Notifica illegittima cartelle esattoriali: quando la Cassazione dà ragione al contribuente

Claudia Cervi

18/07/2022

18/07/2022 - 11:53

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Senza l’affissione alla porta dell’avviso di deposito, la notifica della cartella esattoriale è illegittima. Attenzione, è un caso particolare che la Cassazione spiega in una recente ordinanza.

Notifica illegittima cartelle esattoriali: quando la Cassazione dà ragione al contribuente

Una cartella esattoriale non correttamente notificata può (potenzialmente) paralizzare qualunque pretesa impositiva contenuta nell’atto. Tanto più se il contribuente è irreperibile. Lo conferma una recente ordinanza della Cassazione (n. 20683 del 28 giugno 2022) con cui viene respinto il ricorso dell’agente di riscossione.

Cosa si intende per notifica di una cartella esattoriale

La notifica è l’atto formale della Pubblica Amministrazione per mettere a conoscenza il contribuente dell’iscrizione a ruolo di una cartella esattoriale a suo carico. Con l’iscrizione a ruolo, la pratica di recupero crediti passa dall’ente impositore all’esattore (Agenzia delle Entrate Riscossione) ed è proprio attraverso la cartella di pagamento che il contribuente viene invitato a pagare le somme indicate entro un certo termine.

Tuttavia, la presenza di vizi nella notifica permette al contribuente di esercitare il diritto di difesa contro le pretese dell’ente impositore.

Come funziona la notifica di una cartella esattoriale

Tra le conseguenze della notifica di una cartella esattoriale possono esserci: il fermo amministrativo dell’auto, il pignoramento di un quinto dello stipendio, l’ipoteca sulla casa. Tutte azioni fortemente lesive della sfera personale del contribuente tanto più se lo stesso non ha avuto conoscenza della posizione debitoria.

A disciplinare la fase di notifica di una cartella esattoriale è il Codice di Procedura Civile, che prevede i diversi casi in cui un atto può dirsi notificato. Vediamoli di seguito:

  • notificazione in mani proprie: il destinatario è presente all’arrivo del messo notificatore e, a prescindere dal fatto che riceva l’atto o si rifiuti di farlo, la notifica si considera avvenuta ai sensi dell’art. 138 cpc;
  • irreperibilità relativa: il messo notificatore non trova né il destinatario, né i soggetti abilitati a ricevere l’atto (art. 139 cpc), portiere, familiare, coniuge. Oppure questi ultimi si rifiutano di ricevere la cartella. In questo caso il messo deve seguire la procedura indicata dall’art. 140 cpc e:
    • depositare l’atto in busta chiusa e sigillata presso il Comune dove deve essere eseguita la notifica;
    • affiggere sulla porta dell’abitazione l’avviso di deposito al Comune;
    • inviare la notizia dell’avvenuto deposito tramite raccomandata con avviso di ricevimento. In questo caso la notifica potrà dirsi perfezionata 20 giorni dopo;
  • irreperibilità assoluta: il messo notificatore non trova l’abitazione, l’ufficio o l’azienda del contribuente sebbene ne sia certificata l’esistenza nei pubblici registri. Dopo aver effettuato le accurate verifiche, il messo può seguire un iter semplificato dell’art. 140 cpc (previsto dall’art. 60 dpr 600/73 lettera “e”) con deposito dell’atto e affissione dell’avviso esclusivamente presso il Comune. La notifica si considera avvenuta dopo 8 giorni.

Notifica illegittima al destinatario relativamente irreperibile

Il caso trattato nell’ordinanza della Cassazione si riferisce a un procedimento notificatorio di una cartella esattoriale avvenuto prima della sentenza della Corte Costituzionale n. 258/2012.

Il fatto - Una società ha fatto ricorso in opposizione a intimazione di pagamento, sostenendo la nullità per invalidità del procedimento di notifica della cartella esattoriale. Il Tribunale ha accolto il ricorso, ma l’agente della riscossione si è rivolto alla Cassazione convinto della validità del procedimento notificatorio.

Ricordiamo che la pronuncia della Corte, con efficacia retroattiva, impone all’agente di riscossione, ai fini del perfezionamento della notifica, di eseguire tutti gli adempimenti prescritti dall’art. 140 cpc, tra cui l’inoltro al destinatario della raccomandata informativa del deposito dell’atto presso la casa comunale.

Per i giudici di legittimità poco importa se la notifica sia avvenuta prima della sentenza citata: l’agente di riscossione deve fornire la prova che la raccomandata informativa del deposito dell’atto presso la casa comunale sia effettivamente giunta al recapito del destinatario e che sia stata eseguita correttamente l’affissione al Comune.

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