Panama e Stati Uniti firmano un Memorandum d’Intesa: cosa c’è dietro

Roberto Vivaldelli

20/04/2025

Panama e Stati Uniti hanno siglato un Memorandum d’Intesa per la cooperazione sulla sicurezza, consentendo missioni congiunte e addestramento

Panama e Stati Uniti firmano un Memorandum d’Intesa: cosa c’è dietro

Da quando è tornato alla Casa Bianca, Donald Trump ha posto il canale di Panama al centro della sua strategia. Motivo?

Il Canale di Panama funge da collegamento vitale tra gli oceani Atlantico e Pacifico. Il canale facilita il 6% del commercio marittimo mondiale ed è una rotta chiave per il traffico di container statunitensi.

Inoltre, la Zona Franca di Colón è un importante centro di trasbordo, e il Paese offre un ambiente fiscalmente efficiente per le imprese internazionali. Trump, come Reagan prima di lui, considera il controllo statunitense un simbolo di influenza globale. Nonostante le critiche delle élite, l’attenzione di Trump al recupero di asset strategici sottolinea un impegno per gli interessi nazionali americani.

Un primo successo Trump lo ha ottenuto. Dopo le polemiche sulla sovranità del canale e svariate dichiarazioni, il 9 aprile scorso, il Ministero della Sicurezza Pubblica della Repubblica di Panama e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti hanno siglato un Memorandum d’Intesa (MoU) che stabilisce un quadro per attività di cooperazione sulla sicurezza in Panama. Firmato a Panama City dal Ministro della Sicurezza Pubblica panamense Frank Alexis Abrego e dal Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, l’accordo formalizza la presenza e le operazioni del personale e dei contractors americani in specifiche installazioni panamensi, tra cui la Stazione Navale di Rodman, la Base Aerea di Howard e la Base Aerea Navale di Cristóbal Colón. Entrato in vigore dalla data dell’ultima firma, il MoU ha una validità iniziale di tre anni, rinnovabile per ulteriori periodi triennali, con possibilità di recesso tramite notifica scritta con sei mesi di preavviso.

L’accordo consente missioni di interdizione aerea e marittima, addestramento congiunto con le forze panamensi sotto il Comando Sud degli Stati Uniti, missioni umanitarie ed esercitazioni volte a rafforzare la stabilità regionale. Esclude esplicitamente la creazione di basi militari statunitensi permanenti, con Panama che mantiene la piena autorità amministrativa su tutti i siti. Le missioni sono a carattere rotazionale, soggette all’approvazione panamense e conformi ai quadri giuridici del Paese, inclusi il Trattato di Neutralità del 1977 e la Costituzione panamense.

La sovranità sul canale

Il 10 aprile, il Ministro Abrego ha riaffermato la sovranità di Panama sul Canale di Panama, chiarendo che il MoU non implica la cessione di controllo né l’istituzione di basi militari straniere. Rispondendo alle preoccupazioni dell’opinione pubblica, ha sottolineato che i termini della cooperazione sono stati pienamente divulgati e rispettano la Costituzione e il Trattato di Neutralità, escludendo la costruzione di installazioni militari permanenti. Il personale e i contractors americani operano sotto la supervisione panamense, in un contesto di piena trasparenza.

Il Ministero degli Affari Esteri di Panama ha ribadito che l’intesa mira a rafforzare la cooperazione sulla sicurezza contro minacce ibride, mantenendo il principio della sovranità panamense. L’accordo prevede che il transito di navi da guerra e vascelli ausiliari di entrambe le nazioni avvenga secondo un quadro di “priorità e gratuità”, in linea con il Trattato di Neutralità. Le due parti si sono impegnate a sviluppare un meccanismo a costo neutro per compensare i servizi di transito forniti alle navi militari, in conformità con le norme internazionali.

Il contesto geopolitico

L’intesa si inserisce in un contesto di crescente competizione geopolitica, in particolare per contrastare l’influenza cinese nella zona del Canale di Panama. Da quando è tornato in carica a gennaio 2025, il Presidente statunitense Donald Trump ha promesso di contrastare quella che ha definito l’“influenza maligna” di Pechino in America Latina. Durante una visita di alto profilo a Panama, il Segretario Hegseth ha descritto il Canale come un “terreno chiave che deve essere protetto da Panama insieme all’America, e non dalla Cina”. Le operazioni attuali coinvolgono due incrociatori della Marina statunitense, una nave della Guardia Costiera, quattro caccia F-18 e oltre 1.000 militari americani, inclusa una compagnia di fanteria dei Marines, che partecipano a esercitazioni con le forze panamensi.

Le dichiarazioni di Trump, che includono riferimenti a un ruolo strategico degli Stati Uniti non solo in Panama, ma anche in Groenlandia e Canada, non sono semplici provocazioni di un leader eccentrico, come alcuni potrebbero pensare. Al contrario, riflettono una visione radicata nella tradizione politica statunitense, che affonda le sue radici nella Dottrina Monroe del XIX secolo e nel Corollario Roosevelt. Questa visione privilegia un approccio muscolare, focalizzato sull’interesse nazionale, rispetto a tentativi di imporre l’influenza americana in aree remote attraverso conflitti prolungati, le cosiddette Endless Wars. E Panama è al centro della strategia di Trump.