Nuovo codice della strada, nascono i parcheggi rosa: come funzionano e a chi sono riservati

Stefano Rizzuti

12 Novembre 2021 - 12:22

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La riforma del codice della strada introduce importanti novità sui parcheggi rosa: vediamo di cosa si tratta, chi può utilizzarli e come ottenere il permesso necessario per sfruttare questi stalli.

Il nuovo codice della strada, entrato in vigore il 10 novembre, introduce i parcheggi rosa. Si tratta dei parcheggi riservati alle donne in gravidanza e ai genitori con figli al di sotto dei due anni. In realtà i parcheggi rosa esistevano già in Italia ma erano i comuni a prevederli, mentre ora esiste una normativa nazionale che li disciplina.

Gli stalli rosa verranno anche ora predisposti dal sindaco con un’ordinanza con la quale stabilirà di riservare alcuni parcheggi alle donne in gravidanza e ai neo-genitori che siano muniti di contrassegno speciale. La riforma del codice della strada introduce la possibilità per i sindaci di riservare alcuni posti anche al parcheggio dei veicoli elettrici e di quelli adibiti al trasporto scolastico. Ma vediamo tutto quello che c’è da sapere sui parcheggi rosa e quali sono le novità.

Parcheggi rosa, come funzionavano prima

Prima della riforma del codice della strada introdotta dal decreto Infrastrutture e Trasporti i comuni avevano la possibilità di riservare spazi limitati per la sosta dei veicoli, ma solo ad alcune categorie di persone come quelle a limitata mobilità. Tra queste categorie poteva rientrare anche quella delle persone in gravidanza, anche se non esplicitamente citata.

Alcuni comuni hanno quindi decido di riservare l’area di sosta alle donne in gravidanza e ai genitori con figli piccoli, ma senza uniformità nazionale. Solitamente le strisce rosa sono state previste nelle vicinanze dei servizi pubblici essenziali: ospedali, consultori, asl, scuole, parchi, banche, uffici postali.

Come cambia la normativa sugli stalli rosa

Con la riforma ai comuni viene espressamente riservata la possibilità di prevedere i parcheggi rosa. Al comma finora in vigore viene aggiunto il riferimento ai veicoli al servizio delle donne in stato di gravidanza e per i genitori con figli fino ai due anni. Per utilizzare questi stalli è necessario essere in possesso del contrassegno speciale denominato “permesso rosa”.

Il divieto di sosta sui parcheggi rosa

Il decreto Infrastrutture interviene anche sull’articolo 158 del codice della strada vietando la sosta negli spazi riservati ai veicoli con donne in gravidanza o genitori con figli sotto i due anni. In caso d’infrazione la multa prevista va da 80 a 328 euro per i ciclomotori e da 165 a 660 per gli altri veicoli.

Codice della strada, l’autorizzazione per i parcheggi rosa

Un’altra norma introdotta riguarda nello specifico la previsioni di appositi spazi per la sosta dei veicoli dei neo-genitori e delle donne in gravidanza. In particolare “gli enti proprietari della strada possono allestire spazi per la sosta, mediante la segnaletica necessaria, per consentire e agevolare la mobilità di tali soggetti secondo le modalità stabilite nel regolamento”, come si legge nel decreto.

Cos’è il permesso rosa e come ottenerlo

L’autorizzazione deve essere rilasciata dal comune di residenza attraverso quello che viene chiamato permesso rosa. Per ottenerlo bisogna quindi rivolgersi ai comuni: solitamente ogni ente locale predispone appositi moduli in cui inserire i dati da presentare poi all’Urp comunale o al comando della polizia municipale.

Solitamente è possibile inviare i moduli anche attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno, via pec o attraverso procedura telematica (autenticandosi con Spid). Per ottenere il permesso rosa vengono normalmente richiesti:

  • Copia del certificato della presunta data del parto o il certificato di nascita;
  • Copia della patente;
  • Copia del libretto dell’auto.

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