Oro, il prezzo continua a salire: ecco perché

Giorgia Bonamoneta

15 Gennaio 2023 - 11:21

condividi

Il prezzo dell’oro continua a crescere e gli analisti prevedono il raggiungimento dei 2.100 dollari all’oncia. Ecco perché il prezzo sale.

Oro, il prezzo continua a salire: ecco perché

Le banche, così come i singoli individui, utilizzano l’oro come un bene rifugio. Nel 2022 le banche hanno acquistato molte tonnellate di oro con lo scopo di aumentare le riserve del prezioso materiale, un aumento che secondo il Word Gold Council è di oltre 750 tonnellate. Un livello quasi da record, almeno negli ultimi cinquant’anni.

Nel frattempo il prezzo dell’oro continua a crescere e ha già superato quota 1.900 dollari l’oncia. Secondo gli esperti questo è dovuto alle turbolenze del mercato e al rischio di recessione che grava sull’Occidente che ha portato le banche centrali ad aumentare l’acquisto. Nel 2023 l’ipotesi è che il prezzo dell’oro arrivi a superare i 2.100 dollari l’oncia. Mentre le banche continuano ad aggiungere oro alle riserve, la prospettiva che va a delinearsi è quella di una corsa all’oro nei prossimi anni.

Ma quali sono le ragioni per acquistare tanto oro? La risposta non è mai univoca e anche in questo caso si tratta di una serie di fattori che concorrono a questo aumento di acquisto e di prezzo. Ecco quali sono secondo gli esperti e perché il prezzo dell’oro continuerà a crescere.

Prezzo dell’oro cresce: stime a 2.100 dollari all’oncia

Lo abbiamo già raccontato diverse volte: l’andamento del prezzo dell’oro è molto sensibile alle dinamiche macroeconomiche. L’oro è considerato un “bene rifugio” non solo dalle banche centrali, ma anche dai singoli che lo accumulano per poter avere una sorta di ancora di salvataggio in caso di crisi economica.

Oggi il valore dell’oro continua a crescere e lo fa influenzato dall’incertezza che grava sui mercati. Non solo. Infatti l’aumento del prezzo dell’oro è legato anche all’aumento degli acquisti da parte delle banche centrali.

Tra queste le banche centrali di Turchia ed Emirati Arabi Uniti hanno influenzato il prezzo dell’oro in maniera notevole da inizio novembre. Infatti nel 2022 hanno aumentato l’oro acquistato, con la Turchia arrivata a 100 tonnellate nel 2022 e gli Emirati con un incremento di 9 tonnellate solo a ottobre.

A fronte di questa tendenza, secondo gli analisi il prezzo dell’oro potrebbe arrivati a superare la soglia di 2.100 dollari l’oncia nel 2023. Il motivo sarebbe proprio la corsa all’oro delle banche in funzioni anti-inflazione.

Record di acquisto dal 1974: i dati del World Gold Council

Secondo i dati del World Gold Council nei primi mesi del 2022 le banche centrali hanno acquistato 673 tonnellate d’oro, primo record toccato dal 1967 e negli ultimi mesi del 2022 vi è stato un ulteriore aumento che ha portato le tonnellate acquistate totali a 750. Un nuovo livello di record dal 1974.

Al primo posto per acquisto di oro ci sono gli Stati Uniti con oltre 8.000 tonnellate d’oro in cassaforte, in seconda posizione si trova la Germania e al terzo posto l’Italia con 2.452 tonnellate, per la maggior parte il lingotti.

La politica di aumento delle riserve auree delle banche punta a proteggere i bilanci in caso di scelte politiche dei governi che potrebbero destabilizzarli. Infatti, come commenta Daniel Lacalle su The Epoch Times, è proprio quando le banche rischiano perdite che acquistano un bene rifugio come l’oro.

Argomenti

# Oro

Nessun commento

Gentile utente,
per poter partecipare alla discussione devi essere abbonato a Money.it.

Iscriviti a Money.it

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.