Pensioni anticipate, salta la riforma? Non c’è accordo nella maggioranza

Simone Micocci

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Legge di Bilancio, non c’è accordo nella maggioranza rispetto all’utilizzo che si dovrà fare degli 850 milioni di euro previsti nell’apposito fondo. Quota 100 o una maxi Ape Sociale?

Pensioni anticipate, salta la riforma? Non c'è accordo nella maggioranza

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Come abbiamo già avuto modo di affrontare, al momento nel testo della legge di Bilancio 2027 non figura alcuna misura dedicata al pensionamento anticipato a 64 anni, come invece Matteo Salvini ha lasciato intendere nella conferenza stampa di presentazione della manovra.

L’unica novità rispetto al tema della flessibilità è quella riguardante un apposito Fondo per la revisione del sistema pensionistico, finanziato con 850 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029. Poco più di 2,5 miliardi di euro che, secondo Matteo Salvini, consentiranno la revisione della legge Fornero attraverso il riconoscimento di regole meno severe per il pensionamento di coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 1996 e pertanto non possono accedere all’opzione della pensione anticipata che richiede 64 anni di età e 20 anni di contributi.

Tuttavia, proprio questo Fondo potrebbe creare una spaccatura nella maggioranza, in quanto non sembra esserci un accordo rispetto a come, e per cosa, dovrà essere utilizzato. D’altronde, che non ci fosse unità di intenti era già chiaro dal fatto che per la prima volta in manovra non ci fosse la misura che viene finanziata, ma solamente il finanziamento, rimandando quindi a uno specifico decreto il compito di definirne i contorni.

A dimostrazione del fatto che l’accordo sia tutt’altro che fatto c’è un’intervista di Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia, rilasciata a Repubblica, il quale richiama proprio il modo in cui è stato scritto l’articolo che regolamenta il Fondo, lasciando intuire che le parole scelte dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, abbiano un peso non indifferente.

Pensione a 64 anni nel 2027, nessuna certezza? A cosa serve ufficialmente il Fondo in LdB

Serve quindi il richiamo alla norma per capire le ragioni di questo “scontro” all’interno della maggioranza di governo. Nel dettaglio, ufficialmente il Fondo da 2,5 miliardi di euro per il triennio 2027-2029 servirà a finanziare interventi diretti a “disciplinare misure di supporto in uscita dal mercato del lavoro, anche con riferimento a specifici soggetti in difficoltà e con eventuali misure in materia di ammortizzatori sociali”.

Parole che secondo Marco Osnato, responsabile economico di Fratelli d’Italia, non fanno un chiaro riferimento a un pensionamento generalizzato a 64 anni, come invece è obiettivo della Lega. A tal proposito, in un’intervista pubblicata lunedì 2 novembre su Repubblica, specifica che obiettivo del Fondo sarà quello di aiutare particolari categorie di lavoratori, come ad esempio quelli impiegati in “comparti usuranti o in situazioni critiche”.

“Altri governi hanno corretto la Fornero con norme ad impatto sociale alto”, ha aggiunto Osnato, che vista l’importanza del suo ruolo in Fratelli d’Italia rappresenta una “voce” di cui tener conto e che pertanto potrebbe aver anticipato l’utilizzo che verrà fatto dei circa 2,5 miliardi di euro.

Da qui la domanda su una maxi Ape Sociale, allargando quella che è la platea che oggi può accedere all’anticipo pensionistico - il cui requisito, tra l’altro, è stato portato a 63 anni e 6 mesi attraverso un incremento di un mese che di fatto segue quello che scatterà sulle pensioni di vecchiaia e anticipate - a cui Osnato ha risposto dicendo che, pur non essendo uno che si appassiona alla “battaglia dei nomi”, sarebbe comunque “soddisfatto laddove ci saranno lavoratori che ne trarranno beneficio”.

La posizione di Osnato - che non è detto, ovviamente, sia la stessa della presidente del Consiglio - rimanda quindi a una riforma più settoriale, attraverso un’attenta valutazione del lavoro che viene svolto. E potrebbe non essere il solo: d’altronde, come spiegato da lui stesso, “se Giorgetti l’ha scritta così vorrà pur dire qualcosa”.

Pensione a 64 anni, il piano della Lega

Nonostante la differenza di opinioni, Osnato riconosce comunque il “serio” lavoro che sta svolgendo il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, il quale avrà adesso il compito di sottoporlo al Parlamento.

Un lavoro che, come anticipato, partirà dall’obiettivo di consentire il pensionamento a 64 anni di età a una platea il più ampia possibile, provando a superare i dubbi di una parte della maggioranza e, soprattutto, a far quadrare i conti.

Perché 850 milioni di euro l’anno non sembrano essere sufficienti per un’estensione generalizzata dell’opzione contributiva della pensione di vecchiaia: difficilmente verrà consentito anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 di andare in pensione a 64 anni e 1 mese di età, con 20 anni di contributi e un assegno - calcolato interamente con il contributivo - pari ad almeno 3 volte il valore dell’Assegno sociale.

La proposta sulla quale si proverà a far convergere la maggioranza dovrebbe prevedere un requisito contributivo ben più alto - almeno di 36 anni, richiamando così una nuova Quota 100 - mantenendo tanto il requisito economico quanto il ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

Se basterà oppure se davvero, come scritto in manovra, le risorse saranno perlopiù destinate a un’estensione dell’elenco di gravosi e usuranti, sarà il tempo a dirlo.

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