Macron perde la maggioranza in Parlamento: cosa succede adesso

Chiara Esposito

20/06/2022

20/06/2022 - 12:28

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Una Francia meno coesa, senza un solido sostegno al partito del presidente, che prospettive ha? I prospetti degli exit poll e la lettura che possiamo darne.

Macron perde la maggioranza in Parlamento: cosa succede adesso

A due mesi dalla conferma all’Eliseo, il presidente francese Emmanuel Macron subisce una vera e propria debacle: il suo partito ha perso la maggioranza assoluta all’Assemblée Nationale.

Lo schiaffo morale è cocente e si tratta di un tracollo paventato da alcuni analisti che però si è spinto al di là di ogni previsione. Dai primi risultati degli exit poll, il secondo turno delle elezioni legislative descrive un emiciclo frazionato in cui governare e legiferare senza intoppi sarà arduo.

Per comprendere quindi chi esce vincitore da questo confronto e quali saranno poi i risvolti concreti della sconfitta di Ensemble, partiamo dai dati.

Le prime stile degli exit poll

La distribuzione precisa dei 577 seggi dell’Assemblea Nazionale non sarà nota fino a tarda notte ma il presidente della Repubblica francese appena rieletto avrà sicuramente numeri in Parlamento molto meno stabili della scorsa legislatura. Ensemble! è infatti lontanissimo dalla maggioranza assoluta necessaria per governare: 289 seggi.

La sua coalizione ha ottenuto, secondo le prime proiezioni del ballottaggio delle legislative, solo 234 seggi contro i 170-190 seggi dell’alleanza Nupes guidata da Jean-Luc Mélenchon. Per Marine Le Pen invece ottime notizie: il Rassemblement National addirittura passa da 8 a 80-95 seggi e si piazza ben davanti alla destra dei Républicains (LR) (58-65 deputati).

Nell’evoluzione dei tassi di ripartizione, si tiene conto però dell’alto astensionismo che, dai primi calcoli, dovrebbe attestarsi tra il 53,5% e il 54%. Questo dato segnala un aumento di oltre un punto rispetto al primo turno (52,49%) secondo gli istituti di sondaggio, ma non tocca comunque i massimi storici del secondo turno del 2017.

Le Pen: il «risultato storico» piace anche a Salvini

L’altra faccia della medaglia rispetto a quella mesta del presidente è il risultato storico di Marine Le Pen. Rassemblement National, senza neppure fare campagna elettorale forte della recente esperienza di corsa alla presidenza, decuplica il numero dei deputati all’Assemblée Nationale.

In un commento a caldo Marine Le Pen ha detto:

«Siamo riusciti a eleggere un gruppo molto forte di deputati all’Assemblea, che d’ora in poi sarà ancora più nazionale. Sarà di gran lunga il più numeroso della storia della nostra famiglia politica».

Dalle sue parole si evince come la speranza, ormai consolidata, della candidata fosse quella di avere l’occasione di «preservare il Paese dal regno del partito unico» con l’obiettivo di agire con tenacia attraverso «un’opposizione ferma, senza connivenze, ma responsabile».

A esultare e a congratularsi con Le Pen c’è anche il compagno di schieramento Salvini che rimarca il peso degli esiti con queste parole:

Il commento via Twitter del segretario della Lega, Matteo Salvini è corredato da una foto di coppia mentre a Zona Bianca su Rete4 il leader del centrodestra ha dichiarato:

«Sono contento per Le Pen e i francesi. Lei ha parlato di lavoro in Francia come lo fa la Lega in Italia. Mentre altri parlavano di massimi sistemi, lei ha convinto milioni di francesi sulla necessità di cambiare mettendo al centro il lavoro, la famiglia come fa la Lega anche se in questo governo con il Pd e M5s è difficile parlare di alcuni temi come la Flat tax».

Cosa succede ora?

I risvolti di queste elezioni sono ancora tutti da definirsi ma in generale quel che è certo è che il Parlamento francese esce dalle urne con equilibri sconvolti. La prospettiva più accreditata è che alcuni ministri del presidente non saranno riconfermati in Parlamento e saranno costretti a dimettersi.

Ensemble! rimane comunque il primo partito del Parlamento francese ma l’azione di governo sarà estremamente complicata con la disperata ricerca di altri partiti a sostegno. La portavoce del governo francese Olivia Grégoire dopo i risultati elettorali ha infatti detto:

«La nostra mano è tesa a tutti quelli che vogliono portare avanti il Paese».

A raccogliere l’invito probabilmente saranno i Républicains ma per approvare le leggi sarà comunque necessario scendere a compromessi. Per riassumere in breve la situazione attuale della politica francese serviranno assi e accordi per vagliare i testi e anche se a oggi la Francia non è ingovernabile, il ministro delle Finanze Bruno Le Maire sostiene che ci vorrà «molta immaginazione» per agire.

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