Conferenza Onu sugli oceani: è stato d’emergenza

1 Luglio 2022 - 14:55

1 Luglio 2022 - 14:58

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Stato d’emergenza per gli oceani. Alla conferenza Onu, António Guterres espone la necessità di preservare l’ecosistema marino.

Conferenza Onu sugli oceani: è stato d'emergenza

Alla conferenza Onu sugli oceani, António Guterres ha dichiarato che si trovano in uno stato di emergenza. Servono più strumenti per proteggerli.
«Purtroppo, abbiamo dato per scontato il tema della protezione degli oceani e oggi affrontiamo quello che chiamerei proprio un oceano di emergenza. Dobbiamo invertire la tendenza». Guterres ha esortato i governi a fare di più per ripristinare la salute di questi preziosi ecosistemi.

Solamente l’1% delle acque internazionali è protetto

António Guterres – che è nato a Lisbona – ha inaugurato i lavori della conferenza citando uno dei poeti più famosi del Portogallo, Fernando Pessoa: «Dio ha voluto che la Terra fosse una cosa sola. Che il mare unisca, non separi più». Nella stessa occasione, il segretario ha messo in evidenza che l’egoismo di alcune Nazioni sta ostacolando gli sforzi per arrivare a un trattato atteso da molto tempo per proteggere gli oceani del mondo. A marzo, infatti, gli Stati membri delle Nazioni Unite sono stati criticati da scienziati e ambientalisti per non aver raggiunto un accordo comune sulla protezione del mare da sfruttamento e inquinamento. Del 64% dell’oceano oltre i limiti territoriali, infatti, solo l’1,2% è attualmente protetto.

Bisogna aumentare i fondi dedicati alla sostenibilità degli oceani

Durante il primo giorno di conferenze, Guterres ha ricordato i progressi raggiunti dall’ultima conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani del 2017, in particolare quelli per limitare i sussidi alla pesca dannosi. Ma ora è necessario che i governi aumentino le loro ambizioni, inclusi maggiori finanziamenti per l’innovazione scientifica in questo campo. Infatti, al centro degli incontri di Lisbona c’è l’esigenza di incrementare le conoscenze scientifiche e tecnologiche al fine di costruire un sistema di resilienza degli oceani. A questo proposito, Guterres ha chiesto che venga mappato l’80% dei fondali marini entro il 2030.

Una gestione più sostenibile dei mari potrebbe incrementare di sei volte la produzione di cibo rispetto ai livelli attuali e generare una quantità quaranta volte superiore di energia rinnovabile, oltre a proteggere gli abitanti delle zone costiere dagli effetti delle inondazioni. Più di 3,5 miliardi di persone dipendono dall’oceano per la sicurezza alimentare, mentre 120 milioni lavorano direttamente in attività legate alla pesca e all’acquacoltura, la maggior parte nei piccoli Stati insulari e nei Paesi meno sviluppati.

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