Morte di Raisi, cosa può succedere ora in Iran: intervista a Indelicato

Roberto Vivaldelli

20/05/2024

La Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, promette che «non ci saranno vuoti di potere» dopo la morte del presidente Raisi. Intervista a Mauro Indelicato

Morte di Raisi, cosa può succedere ora in Iran: intervista a Indelicato

Una morte che ha sconvolto una nazione intera e il mondo. Ebrahim Raisi, presidente iraniano e uno dei principali candidati alla successione della Guida suprema del Paese, è morto domenica 19 maggio in un incidente in elicottero. Aveva 63 anni. Chierico sciita conservatore, Raisi era un protetto della Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, e un devoto sostenitore del sistema politico-religioso della Repubblica Islamica.

Khamenei, ha annunciato cinque giorni di lutto nazionale. L’elicottero su cui viaggiava il leader iraniano è precipitato nella regione montuosa di Varzeghan, vicino al villaggio di Uzi, nella provincia iraniana dell’Azerbaigian orientale, ed è avvenuto mentre Raisi e il ministro degli Esteri Amir-Abdollahian stavano tornando da una cerimonia per l’apertura di una diga al confine tra Iran e Azerbaigian. Abbiamo parlato dei possibili scenari con il giornalista e analista geopolitico di InsideOver, Mauro Indelicato.

Il mondo intero è sotto shock per la morte del presidente iraniano Ebrahim Raisi in un incidente in elicottero avvenuto nel nord-ovest del paese. Raisi è morto insieme alla delegazione che lo accompagnava, compreso il ministro degli Esteri Hossein Amir-Abdollahian. Al momento tutto fa pensare a un tragico incidente, che ne pensi?

Tutto fa in effetti pensare a un incidente, le condizioni meteo erano proibitive, c’era una forte nebbia e l’elicottero su cui viaggiava Raisi era piuttosto vecchio. Basti pensare che nel Paese di produzione, il Canada, è bandito da almeno due anni. Quasi sicuramente, perché bisogna sempre lasciare spazio al dubbio, si tratta di un incidente, favorito però da alcune condizioni. Un Paese dove a volte mancano le condizioni di sicurezza ma soprattutto un Paese sotto sanzioni economiche, dove talvolta mancano banalmente i pezzi di ricambio degli elicotteri.

Ora tutto si domandano che cosa accadrà: Il leader supremo Ali Khamenei ha affermato che non ci saranno vuoti di potere. Qual è lo scenario più plausibile, ora?

Indubbiamente non ci saranno vuoti di potere perché la costituzione iraniana è abbastanza chiara da questo punto di vista e si capisce perfettamente chi gestirà in questi 50 giorni che separano il Paese dalle elezioni. Tuttavia, perdere in questa maniera un presidente rende molto vulnerabile il sistema. Ci sarà una Repubblica Islamica ancora più vulnerabile: presumo che la Guida Suprema Ali Khamenei, insieme ai militari, proverà a stringere ulteriormente la morsa per evitare possibili sorprese interne.

Il vicepresidente Mohammad Mokhber ha assunto la carica di presidente ad interim per 50 giorni. Sarà anche uno dei candidati alle prossime elezioni, a questo punto?

Mokhber non è una figura carismatica però è molto importante nella gerarchia iraniana, in primo luogo perché manovra i soldi. È di fatto il cassiere di una delle fondazioni più importanti dell’Iran, dedicata a Khamenei, che manovra molti capitali e investimenti. L’economia iraniana è statalizzata, comandata da Psdaran, ufficiali, da alti graduati e il sistema di controllo dell’economia viene perfezionato attraverso le Fondazioni. Mokhber, essendo a capo di una delle Fondazioni più importanti, di fatto è stata la guida di una delle holding dell’Iran. È una figura che è una figura che è i grado di maneggiare le risorse. Potrebbe essere l’uomo della continuità, anche se sotto il profilo prettamente politico è un personaggio dotato di poco carisma, di sicuro inferiore da questo punto di vista rispetto ai suoi predecessori.

Interessante notare la reazione dei vari Paesi in relazione all’incidente. Persino l’Arabia Saudita ha manifestato la propria solidarietà, offrendo il suo aiuto nel ricercare l’elicottero disperso del presidente e della sua delegazione. In questi casi si mettono da parte anche le rivalità strategiche?

La perdita di un capo di stato è sempre un elemento di shock, al di là dei rapporti politici. È un evento, comunque la si voglia vedere, scioccante per un’intera nazionale. Da qui la solidarietà da diversi nazioni, compresa l’Unione europea, che ha offerto il suo sistema satellitare Copernicus per aiutare nelle ricerche. Si comprende come eventi di questo tipo sia in qualche modo dei collanti e le disparità e le differenze ideologiche e politiche vengono sicuramente messe da parte.

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