Tra i nuovi bonus della legge di Bilancio arriva la carta acquisti per gli over 75. Si potrà utilizzare esclusivamente per le spese mediche, con un contributo fino a 300 euro l’anno.
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Arriva la carta acquisti riservata agli anziani, la quale si va ad aggiungere alla social card già prevista per gli over 65.
A darne l’annuncio è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa che ha seguito l’approvazione della legge di Bilancio 2027, durante la quale è stato alzato il velo sulle misure che il governo ha finanziato attraverso i circa 26 miliardi di euro della manovra.
Tra queste arriva appunto una speciale carta, o voucher che dir si voglia, che si va ad aggiungere agli aiuti spettanti ai pensionati, il che di fatto allarga la platea dei bonus e voucher che Giorgia Meloni ha introdotto durante il suo governo (proprio lei che in passato si era dimostrata critica al riguardo).
Dalla conferma della Carta dedicata a te all’introduzione di un nuovo voucher per baby sitter e servizi per l’infanzia riservato ai lavoratori autonomi e, adesso, appunto, anche una carta che per i pensionati over 75 servirà a farsi carico di quelle spese che non vengono coperte dal Servizio sanitario nazionale, come pure dei farmaci.
A spiegare le ragioni del cosiddetto “voucher sociale” sono stati tanto la presidente del Consiglio, che ha fatto chiarezza sulle risorse parlando di 1 miliardo di euro, a cui si aggiungono i 3,4 miliardi di euro che vanno al Fondo sanitario nazionale, quanto Antonio Tajani, con Forza Italia che è stata la principale promotrice della misura. Come spiegato dal ministro degli Esteri, infatti, oggi c’è preoccupazione per la situazione degli anziani che pagano le conseguenze di un’elevata inflazione causata dalla situazione internazionale. La carta acquisti per farmaci e visite mediche, quindi, ha spiegato Tajani, rappresenta “un segnale”, dando loro la possibilità di curarsi meglio, oltre le opportunità già garantite dal Servizio sanitario nazionale.
E poi non poteva mancare la citazione del fondatore di Forza Italia: “Ricordate la storia della dentiera di Berlusconi? Ecco, è anche la dignità: avere un sorriso, potersi curare meglio. Miglioriamo la qualità della vita, non soltanto l’aspetto puramente sanitario”.
Fatte le dovute premesse, bisogna ora scendere nel dettaglio rispetto a come funziona la carta anziani da 300 euro: dai requisiti agli utilizzi, ecco cosa sappiamo rispetto a una nuova misura che di fatto rappresenterà un aiuto alla pensione.
A chi spetta il voucher sociale da 300 euro
In questa fase parlare dei dettagli della misura non è semplice: il testo della legge di Bilancio 2027 non è ancora disponibile e, anche quando lo sarà, dubitiamo che contenga una regolamentazione dettagliata della misura. Molto probabilmente, infatti, ci sarà il rimando a un decreto attuativo, nel quale verranno definiti alcuni aspetti fondamentali, come le spese effettivamente sostenibili.
Per adesso, nel corso della conferenza stampa, sono stati anticipati i contorni di una misura che si andrà a rivolgere, secondo le stime, a circa 5,5 milioni di pensionati.
Ovviamente non bisogna necessariamente essere titolari di un assegno pensionistico per averne diritto: a oggi gli unici requisiti noti sono due, uno di tipo anagrafico - l’età, che deve essere di almeno 75 anni compiuti - e uno economico.
Meloni in conferenza ha parlato di una “pensione fino a 28.000 euro”, quindi circa 2.100 euro lordi mensili, ma molto probabilmente in questo computo rientreranno anche eventuali altri redditi di cui è titolare la persona. Non è invece ancora chiaro se possano esserci più titolari della carta nello stesso nucleo familiare, come pure se nella valutazione del requisito economico si terrà conto anche di eventuali redditi dell’altro coniuge.
Dettagli che, come anticipato, molto probabilmente verranno approfonditi solamente in un successivo decreto attuativo della misura.
Per cosa si può spendere
Come anticipato, il voucher sociale è destinato alle spese sanitarie della persona con almeno 75 anni, in particolare a quelle che non sono già coperte dal Servizio sanitario nazionale.
Ad esempio, per quanto riguarda i farmaci, sono a carico del cittadino quelli di fascia C e da banco: si pensi ad alcuni antidolorifici e antinfiammatori, per i quali la rimborsabilità dipende dal singolo prodotto e dalle condizioni di prescrizione. Da chiarire anche se nelle spese finanziabili potranno rientrare prodotti parafarmaceutici, come cerotti e garze, come pure eventuali integratori. Altro aspetto da chiarire è quello delle spese per prodotti omeopatici.
Per quanto riguarda le visite, invece, tra le cure che possono restare a carico del cittadino ci sono quelle odontoiatriche, quando non ricorrono le condizioni per accedere all’assistenza pubblica: non a caso Tajani ha fatto riferimento alla “dentiera di Berlusconi”.
Ci sono poi le visite specialistiche effettuate privatamente o in intramoenia, che possono essere a pagamento anche quando la stessa prestazione è disponibile attraverso il Ssn. Un modo anche per non dover attendere i lunghi tempi del pubblico, con la speranza che attraverso il voucher possa esserci un maggiore ricorso alle visite private e un conseguente alleggerimento delle liste di attesa.
Ribadiamo comunque che questi sono soltanto esempi di possibili utilizzi: per i dettagli su come utilizzare la carta bisognerà molto probabilmente attendere l’apposito decreto attuativo, con il quale verrà fatta chiarezza in merito.
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