Non bastavano insetti e carne sintetica, ora l’UE apre le porte ai «nuovi OGM»

Enrica Perucchietti

17 Febbraio 2023 - 08:00

Le multinazionali degli OGM festeggiano: la Corte di giustizia UE fa retromarcia e con una sentenza apre la strada ai “nuovi OGM”. La protesta di ambientalisti e piccoli agricoltori.

Non bastavano insetti e carne sintetica, ora l’UE apre le porte ai «nuovi OGM»

I colossi delle sementi geneticamente modificate come Bayer, Syngenta, Corteva e Basf si sfregano le mani, sperando di ingrassare i propri guadagni. Mentre l’Europa vara il nuovo piano per aumentare i profitti delle multinazionali e uccidere il Made in Italy - tra etichettatura dei vini, immissione nel mercato di insetti e possibile approvazione di carne sintetica - arriva un’altra notizia volta a resettare le nostre tradizione e stravolgere la dieta mediterranea.

Finora, infatti, l’Europa era riuscita a resistere all’immissione degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), a differenza di quello che sta accadendo, ormai, da anni, negli Stati Uniti e nel Canada. Dopo aver detto nel 2018 che il genoma editing andava regolamentato come gli altri organismi geneticamente modificati, la Corte di giustizia UE fa retromarcia con una sentenza che spiana la strada ai nuovi OGM, che potranno accedere molto più facilmente al mercato europeo.

La Corte ha stabilito, infatti, che il genoma editing, la pratica di modificare il Dna di un organismo vivente, senza l’aggiunta di un Dna estraneo, «non viola le regole Ue sugli OGM». Secondo i giudici, i derivati da tecniche mutagene di moltiplicazione in vitro di cellule vegetali o animali isolate devono essere esentati dall’applicazione della normativa sugli OGM, ogni volta che i processi di mutazione del materiale genetico siano figli di tecniche/metodi di mutagenesi caratterizzate da applicazioni costanti e con una “lunga storia di sicurezza”.

Questa decisione allenta così la morsa dei controlli: se governi e aziende che stanno investendo su queste nuove tecniche non posso che brindare per la notizia, di tutt’altro tenore la reazione di ambientalisti e piccoli agricoltori. Se la reazione della Copa-Cogeca, che rappresenta gli interessi di aziende e cooperative agricole europee, è stata favorevole alla sentenza, altre associazioni non sono rimaste ferme a guardare.

Come riporta AgrifoodToday, a guidare la rivolta contro la decisione dei giudici europei è la Conféderation paysanne, un’organizzazione di piccoli agricoltori francesi che, insieme a otto associazioni che hanno come scopo la tutela dell’ambiente, ha subito diffuso una nota in cui attacca: “La Corte di giustizia dell’Unione europea ha ceduto alle multinazionali delle sementi e alla Commissione europea”. Erano stati infatti proprio loro ad avviare il caso dopo aver presentato un ricorso al Consiglio di Stato per opporsi a una precedente direttiva dell’Unione europea sull’emissione deliberata di OGM nell’ambiente.

Secondo le associazioni ambientaliste, infatti, la sentenza apre “una grossa falla che permetterebbe a un gran numero di nuovi OGM di invadere il mercato e i campi”, senza le opportune valutazioni. Inoltre, questi OGM “generano le stesse modifiche genetiche intenzionali e non, e quindi gli stessi rischi per la salute e l’ambiente”.