Italia quasi tutta in zona rossa, quattro le regioni in rosso scuro. Peggiora la situazione, la mappa Ue

Emiliana Costa

09/12/2021

09/12/2021 - 12:59

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In Italia solo cinque regioni restano in zona arancione, la fascia di rischio epidemiologico moderato. Quasi tutta la penisola si trova in zona rossa e quattro regioni sono in rosso scuro.

Italia quasi tutta in zona rossa, quattro le regioni in rosso scuro. Peggiora la situazione, la mappa Ue

Continuano a salire i contagi in Italia. Ieri nel nostro paese è stata sfiorata la soglia dei 18 mila casi giornalieri, mai così tanti dallo scorso 9 aprile. A fotografare la situazione, la mappa appena pubblicata dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc).

C’è un peggioramento rispetto alla scorsa settimana. Nella mappa del 9 dicembre, solo cinque regioni restano in zona arancione. La fascia di rischio moderato. Salgono a quattro le regioni in rosso scuro (rischio epidemiologico massimo). Tutte le altre regioni d’Italia sono rosse (alto grado di rischio).

Mappa Ecdc, la situazione regione per regione

L’Italia è quasi tutta rossa nella mappa europea della situazione Covid-19 aggiornata ogni settimana dall’Ecdc. Solo cinque regioni restano in fascia arancione e quattro zone varcano la soglia del rosso scuro.

  • La zona rosso scuro. Questa settimana nella fascia di massimo rischio epidemiologico troviamo la Valle d’Aosta (che ha un’incidenza di 295,41 casi ogni 100 mila abitanti e il 22% dei letti occupati in area medica. Il 3% in terapia intensiva). In fascia rosso scuro anche l’Alto Adige che da lunedì 6 dicembre è passato in zona gialla (secondo i parametri italiani delle fasce). E il Friuli Venezia Giulia (già in fascia gialla dal 29 novembre). Da questa settimana, in zona rosso scuro anche il Veneto (con oltre 3.500 casi al giorno).
  • La zona rossa. Nella fascia ad alto rischio, la maggior parte delle regioni italiane: Piemonte, Lombardia, Trentino, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria.
  • La zona arancione. Nella fascia arancione solo cinque regioni. Si tratta di Umbria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Mappa Ecdc 9 dicembre Mappa Ecdc 9 dicembre

Mappa Ecdc, la situazione italiana ed europea

In Europa continuano a galoppare i casi di Covid-19, con la variante Omicron che aggrava la situazione. A fotografare la «situazione contagi» nel vecchio continente, la mappa aggiornata del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

Gran parte d’Europa è ormai in rosso scuro. L’arancione e il rosso coprono ampie regioni della Spagna, della Romania e della Bulgaria. Francia settentrionale, Germania settentrionale, Svezia e Finlandia sono in rosso. Il resto del continente è rosso scuro.

Per quanto riguarda il nostro paese, Sardegna, Sicilia, Calabria, Molise e Umbria sono le uniche regioni in arancione. Valle d’Aosta Veneto, Friuli Venezia Giulia e provincia autonoma di Bolzano in rosso scuro. Tutte le altre regioni in rosso.

La variante Omicron preoccupa l’Europa

Nelle ultime 24 ore sono stati registrati altri 63 casi di positività dalla variante Omicron nei paesi dell’Unione europea. Lo riporta il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), aggiornando la conta dei contagi dalla nuova variante. Nel complesso sono 337 i casi confermati nella Ue.

Sono invece 21 i paesi membri in cui Omicron è presente con Estonia e Liechtenstein che entrano nell’elenco. Il paese europea con il maggior numero di casi (83) è la Danimarca, seguita da Olanda (36) e Portogallo (32). L’Italia, secondo l’Ecdc, resta ferma a quota 11. I casi di Omicron nel mondo ammontano a 1121.

«Siamo in una situazione molto grave - ha spiegato la direttrice dell’Ecdc Andrea Ammon - con alti livelli di trasmissibilità del Covid. Il prossimo periodo festivo, in cui i contatti tra gruppi di persone aumentano, può peggiorare le cose. Con l’espansione ulteriore che attendiamo dalla variante Omicron la situazione potrebbe passare veramente di male in peggio, perciò occorre prendere altre misure di prevenzione, in parallelo ad un’espansione della vaccinazione».

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