Le ipotesi sul condono edilizio nella Legge di Bilancio 2027. Stato dell’arte della norma, proposte in discussione ed effetti sul mercato immobiliare.
L’attesa di un condono edilizio è un vero e proprio fenomeno sociale che si trascina da anni in Italia. Non si tratta solo del desiderio di sanare un abuso edilizio, ma rappresenta una necessità che, molto spesso, riguarda milioni di cittadini, le casse dello Stato e il mercato immobiliare italiano.
Per questo motivo ogni anno, quando si inizia a parlare della manovra di fine anno, le proposte di un condono edilizio vengono avanzate. Lo stesso potrebbe accadere con la Legge di Bilancio 2027.
Moltissimi proprietari immobiliari che hanno piccole o grandi difformità si trovano nella condizione di non poter vendere la casa o chiedere un mutuo ipotecario. Se manca la regolarità urbanistica, infatti, i passaggi di proprietà si bloccano e si congelano anche i finanziamenti bancari legati agli immobili. La conseguenza diretta consiste nel blocco della circolazione degli immobili.
La presenza di abusi edilizi, poi, esclude i proprietari dalle agevolazioni edilizie (come nel caso del superbonus) e questo alimenta la richiesta di un condono che annulli le piccole e grandi difformità.
La normativa attuale permette una sanatoria solo se l’abuso rispetta il requisito della doppia conformità (conforme alle regole di quando è stato realizzato e a quelle del momento in cui si chiede la sanatoria) e questo rende impossibile sanare moltissimi interventi realizzati nel passato (anche se il decreto Salva Casa ha fortemente superato e alleggerito il requisito della doppia conformità per alcune categorie di abuso).
Perché serve un condono edilizio
Un condono edilizio serve anche per garantire un’entrata economica certa e immediata per lo Stato grazie al pagamento delle sanzioni e degli oneri di urbanizzazione. Un intervento in tal senso, inoltre, permette di appianare i micro abusi realizzati su un patrimonio immobiliare molto vecchio soggetto a leggi urbanistiche che sono profondamente cambiate nel corso degli anni stratificandosi. Muri spostati, finestre modificate, verande diventano, quindi, l’ostacolo alla vendita dell’immobile anche se i proprietari non vedono gli interventi come veri e propri abusi edilizi.
Quella che si attende, quindi, è una sorta di pace edilizia per liberare gli immobili dalla burocrazia in modo da restituire alle case il reale valore commerciale e sbloccare l’economia del mercato immobiliare.
Condono edilizio in Legge di Bilancio 2027
Non esiste alcuna proposta di condono edilizio da inserire nella Legge di Bilancio 2027, attualmente. La misura è soltanto un dossier politico, un’ipotesi normativa che è al centro del dibattito politico in un momento in cui si sta cercando di definire la prossima manovra finanziaria.
La situazione attuale vede alcuni partiti della maggioranza di Governo aver manifestato l’intenzione di presentare un emendamento per la legge di bilancio. L’idea è quella di riaprire i termini del terzo condono edilizio, quello realizzato nel 2003, introducendo delle modifiche che lo estendano alle Regioni rimaste parzialmente escluse dai benefici (come la Campania, per esempio).
Nonostante questa intenzione al momento non c’è un testo, si tratta di tentativi molto simili a quelli già provati nella definizione delle scorse leggi di bilancio.
Se l’emendamento dovesse essere inserito e approvato nella prossima manovra, spetterebbe alle singole Regioni definire l’effettivo perimetro di applicazione e decidere se attivare o meno lo strumento sul proprio territorio.
Le proposte inserite lo scorso novembre come emendamento alla Legge di Bilancio 2026 erano quattro:
- due per riaprire la sanatoria del 2003;
- una per prendere in considerazione gli abusi edilizi realizzati entro il 30 settembre 2025;
- una per definire le pratiche legate a condoni passati.
Non si può, attualmente parlare di un prossimo condono edilizio, perché prima di farlo è necessario scrivere un testo che contenga una data limite per gli abusi, gli abusi ammessi e quelli esclusi, oltre alle regole per le aree vincolate. Fino a che non c’è un testo da prendere in considerazione, quella del condono edilizio resta soltanto un’ipotesi.