa 629,59 euro, senza considerare eventuali maggiorazioni.

Nuova Irpef

Nella legge di Bilancio 2027 figura anche un nuovo intervento sull’Irpef, che si ripercuote sulle pensioni. Nel dettaglio, il secondo scaglione, al quale si applica l’aliquota del 33%, viene portato fino a 55.000 euro, rispetto ai 50.000 euro precedenti.

Le aliquote previste per il 2027 sono quindi:

Reddito imponibile annuoAliquota
Fino a 28.000 euro 23%
Oltre 28.000 e fino a 55.000 euro 33%
Oltre 55.000 euro 43%

Il solo ampliamento del secondo scaglione comporta un risparmio annuo sull’imposta lorda fino a 500 euro, poiché sui 5.000 euro compresi tra 50.000 e 55.000 euro si applica il 33% anziché il 43%.

Il calcolo per chi va in pensione nel 2027

Nel biennio 2027-2028 cambiano anche i criteri di calcolo della quota contributiva della pensione, riferita generalmente ai periodi successivi al 1° gennaio 1996, oppure al 1° gennaio 2012 per chi aveva almeno 18 anni di contributi alla fine del 1995.

Per trasformare i contributi accantonati in pensione verranno utilizzati nuovi coefficienti di trasformazione, meno vantaggiosi rispetto a quelli del biennio precedente. Questi i valori applicabili dal 2027:

EtàCoefficiente 2027-2028
57 anni 4,153%
58 anni 4,254%
59 anni 4,361%
60 anni 4,475%
61 anni 4,596%
62 anni 4,725%
63 anni 4,863%
64 anni 5,009%
65 anni 5,166%
66 anni 5,334%
67 anni 5,514%
68 anni 5,707%
69 anni 5,914%
70 anni 6,139%
71 anni 6,382%

A 67 anni, per esempio, il coefficiente passa dal 5,608% al 5,514%: su un montante contributivo di 300.000 euro, la quota annua lorda passa da 16.824 a 16.542 euro, con una differenza di 282 euro annui a parità di montante ed età. I nuovi coefficienti riguardano le nuove pensioni e non comportano un ricalcolo di quelle già in pagamento.

Carta da 300 euro per pensionati

Alle misure di sostegno rivolte ai pensionati si aggiunge una speciale carta da 300 euro, destinata a chi avrà compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026. Occorre essere titolari dei trattamenti pensionistici o assistenziali indicati dalla norma, come l’assegno sociale o le pensioni per invalidi civili, e aver percepito nel 2025 trattamenti complessivi non superiori a 28.000 euro annui.

Sarà un apposito decreto attuativo a indicare come spendere questi soldi: il testo li destina all’acquisto di beni e prestazioni in materia sanitaria, mentre per l’elenco completo delle spese ammesse bisognerà attendere. Le somme non costituiscono reddito imponibile e non rilevano ai fini dell’Isee.

Prestazione universale

La manovra prevede di confermare anche per il 2027 la prestazione universale, destinata agli anziani di almeno 80 anni, titolari dell’indennità di accompagnamento e con un bisogno assistenziale gravissimo.

La misura comprende un assegno aggiuntivo di 850 euro al mese, da utilizzare per le spese di assistenza previste dalla normativa, oggi destinato a chi ha un Isee sociosanitario non superiore a 6.000 euro. La manovra cambia questo requisito, portandolo a 12.000 euro per il 2027.

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su