Non tutti i prodotti green lo sono davvero. Il caso Sprout

Emanuela Ceccarelli

8 Settembre 2026 - 10:08

La contraffazione colpisce anche i prodotti green: il caso SproutWorld mostra come l’AI aiuti a contrastare i falsi venduti online.

Non tutti i prodotti green lo sono davvero. Il caso Sprout

L’interesse crescente dei consumatori verso i prodotti sostenibili ha trasformato l’impatto ambientale e il design dei prodotti in vere e proprie leve di acquisto.

Questa tendenza ha tuttavia reso il settore green un bersaglio primario per la contraffazione online. Il fenomeno riguarda da vicino soprattutto quelle aziende che hanno costruito il proprio successo su soluzioni innovative, come Sproutworld, nota per aver sviluppato una matita piantabile.

L’azienda danese negli ultimi tempi si trova a dover contrastare la diffusione di imitazioni sui marketplace internazionali. Il problema non riguarda solo le aziende, costrette a dover tutelare il proprio marchio e la proprietà intellettuale, ma anche i consumatori, che corrono il rischio di imbattersi in un prodotto contraffatto scambiandolo per un’alternativa realmente sostenibile.

Perché i prodotti sostenibili attirano i contraffattori?

Negli anni la contraffazione è stata legata soprattutto alle banconote, ai prodotti di lusso o all’elettronica, pensiamo per esempio alle borse che imitano i grandi marchi vendute in spiaggia o nei mercatini. Con la diffusione degli e-commerce e dei marketplace il fenomeno ha assunto dimensioni più ampie, coinvolgendo anche prodotti e categorie che fino a poco tempo fa sembravano meno esposte. Tra queste troviamo anche le soluzioni sostenibili, dove l’attenzione all’impatto ambientale si combina spesso con l’innovazione e il design dei prodotti.

La disponibilità dei consumatori a riconoscere un valore economico alla sostenibilità contribuisce a spiegare perché anche questo mercato possa attirare i contraffattori. In Italia, il 52% dei consumatori dichiara infatti di essere disposto a pagare un prezzo maggiore per brand sostenibili, mentre a livello globale la percentuale sale al 66%. È quanto emerge dalla Nielsen Global Survey of Corporate Social Responsibility and Sustainability, realizzata su oltre 30.000 consumatori in 60 Paesi. Dallo studio emerge inoltre che la sostenibilità incide concretamente sulle scelte di acquisto dei consumatori, contribuendo a rendere più rilevante anche il valore economico associato ai prodotti sostenibili.

SproutWorld, la matita piantabile copiata online

SproutWorld è stata fondata a Copenaghen nel 2013 dall’imprenditore danese Michael Stausholm, che ha costruito un modello di business intorno a una matita contenente una capsula con dei semi. Una volta terminato il suo utilizzo, ciò che resta della matita può essere piantato nel terreno, permettendo la crescita di piante aromatiche, fiori o persino ortaggi. L’azienda detiene brevetti per i propri strumenti di scrittura piantabili in 89 Paesi e dichiara di aver venduto oltre 90 milioni di matite nel mondo.

Il successo sul mercato di queste matite ha portato sempre più persone a sceglierle persino come bomboniere ecologiche e originali. La popolarità di questo prodotto ha portato anche alla comparsa di imitazioni delle matite piantabili sui marketplace internazionali. Secondo SproutWorld, alcune di queste copie utilizzano immagini e materiali di comunicazione del marchio orinale, aumentando così il rischio che il consumatore possa confondere il prodotto contraffatto con quello autentico.

Matite piantabili contraffatte, dubbi sulla sostenibilità

Il problema della contraffazione non si limita alla perdita di vendite o alla violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Nel caso di prodotti che vengono acquistati anche (e soprattutto) per le loro caratteristiche ambientali, le conseguenze possono riguardare direttamente la fiducia del consumatore.

Per quanto riguarda il caso delle matite contraffatte, SproutWorld segnala di aver individuato imitazioni caratterizzate da capsule in plastica non piantabili e semi che non riescono a germogliare. In alcuni casi, riferisce l’azienda, sarebbero state individuate anche capsule contaminate.

Il rischio per il consumatore è quello di trovarsi con un prodotto che non soddisfa le caratteristiche che si aspetta. Una volta terminato l’utilizzo della matita, per esempio, potrebbe scoprire che la capsula non può essere piantata o che i semi non germogliano.

Per un’azienda che ha costruito la propria identità proprio intorno a una soluzione sostenibile, una situazione di questo tipo può avere conseguenze che vanno ben oltre la perdita di qualche vendita. Un’esperienza negativa con un prodotto contraffatto può infatti incidere sulla percezione che il consumatore ha della tecnologia e dell’idea alla base del prodotto.

Come l’intelligenza artificiale combatte le imitazioni online

Dal 2020 SproutWorld ha iniziato a utilizzare software di brand protection basati sull’intelligenza artificiale. La tecnologia consente all’azienda di monitorare in maniera continuativa i marketplace e di analizzare le inserzioni pubblicate online.

Tra gli elementi che possono essere esaminati rientrano immagini, testi commerciali e altri schemi ricorrenti che possono aiutare a individuare eventuali violazioni del marchio o dei brevetti. Una volta individuata un’inserzione sospetta, l’azienda procede con la segnalazione e con le richieste di rimozione attraverso le attività di enforcement.

La soluzione dell’azienda danese sembra dare i suoi frutti. Tra il primo trimestre del 2025 e il primo trimestre del 206, le versioni contraffatte rilevate dall’azienda sono diminuite del 36%. Nello stesso periodo è diminuito anche il numero dei venditori che proponevano prodotti falsi, con una riduzione del 24%.

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