Presentato al Senato il ddl contro le fake news con multe fino a 5.000 euro per chi pubblica notizie bufale: misura necessaria o solo un escamotage per imbavagliare il web?
Legge contro le fake news: misura necessaria o bavaglio al web.
Presentato al Senato il ddl per arginare le famigerate fake news, le notizie false che da tempo imperversano sui social network e contro le quali il Parlamento ha deciso di intervenire per debellare il fenomeno.
Il ddl presentato è un testo sostanzialmente bipartisan, trovando d’accordo quasi la totalità degli schieramenti politici. Prima firmataria della legge contro le fake news è la senatrice Adele Gambaro, ex Movimento 5 Stelle e ora esponente di Ala-Scelta Civica.
Il testo contro le fake news prevede un’ammenda di 5.000 euro per chi diffonde notizie false o tendenziose, mentre si può arrivare anche fino ai 12 mesi di reclusioni se la bufala può destare un pubblico allarme.
Tra gli articoli del ddl contro le fake news c’è anche l’obbligo per chiunque volesse aprire un blog o un sito web diretto alla diffusione di notizie, di inviare tramite posta certificata le proprie informazioni personali alla Sezione per la stampa del tribunale.
Le stesse piattaforme informatiche, oltre all’obbligo di rettifica, sarebbero poi obbligate a monitorare sia i contenuti che i commenti degli utenti, rimuovendo quelli falsi o tendenziosi pena anche qui una multa di 5.000 euro.
Un provvedimento questo presentato contro le fake news atteso da molto tempo, anche se non mancano le voci critiche che parlano di un ddl che sostanzialmente metterebbe il bavaglio al web.
Legge contro le fake news: il ddl al vaglio del Senato
Il ddl per contrastare il fenomeno delle fake news è approdato al Senato. Il testo è stato ampiamente condiviso dalle varie forze politiche parlamentari ad esclusione dei grillini, con la prima firmataria del provvedimento che è la senatrice Adele Gambaro, ex del Movimento 5 Stelle ed ora facente parte di Ala-Scelta Civica.
L’articolo 1 del ddl contro le fake news prevede un’ammenda fino a 5.000 euro per i siti che pubblicano e diffondono notizie false e tendenziose. Scorrendo il testo, si legge che chi invece è autore di bufale che possono provocare pubblico allarme allora la pena non può essere inferiore ai dodici mesi di reclusione.
Per invece gli autori di campagne di odio o volte a minare il processo democratico, il ddl contro le fake news prevede una reclusione di un periodo non inferiore ai due anni e un’ammenda fino a 10.000 euro.
Per accrescere la trasparenza e contrastare l’anonimato in rete, l’articolo 3 prevede per chi volesse aprire una piattaforma informatica destinata all’informazione, di una comunicazione dei propri dati tramite posta elettronica certificata alla Sezione stampa del proprio tribunale territorialmente competente.
Il ddl contro le fake news prevede poi l’obbligo di rettifica e corsi di alfabetizzazione informatica da tenere nelle scuole. I gestori di piattaforme informatiche inoltre, sono obbligati a controllare e monitorare i contenuti e anche i messaggi degli utenti, con ammenda di 5.000 se quelli falsi non vengono rimossi.
Legge contro le fake news: un bavaglio al web?
Il ddl presentato dalla Gambaro al Senato, porta la firma anche di esponenti di quasi tutti i gruppi parlamentari, tranne sembrerebbe di quelli del Movimento 5 Stelle. Il tema delle fake news, soprattutto dopo il servizio de Le Iene che ne ha descritto il sistema, è un argomento molto attuale e scottante.
Un testo per arginare questo fenomeno è da tempo invocato, ma non sono poche le voci polemiche che si sono levate dopo la presentazione del ddl contro le fake news al Senato. Critiche respinte al mittente dalla senatrice Gambaro.
Non vogliamo mettere un bavaglio al web. Niente censura, non vogliamo mettere sceriffi, ma normare quello che è diffuso e non ha regole. E non cambia nulla per i giornalisti.
Per alcuni invece l’estensione anche per blog e forum di obblighi riservati alla carta stampata, sarebbe una norma che metterebbe a rischio la libertà del web e non servirebbe a contrastare il fenomeno delle fake news.
Curioso vedere come uno dei più accaniti oppositori del ddl contro le fake news sia Paolo Attivissimo, un giornalista che ha fatto della caccia alle bufale diffuse sui social network una autentica battaglia personale.
Caso mai non si fosse capito: il DDL Gambaro è un impraticabile, osceno bavaglio. Non c'entra nulla con #bastabufale. Non fatevi confondere
— Paolo Attivissimo (@disinformatico) 15 febbraio 2017
Il ddl ora è al vaglio del Senato dove verrà discusso. A prescindere di come si evolverà l’iter parlamentare, è già importante aver sollevato la vicenda, visto che quello delle fake news è una delle più pericolose derive nate dalla diffusione dell’uso del web.
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