Manovra 2027, sconto fiscale alle imprese che alzano gli stipendi

Patrizia Del Pidio

Commenta

Aumento stipendi giovani 2027, il piano del Governo con flat tax al 5% sugli aumenti in busta paga. Come funziona il patto tra Stato e imprese per gli under 30.

Manovra 2027, sconto fiscale alle imprese che alzano gli stipendi

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Il Governo è già al lavoro per delineare la prossima Legge di Bilancio 2027. Uno dei temi caldi di cui si sta parlando riguarda gli stipendi e la previsione di nuovi aumenti, ma non per tutti i lavoratori. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha constato che gli stipendi dei giovani, quando entrano nel mondo del lavoro, sono troppo bassi. La proposta in tal senso è quella di vantaggi fiscali per gli imprenditori disponibili, ma come funziona l’idea del ministro?

Patto fra Stato e aziende

Quanto previsto da Giorgetti è una sorta di patto tra Stato e imprese per tagliare le tasse sugli stipendi dei giovani lavoratori. L’accordo dovrebbe prevedere che le aziende siano disposte ad aumentare la retribuzione in busta paga dei lavoratori più giovani. Sull’aumento lo Stato applicherebbe una flat tax, invece della normale Irpef a scaglioni.

L’idea è molto simile a quella prevista dalla Legge di Bilancio 2026 per gli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, per i quali è stata prevista una flat tax fissata al 5%.

Lo scopo principale di una simile scelta è quello di aumentare il reddito dei neo assunti e dei lavoratori dipendenti a inizio carriera. Per farlo l’esecutivo incoraggia i datori di lavoro a investire sui salari senza subire l’alto costo del cuneo fiscale previsto sugli aumenti tradizionali. In questo modo, tramite la collaborazione delle aziende, si risponde al problema dei salari molto bassi in Italia.

Giorgetti, in ogni caso, ha parlato di un “vantaggio fiscale” per le imprese che sono disposte ad aumentare gli stipendi ai giovani (da considerare che la misura sarebbe un argine anche per la fuga dei cervelli all’estero).

Qual è il risparmio fiscale delle imprese?

Il risparmio delle imprese non è diretto e quindi non pagano meno tasse sui profitti, ma è un risparmio sul costo del lavoro che è necessario per far percepire l’aumento come reale al dipendente.

Nell’attuale scenario se un’azienda vuole dare un aumento a un dipendente di 100 euro netti deve spendere circa 200 euro, perché la metà dell’aumento si perde in tasse.

In questo modo, detassando gli aumenti, l’impresa ha un risparmio indiretto per diversi motivi. Applicando una flat tax bassa (ad esempio al 5%) sull’aumento, lo Stato rinuncia a prendersi una fetta di Irpef che l’azienda risparmia arrivando a dare l’aumento netto desiderato al dipendente spendendo meno rispetto a ora.

Molto spesso, quando si chiede la collaborazione delle imprese oltre al taglio dell’Irpef sono previsti anche sgravi o esoneri contributivi parziali per incentivare le aziende che decidono di aderire al patto di premiare i giovani. Oltre a questo, le aziende ottengono anche un forte strumento per attrarre e fidelizzare gli under 30 senza dover sostenere i costi proibitivi che un aumento di stipendio comporta.

Tra le ipotesi ventilate dal ministro Giorgetti rientra anche quella di elevare il reddito massimo per rimanere nella flat tax dei forfettari da 85.000 a 100.000 euro.

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su