Le opportunità sui mercati dopo le elezioni francesi

Raphael Raduzzi

30/06/2024

Questi settori potrebbero rappresentare delle opportunità dopo le elezioni legislative francesi.

Le opportunità sui mercati dopo le elezioni francesi

Oggi si svolge il primo turno delle elezioni legislative francesi, con i ballottaggi previsti per domenica 7 luglio. Questa tornata elettorale, voluta dal Presidente Macron dopo la sonora batosta elettorale delle elezioni europee per andare all-in (‘o con me, o con gli estremisti’) rivoluzionerà probabilmente l’Assemblée Nationale francese.

Il Rassemblement national di Marine Le Pen e Jordan Bardella viene stimato al 36% dei consensi, un vantaggio significativo verso la coalizione di centro-sinistra sondata appena sotto il 30%, seguirebbe – solo al 19% - il partito di Macron. Una percentuale che dovrebbe portarle circa 250-260 seggi, non troppo distante dalla maggioranza assoluta (279 deputati).

Ora, se è vero che la democrazia francese è retta da un sistema semi-presidenziale e che quindi non solo Macron rimarrà presidente per altri tre anni, fino al 2027. Va anche ricordato che l’attuale sistema costituzionale francese venne, senza usare mezze misure, cucito su misura per l’allora Generale e poi Presidente De Gaulle, garantendo alla figura presidenziale enormi poteri, tra cui forme di diritto di veto. Ciò significa che anche con una maggioranza parlamentare che possa esprimere un governo, il partito di Le Pen difficilmente potrà governare realmente il paese.

Tuttavia, sappiamo da tempo che ‘iMercati’ badano poco a formalità come costituzioni, regolamenti parlamentari e prassi istituzionali. E che quindi una vittoria di ampia misura ed un possibile governo governo monocolore Le Pen potrebbe avere ulteriori ripercussioni sui titoli di stato francesi e di riflesso sulla borsa parigina.

Titoli di stato già sotto pressione da un paio di settimane, appunto da quando le elezioni europee hanno sancito Le Pen come vincitrice indiscussa. Lo spread tra i bund tedeschi a 10 anni e gli OAT è infatti passato dai circa 47 punti nella situazione pre-europee ai quasi 80 punti base registrati negli ultimi giorni. Cosa che ha ovviamente comportato un calo dei titoli delle banche francesi, proprio perché queste detengono nei propri bilanci ampie quote di titoli di stato. Ad esempio, Credit Agricole nell’ultimo mese ha perso più del 16% in borsa, Société générale è franata di oltre 21 punti percentuali.

Gli investitori sembrano molto più preoccupati del rischio di un’espansione fiscale in un periodo in cui il nuovo patto di stabilità potrebbe mettere in rotta di collisione Parigi e Bruxelles (e Francoforte), che di un vero rischio di uscita dall’euro o dalla UE della Francia. Allianz e Oxford Economic hanno infatti stimato che le politiche di Le Pen potrebbero portare il deficit francese a circa il 6% del PIL da un 4.3-4.8% previsto con altri governi. Non una discrepanza enorme, ma abbastanza per scommettere contro OAT a titoli bancari.

Tuttavia, a mio avviso, i mercati sopravvalutano da tempo la politica europea. Abbiamo infatti visto anche nel nostro paese come il governo Meloni, con Giorgetti all’economia, abbia impostato una politica di bilancio più che restrittiva: via superbonus, tagli alle rivalutazioni delle pensioni, via gli sconti su carburanti e iva sul gas. E la lista potrebbe continuare.

Molto probabilmente anche Le Pen si affretterebbe a rassicurare i mercati con politiche fiscali prudenti pur di rimanere a galla. E questo potrebbe offrire delle opportunità interessanti proprio in quei settori su cui peseranno le elezioni quindi titoli di stato e settore bancario. Opportunità di breve periodo, certamente, dato che l’intero continente europeo rimane – purtroppo – su una traiettoria discendente: stretta tra conflitti alle porte e sempre più isolata dalla tensione crescente tra Cina e Stati Uniti.