Le prossime operazioni di raccolta di capitali sui mercati azionari europei saranno dominate dalle società che beneficiano del forte aumento della spesa militare dei governi del continente. Un orientamento ormai consolidato che ha caratterizzato l’intero anno e che continua a guidare l’agenda delle nuove quotazioni.
In particolare, il produttore di carri armati franco-tedesco KNDS sta valutando il lancio di un’offerta pubblica multimiliardaria già a giugno, mentre il produttore di satelliti OHB, già quotato ma con flottante ridotto, punta a una nuova operazione di aumento di capitale nello stesso mese che potrebbe raccogliere più di un miliardo di euro.
Queste due transazioni rappresentano il fulcro di un’ondata di interesse per le aziende attive nelle comunicazioni militari e nell’equipaggiamento di difesa. KNDS, joint venture tra il gruppo tedesco Krauss-Maffei Wegmann e il francese Nexter, è emersa come uno dei nomi più attesi dell’anno.
KNDS, l’azienda leader nella difesa
La società, produttrice dei carri armati Leopard 2 e Leclerc oltre ai sistemi di artiglieria Caesar, ha chiuso il 2025 con risultati operativi di grande rilievo. Il fatturato è cresciuto di quasi il sedici per cento raggiungendo i 4,4 miliardi di euro, mentre l’utile operativo si è attestato a 661 milioni di euro con un margine del quindici per cento, in miglioramento rispetto al 13,2 per cento dell’anno precedente.
Ancora più significativo è il portafoglio ordini, che ha toccato i 33,1 miliardi di euro alla fine del 2025, in aumento del quarantuno per cento rispetto ai 23, 5miliardi di fine 2024, grazie a nuovi contratti per 13,5 miliardi incassati nell’anno. Questo volume garantisce visibilità produttiva per oltre sette anni e riflette la corsa al riarmo europeo innescata dalle tensioni geopolitiche. Tra i contratti recenti spicca l’ordine da circa un miliardo di sterline, pari a oltre un miliardo e centottanta milioni di euro, per settantadue obici RCH 155 destinati all’esercito britannico, oltre a forniture di centinaia di Leopard 2A8 a paesi come Repubblica Ceca, Paesi Bassi e Croazia.
Un portafoglio da record per OHB
Parallelamente, OHB si prepara a una nuova operazione di aumento di capitale che rafforza il lato spaziale della difesa europea. Già quotata a Francoforte con un flottante molto basso intorno al 6%, la società controllata dalla famiglia Fuchs e partecipata dal fondo KKR ha annunciato piani per un aumento di capitale e vendita parziale di azioni che dovrebbero generare proventi lordi per circa 500 milioni di euro. I dettagli ufficiali confermano un focus su cinquecento milioni netti destinati all’industrializzazione della produzione, a opportunità di acquisizioni e a investimenti in lanciatori e programmi di nuova generazione, inclusi missioni lunari e costellazioni in orbita bassa.
Il portafoglio ordini di OHB ha raggiunto un record di 3,4 miliardi di euro nel primo trimestre 2026, fornendo visibilità pluriennale sui ricavi. L’azienda, attiva da oltre quarant’anni, ha fatto registrare una crescita composta annua della performance operativa intorno al venti per cento dal 2001, passando da 15 milioni a un 1,250 miliardo di euro nel 2025, e punta a superare i 4 miliardi di performance totale con un margine di EBITDA rettificato vicino al 13% nel medio termine. La famiglia Fuchs non venderà azioni, mantenendo la maggioranza, mentre KKR ridurrà parzialmente la propria quota ma resterà azionista rilevante.
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Perché proprio ora l’IPO?
Queste due operazioni non arrivano in un vuoto di mercato. Il 2026 è già stato segnato da quotazioni di rilievo nel settore difesa, come quella di Czechoslovak Group a gennaio, che ha raccolto 3,8 miliardi di euro con una valutazione iniziale di 25 miliardi e un debutto forte sul mercato di Amsterdam. Altre realtà come Gabler Group e Vincorion hanno seguito o stanno seguendo percorsi simili, mentre società già quotate come Rheinmetall hanno vissuto una fase di ridimensionamento dei multipli dopo un rally prolungato. Il contesto macroeconomico è chiaro: la spesa per la difesa in Europa è aumentata del quattordici per cento nel 2025 raggiungendo gli 864 miliardi di dollari, spinta dalla necessità di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e di rafforzare la sovranità tecnologica continentale.
Gli investitori istituzionali premiano le aziende con portafogli ordini elevati, margini solidi e posizionamento strategico in un panorama geopolitico instabile. Tuttavia, le sfide non mancano. Per KNDS, oltre alla governance, pesa la necessità di convertire l’enorme portafoglio ordini in consegne effettive, con espansioni produttive che richiedono assunzioni e investimenti in capacità, inclusa la possibile riconversione di impianti del settore automotive. La liquidità ridotta dopo la quotazione potrebbe limitare l’inclusione negli indici e scoraggiare alcuni fondi. Per OHB, il successo dipenderà dalla capacità di eseguire acquisizioni nel consolidamento del settore spaziale europeo e di mantenere la disciplina finanziaria che ha caratterizzato la sua storia. Entrambe le società beneficiano di un vento favorevole, ma dovranno convincere gli investitori che il controllo statale elevato non frenerà l’agilità operativa.
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