Un nuovo giacimento d’oro da record. Questo Paese esulta

Alessandro Nuzzo

22 Dicembre 2025 - 19:49

In Cina scoperto il primo giacimento aurifero sottomarino, che si è rivelato il più grande dell’Asia.

Un nuovo giacimento d’oro da record. Questo Paese esulta

Da tempo la Cina guida la classifica mondiale dei produttori di oro, mantenendo il primato per quantità estratte. Nel 2024 la produzione ha raggiunto circa 370 tonnellate e anche nel 2025 i livelli restano sostanzialmente invariati. Alle sue spalle si colloca l’Australia, con poco più di 300 tonnellate annue, seguita a breve distanza dalla Russia. Il Canada occupa la quarta posizione con circa 200 tonnellate, mentre gli Stati Uniti chiudono la top five intorno alle 170 tonnellate, a dimostrazione di un settore sempre più competitivo e distribuito su scala globale.

Il predominio cinese non è frutto del caso. Da oltre dieci anni Pechino ha attuato un programma statale di investimenti in ricerca di nuovi giacimenti e soprattutto ha rafforzato la propria posizione attraverso investimenti strategici all’estero, in particolare nel continente africano. Il controllo diretto o indiretto di numerose miniere consente alla Cina di stabilizzare le forniture e ridurre la dipendenza dai mercati esterni. In questo contesto, una recente scoperta aurifera potrebbe rafforzare ulteriormente la leadership del Paese, proiettandolo saldamente al vertice della produzione mondiale anche per i prossimi anni, con ricadute economiche e geopolitiche di grande rilievo.

Scoperto in Cina il primo giacimento aurifero sottomarino

La Cina continua a scoprire nuove quantità di oro grazie a ingenti investimenti statali nella ricerca. L’ultima scoperta riguarda il primo giacimento aurifero sottomarino, rivelatosi il più grande dell’Asia. Si tratta di un deposito situato al largo della costa della città di Laizhou, nella provincia di Shandong.

A una profondità di circa 3.000 metri si stima possano esserci oltre 1.100 tonnellate di oro, il cui valore stimato è compreso tra gli 80 e gli 83 miliardi di dollari. Grazie a questa scoperta, le riserve auree totali della regione superano ora le 3.900 tonnellate. Questo significa che circa un quarto di tutte le riserve d’oro della Cina è concentrato nello Shandong.

Come detto, questi risultati prestigiosi nella scoperta di nuovi giacimenti auriferi sono resi possibili da un massiccio programma statale di esplorazione mineraria. Pechino ha già stanziato 64 miliardi di dollari per la ricerca e i risultati iniziano a essere evidenti. La scoperta annunciata lo scorso novembre è stata la più grande mai registrata dalla nascita della Repubblica Popolare nel 1949. E se nell’area orientale del Paese i dati sono già impressionanti, nella parte occidentale, sui monti Kunlun nello Xinjiang, i geologi hanno stimato riserve superiori alle 1.000 tonnellate in un altro giacimento individuato di recente. Tutte queste nuove scoperte non fanno che rafforzare ulteriormente la leadership della Cina nel mercato globale dell’oro.

Scoperto un grande giacimento anche in Kenya

C’è però anche un altro Paese che festeggia importanti novità sul fronte aurifero: il Kenya. Qui potrebbe essere stato individuato il più grande giacimento d’oro degli ultimi due decenni. La scoperta è avvenuta a nord del lago Vittoria, nella contea di Kakamega, e secondo le prime valutazioni il valore complessivo potrebbe aggirarsi intorno ai 50 miliardi di dollari. Prima dell’avvio delle attività estrattive sarà però necessaria una valutazione di impatto ambientale e il progetto è attualmente in attesa del via libera definitivo da parte dell’autorità ambientale competente.

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