La crisi energetica innescata dal caos in Medio Oriente richiede misure disperate, anche la vendita di carburante non conforme.
La guerra in Medio Oriente e le minacce allo stretto di Hormuz impattano notevolmente sulla fornitura di carburante in Europa, non soltanto su prezzi e logistica, ma pure sulla stessa disponibilità. Molti Paesi stanno cercando delle soluzioni per limitare il danno a carico della cittadinanza, ma in questo contesto fortemente instabile non è affatto semplice. La Francia, dove la mancanza dei carburanti si sta facendo sentire con prepotenza, spingendo i conducenti verso il “turismo del pieno”, ha deciso di optare per una misura temporanea straordinaria. Per un periodo di tempo, Parigi autorizza la vendita di diesel non conforme agli standard ordinari.
A mali estremi, estremi rimedi, ma il carattere provvisorio ed emergenziale non annulla la preoccupazione dei guidatori. Pur volendo guardare le decisioni del governo con uno spirito di fiducia, sapere che il carburante venduto non rispetta i normali criteri previsti dalla normativa è poco rassicurante, anche perché i prezzi non aiutano a indorare la pillola. Di fatto, pur non essendo una misura dissennata presenta dei rischi, per cui gli automobilisti francesi sono chiamati a uno sforzo collettivo utile a impedire conseguenze peggiori.
Il carburante manca e costa troppo
Con il conflitto mediorientale i prezzi del carburante in Francia superano stabilmente i due euro, tanto per il diesel quanto per la benzina senza piombo. Condizioni che, non facciamo fatica a immaginarlo, mettono a dura prova la vita dei cittadini. Il governo parigino sta eseguendo controlli a tappeto e sanzionando le stazioni di servizio per contrastare gli aumenti abusivi, ma il problema resta sostanziale. Il ministero dell’Energia rifiuta categoricamente la diminuzione delle tasse, giudicata insostenibile per il bilancio statale, nonostante le pressioni politiche. Nel frattempo, il prezzo del petrolio continua a fare le montagne russe a seconda delle decisioni di Stati Uniti, Israele e Iran, senza alcun cenno di stabilità in un senso o nell’altro.
Problemi che coinvolgono tanti Paesi europei (e non solo), ognuno dei quali reagisce diversamente. Il governo spagnolo ha dovuto imporre dei limiti al trasporto del carburante tra privati per evitare pericolosi incidenti, a fronte della flotta di viaggiatori provenienti da Portogallo e Francia per fare rifornimento e soprattutto scorta. Con il taglio dell’Iva e l’abolizione dell’imposta speciale sugli idrocarburi, Madrid ha ottenuto un risparmio dai 30 ai 40 centesimi al litro, rispettivamente per diesel e benzina.
Le difficoltà non mancano comunque, soprattutto in settori come l’agricoltura e l’autotrasporto, per i quali anche questo risparmio non è sufficiente a compensare l’impennata dei prezzi. Come sappiamo, l’Italia ha temporaneamente ridotto le accise, ma non basta: il prezzo continua a essere elevato in molte stazioni di servizio, soprattutto per il diesel, e si è creata una situazione oltremodo caotica ai distributori.
La Francia risponde con il carburante “non conforme”
Il problema del costo del diesel è stato affrontato solo indirettamente da Parigi, che vuole soprattutto assicurare la disponibilità del carburante. Così facendo può senza dubbio contenere i prezzi, ma non risolve l’impennata già avvenuta. In ogni caso, per farlo ha deciso di consentire la vendita e la commercializzazione del gasolio estivo con un po’ di anticipo. Il diesel estivo non è più economico, ha esattamente lo stesso prezzo visto che il processo di raffinazione è identico rispetto a quello invernale, ma è disponibile in maggiore quantità.
Di conseguenza, il ministero dell’Energia ne ha autorizzato l’utilizzo nonostante non ci siano ancora le condizioni meteorologiche adatte. C’è ancora il rischio di gelate, visto che il diesel estivo ha una temperatura limite di filtrabilità pari a 0 °C contro i -15 °C della versione invernale, tant’è che i distributori sono obbligati a informare i consumatori dei pericoli. In caso di temperature inferiori allo zero questo carburante può creare dei problemi, motivo per cui non è di solito distribuito prima di aprile, ma secondo gli esperti non dovrebbe essere pericoloso visto il leggero anticipo.
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