Con l’avvio dell’impianto di Golden Pass, posseduto da Exxon Mobil e da Qatar Energy, dal prossimo marzo saranno disponibili sui mercati mondiali altri 18 milioni di tonnellate all’anno di gas naturale liquefatto (GNL). Una invasione di gas liquido che percorrerà gli oceani sulle navi metaniere per portare il gas dove serve (anche in Europa, naturalmente), consolidando il primato degli Stati Uniti come maggiore esportatore mondiale di GNL.
In questi giorni si stanno effettuando gli ultimi ritocchi e le prime prove di produzione. Si tratta di un progetto enorme, per un investimento di 10 miliardi di dollari, iniziato nel 2019, cioè prima della grande crisi del gas del 2021-2022. Negli anni il progetto ha subito ritardi e i più vari inconvenienti. Ad esempio, il main contractor, Zachry Holdings Inc., a un certo punto ha presentato istanza di fallimento e abbandonato il progetto, sostenendo che i costi avevano superato i ricavi.
La cosa ha comportato grandi ritardi nel completamento degli impianti, posticipando l’entrata in esercizio di circa due anni. La storia di Golden Pass risale al 2011, quando era un terminale di rigassificazione per l’importazione di GNL. Dopo la grande spinta dello shale gas, estratto con la tecnica del fracking, e l’aumento della domanda di gas, il terminale si è trasformato ed ora diventerà il punto di partenza di grandi volumi di GNL. Gli Stati Uniti hanno diversi altri progetti in fase di sviluppo avanzato.
Ora l’impianto è pronto a partire e i mercati vedranno quindi l’arrivo di notevoli volumi in offerta, il che, tendenzialmente, dovrebbe far abbassare i prezzi. Ma questo non sta succedendo, perché nel frattempo diversi altri progetti nel mondo, che avrebbero dovuto partire quest’anno, sono in ritardo ed alcuni sono posticipati all’anno prossimo. Ad esempio la stessa Qatar Energy, comproprietaria di Golden Pass, in patria ha deciso di rallentare l’espansione del progetto North Field Est, posticipandolo al quarto trimestre di quest’anno o forse al 2027. Il North Field East aggiungerebbe 32 milioni di tonnellate all’anno all’attuale produzione qatarina, pari a circa 81 milioni di tonnellate all’anno, per la gran parte diretta in Asia. Questo fa da freno ad un calo eccessivo dei prezzi, che con l’arrivo di molti volumi sul mercato tende a indebolirsi.
Qatar Energy avrà diritto ad avere il 70% della produzione, mentre a Exxon Mobili andrà il 30%.
Golden Pass, inoltre, ha appena ricevuto l’autorizzazione a costruire un nuovo breve gasdotto per collegarsi ad alcuni giacimenti nel bacino del Permiano, l’area degli Stati Uniti più ricca di pozzi di estrazione di gas e petrolio. Questo gli permetterà di avere forniture alternative a quelle dei gasdotti nazionali.
Gli Stati Uniti sono già il primo esportatore mondiale di GNL. I dati dell’Agenzia per l’energia americana, l’EIA, confermano il primato, con esportazioni record nel mese di novembre 2025 pari a 14,9 miliardi di metri cubi, che porta il totale degli undici mesi a circa 140 miliardi di metri cubi. Un numero che conferma il primato americano nei mercati mondiali.