Novità Tari dal 1° gennaio 2027, cosa cambia per versamenti e sanzioni

Patrizia Del Pidio

21 Settembre 2026 - 14:58

Novità TARI dal 1° gennaio 2027. Cosa prevede il D.Lgs. 147/2026 sul termine unico di 90 giorni e sul taglio delle sanzioni sui rifiuti.

Novità Tari dal 1° gennaio 2027, cosa cambia per versamenti e sanzioni

Novità in ambito Tari a partire dal 1° gennaio 2027. Il decreto legislativo numero 147 del 7 agosto 2026 segna un punto di svolta per i tributi locali introducendo una revisione delle regole che riguardano la tassa rifiuti.
Il decreto è stato emanato in attuazione della riforma fiscale e ha l’obiettivo di ridefinire il rapporto tra enti locali e contribuenti. Quello che si vuole raggiungere è una trasparenza maggiore e una semplificazione.

Le nuove regole incidono sui tempi burocratici e sulle sanzioni che saranno alleggerite a partire dal prossimo anno, ma attenzione, non si tratta solo di una riduzione delle sanzioni, ma di una vera e propria trasformazione del regime sanzionatorio. Le scadenze a livello nazionale, inoltre, saranno uniformi per fare in modo che le dichiarazioni possano essere trasmesse in tutta Italia entro le stesse date. A cambiare, poi, è anche il metodo di accertamento: per favorire il dialogo con i cittadini i Comuni dovranno prediligere l’adempimento spontaneo prima di emettere cartelle e sanzioni.

Vediamo, quindi, come cambiano le regole della Tari dal prossimo anno.

Tempi certi per la dichiarazione Tari

Una delle novità più importanti per la tassa sui rifiuti riguarda la dichiarazione Tari che oggi è normata dai regolamenti comunali molto frammentati tra un’area e un’altra del nostro Paese. In caso di nuova occupazione, di variazione delle superfici, di cessazione dell’utenza, dal 1° gennaio 2027 viene introdotto il termine unico nazionale di 90 giorni dal verificarsi dell’evento.

In questo modo si dice addio alle scadenze disomogenee dei regolamenti comunali, sostituite da un calendario unico a livello nazionale che diventa anche più accessibile per il cittadino.

Addio alle stangate sulla Tari

Il cuore delle novità va ricercato nelle modifiche apportate al regime sanzionatorio. Il Dlgs 147 elimina le forbici sanzionatorie che i Comuni potevano applicare e taglia la percentuale delle multe. Vediamo come cambiano le regole rispetto al passato.

Per la dichiarazione Tari omessa oggi la sanzione va dal 100% al 200% del tributo non versato: i Comuni hanno ampia discrezionalità nello scegliere quanto la multa sarà pesante. Dal 1° gennaio 2027 la sanzione diventa fissa al 100% della somma dovuta con un minimo di 50 euro. I Comuni non potranno aumentarne l’importo.

In caso di dichiarazione infedele (dichiarazione presentata con dati falsi, incompleti o errati) oggi la sanzione oscilla dal 50% al 100% della maggiore imposta dovuta. Dal 2027 la sanzione diventa fissa al 40% della maggiore Tari dovuta. Per chi sbaglia in buona fede, quindi, l’errore costerà molto meno.

Prima della multa la compliance

Il decreto cambia anche la filosofia del recupero crediti. Prima che scatti un accertamento esecutivo i Comuni dovranno favorire l’adempimento spontaneo. Proprio per questo gli enti locali saranno chiamati a inviare ai contribuenti lettere di compliance o avvisi bonari che segnalino anomalie. Il cittadino, poi, avrà 60 giorni di tempo per rispondere o presentare la documentazione che giustifichi l’errore. Con la lettera di compliance non sono previste sanzioni piene.

Anche a livello locale, quindi, per azzerare i contenziosi si predilige una fase di contraddittorio obbligatorio prima dell’accertamento.

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