Meglio Btp o Bund? Il crollo dei prezzi dei titoli di Stato ha aperto scenari interessanti per gli investitori.
Le scadenze più lunghe sono ora scambiate con sconti fino al 13% rispetto ai livelli di dicembre, mentre in alcuni casi il ribasso ha toccato il 20%.
La corsa al riarmo in Europa sta mettendo sotto pressione i conti pubblici, spingendo al rialzo i rendimenti sia in Germania (dove il decennale è intorno al 2,90%) sia in Italia (con il Btp a 10 anni al 3,95%), con uno spread che attualmente si attesta a 107 punti.
Curva dei rendimenti
Fonte worldgovernmentbonds
Secondo Neuberger Berman, l’aumento degli investimenti pubblici potrebbe indurre la Bce ad adottare una politica meno espansiva, rafforzando l’euro e favorendo un rialzo più deciso dei rendimenti lungo la curva. Nell’occhio del ciclone non ci sarebbero solo i Bund tedeschi - con il Paese alle prese con una riforma fiscale e politica senza precedenti - ma l’intero paniere di titoli di Stato europei, su cui pesa l’incognita recessione.
Investire sulle scadenze più lontane (20-30 anni) diventa quindi una scommessa ad alto rischio. Ma tra Btp e Bund, quale offre le migliori opportunità? E quale potrebbe garantire un rendimento del 118% in 25 anni? Vediamolo nel dettaglio.
Meglio Btp o Bund? Solo uno fa guadagnare il 118% in 25 anni
Partiamo dal Bund. Il mercato obbligazionario tedesco ha vissuto uno dei peggiori scossoni degli ultimi trent’anni, con i rendimenti in Germania in forte rialzo rispetto al resto d’Europa. E come sappiamo, quando i rendimenti salgono, i prezzi scendono. Ma vediamo un esempio concreto.
Il Bund con scadenza 15 agosto 2050 (Isin DE0001102481) ha perso l’11,4% nell’ultima settimana, scendendo da 51,70 a 45,80 centesimi. Se guardiamo ai massimi di dicembre, il ribasso è del 20%, mentre rispetto ai record del 2020 (quando valeva 107,96) il calo è addirittura del 57%.
Questo titolo zero coupon (senza cedola) è stato emesso nel 2019, in un’epoca in cui la Germania era sinonimo di stabilità e poteva permettersi di non pagare interessi. Il guadagno dell’investitore deriva quindi dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita sul mercato secondario o, mantenendolo fino alla scadenza, dalla differenza tra il prezzo di rimborso (100) e il prezzo di acquisto attuale.
Ma quali prospettive ci sono?
- Se nei prossimi mesi il clima politico ed economico in Europa migliorasse, il Bund potrebbe risalire fino a 57 centesimi, generando un guadagno di circa +24% per chi decidesse di venderlo prima della scadenza.
- Se invece lo si tenesse fino al 2050, il rendimento netto sarebbe del +104%. Un buon affare, ma c’è chi offre di più.
Btp 2,45% settembre 2050
Nel lungo termine, il Btp 2,45% settembre 2050 (Isin IT0005398406) potrebbe offrire guadagni maggiori. A differenza del Bund, questo titolo paga una cedola del 2,45%. Oggi può essere comprato a 69,22 centesimi, in calo del 13% dai massimi di dicembre (80,35), ma ad un prezzo superiore al minimo toccato nell’ottobre 2023 (60,50).
Cosa si può ottenere con questo investimento?
- Se il titolo rimbalzasse in area 80, chi lo acquista oggi potrebbe ottenere un guadagno in conto capitale del 15%, a cui si aggiungono gli interessi incassati nel periodo di possesso.
- Guardando invece al rendimento netto a scadenza, il Btp offre un ritorno netto del 118%, superiore a quello del Bund.
Dunque, chi punta a un rendimento più elevato nel lungo periodo potrebbe trovare nel Btp un’opportunità più interessante. Mentre nel breve termine il Bund potrebbe rappresentare l’investimento più speculativo.
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